Il miraggio pillola del giorno dopo

Pillola del giorno dopo: un miraggio nei weekend. Quando è un’impresa ottenere la ricetta tra consultori chiusi, medici obiettori ed ospedali gestiti da religiosi come il Galliera di Genova dove il no è la regola. Perché non solo a Pisa il diritto alla pillola, stabilito per legge, viene negato. E comunque se e quando ti fanno finalmente la prescrizione, è una conquista sudata spesso con ore di attesa e umiliazioni. Segnata da giri da un capo all’altro della città chinando il capo davanti a medici obiettori, a gente “che ti guarda e ti fa sentire la persona peggiore della terra. Che ti dice che il bambino potrebbe comunque nascere deforme e con problemi mentali”. Ore a insistere con “la paura di essere incinta e l’incubo altrimenti di dover affrontare un aborto”, passando per cinque tra ospedali, consultori chiusi, telefonate alla guardia medica. Così racconta Marianna, signora romana che dopo un rapporto non protetto col marito ha attraversato la capitale ricevendo dinieghi a ripetizione. Bussando al Sant’Eugenio e Forlanini prima di avere finalmente la ricetta al Cto Garbatella. E la sua non è un’eccezione. Lo conferma il viaggio delle croniste di Repubblica nelle maggiori città italiane che hanno avuto attese e risposte diverse nel weekend, quando molti consultori sono chiusi e i medici di conoscenza – tutti possono fare la ricetta senza obbligo di esami o visite – è in vacanza e non si sa a chi rivolgersi. [...]

Il testo integrale dell’articolo di Caterina Pasolini è stato pubblicato sul sito di Repubblica

Archiviato in: Generale

16 commenti

DF1989

La pillola del giorno dopo andrebbe venduta senza ricetta, poiché, per quanto ne so, non ha particolari controindicazioni o effetti collaterali tali da giustificare la necessità di una ricetta medica. Comunque, quando viene rifiutata la pillola, la soluzione è semplice: denunciare, questi individui non hanno il diritto di negarla, la legge non lo permette.

Daniela

ma le denuncie che vengono fatte che fine fanno? La polizia si attiva allo stesso modo come nel caso del filmato di youtube sul doppiaggio di tonini? Mah, ho i miei dubbi

Vico

ronde laiche e denunce x chi obietta!!!!!! e seguire l’iter delle denunce, si possono anche denunciare giudici e poliziotti x omiossione d’atti d’ufficio.

Fausto Sanna

**********************************

Vi ricordiamo che potete rendere noto il vostro blog soltanto indicandone l’indirizzo nello spazio apposito, vicino a nome e email, sopra la casella di testo in cui formulate il commento.

Grazie.

**********************************

Giovanni Sicuranza

Alcuni miei colleghi sostengono con forza, in un comunicato ufficiale, che l’obiezione di coscienza è un diritto del medico, in quanto questi non è dispensatore passivo di farmaci.

Concordo. Il medico non deve essere elemento passivo nella decisione del paziente, anzi, ha il compito fondamentale, attivo, di essere l’autore del consenso informato, sul quale si basa il trattamento sanitario (terapia compresa).

Nel caso specifico, tuttavia, non si tiene conto di un elemento fondamentale. La mancata prescrizione della pillola rischia di cagionare alla donna un danno psichico, o psico-fisico (gravidanza indesiderata, con la necessità di ricorrere a tecniche abortive pià invasive).

Quindi, con l’obiezione, si rischia di ledere l’unico bene fondamentale che il medico tende ad ottenere:
il bene salute dell’individuo.

Ben diverso, e per fortuna, dal bene vita ad ogni costo.
Con buona pace per i proclami dogmatici.

Francesco M.Palmieri

Scusate

forse una domanda stupida !

Ma uno, la pillola, non se la potrebbe tenere in casa

all’insegna del :”Non si sa mai !” ?

Visto che teste girano per ospedali e farmacie ??

Grace

DF1989 scrive:
6 Aprile 2008 alle 17:49

La pillola del giorno dopo andrebbe venduta senza ricetta, poiché, per quanto ne so, non ha particolari controindicazioni o effetti collaterali tali da giustificare la necessità di una ricetta

Potrebbe anche averne: come tutti i medicinali. L ‘unica differenza è che nessun medico si sogna di non prescrivere qualche medicina contro il mal di testa, per quanto riguarda invece la prescrizione di una “pillola immorale” (scusate ma mi viene già da ridere!) si pongono invece grandi problemi perchè alcuni la considerano “abortiva” sorgono spontanee le domande:
1) ma chi ha regalato la laurea a questi individui?
2)se qualche medico sostenesse che anche la pillola anticoncezionale potrebbe avere “effetti intercettivi” per quale ragione non dovrebbe allora rifiutarsi di prescriverla?
Ma si…obiezione di coscienza pr i farmacisti!!!ahauhauhauhauah! (rido per non piangere)

Red Passion

@giovanni sicuranza
scusa, cosa non è un medico? Totò avrebbe risposto “ma mi faccia il piacere!” Il medico italiano è il dispensatore passivo per eccellenza, tanto è vero che l’italia è il paese dove si fa un grande uso ed abuso dei farmaci, più che negli altri paesi europei. A volte non ti ascoltano neanche che già hanno riempito le loro ricette di questo o quel farmaco. Qualche paziente viene ancora auscultato, tastato, osservato o semplicemente ascoltato? Non mi pare! Ed in più ricordiamoci che la pillola del giorno dopo non è una terapia per curare una patologia. Ergo o il medico ritiene di avere d’avanti un paziente con gravi problematiche fisiche tali da giustificare la non prescrizione (e questo dovrebbe valere anche per l’aspirina) oppure è la solita giustificazione utilizzata per nascondere il proprio servilismo nei confronti della chiesa. E se non concedono la pilloila per motivazioni “morali” e non mediche, allora è un’interruzione di pubblico servizio. E per questo mi aspetto punizioni esemplari (nel senso di interruzione del contratto, cosa pensavate?)

ignazio

Si tratta di un problema di norme e di organizzazione che devono essere certe e a conoscenza di tutti e non lasciato al libero arbitri del primo medico che si incontra. (questo si chiamerebbe stato di diritto)
Pertanto ritengo sia una questione da risolvere in sede politica (solo una norma o legge può imporre quello che è da fare e quello che non è da fare); andrà richiesto con decisione al nuovo governo di esprimersi e di dare le giuste disposizioni in materia. Naturalmente per risolversi positivamente il nuovo governo dovrà essere sensibile all’argomento! Sarà possibile con quello che scaturirà dalle urne tra una settimana? O dovremmo attendere il successivo?

Andrea

@ riky

Chiediamoci invece come si faccia a mandare questi presunti medici all’estero, o quanto meno fuori dall’albo.
Non puo’ esserci obiezione in questo ambito, non facciano i medici. Vanno puniti, ed in modo esemplare. Ed andreabbe punito anche chi gli da’ manforte.

Ciao a tutti

Giovanni Sicuranza

Dunque, ritengo si stia camminando in binari paralleli. Una prospettiva non escklude l’altra.

Il pubblico servizio consiste in un’attività tecnica, a prevalente carattere di impresa, che lo Stato o altro Ente pbblico svolge direttamente o per mezzo di persone incaricate, allo scopo di soddisfae i bisogni utili alla collettvità e agevolare i cittadini al conseguimento dei loro scopi. Quindi è incaricato di pubblico servizio chi svolge la propria attività per soddisfare i bisogni sociali.
I medici ospedalieri, quando non sono considerati pubblici ufficiali, rivestono la qualifica di incaricati di pubblico servizio. Queste qualifiche sono tuttavia in essere solo agli effetti della legge penale (art. 358 nella fattispecie), ovvero solo in caso in cui il medico deve rispondere di un sospetto reato.

In tal senso, se il medico ospedaliero rifiuta di prescrivere il farmaco in assenza di giustificato motivo di salute, ma adducendo personali questioni di moralità, può essere indagato per interruzione di pubblico servizio.

“in assenza di giustificato motivo di salute” ribadisce inoltre una posizione ben più grave, sopra spiegata, in quanto lede il diritto principale dell’assistito: il bene salute.
Compito del medico, infatti, non è tutelare il bene vita (sarebbe un’assurdutà utopistica, in quanto la medicina non può garantire la vita sempre e comunque, che già come concetto assoluto non ha significato), ma quello salute.

La tutela inizia dal consenso informato, che si sovrappone a diagnosi e terapia / riabilitazione (quando probabilità di successo / miglioramento).
Quindi, nonostante le esperienze individuali del paziente, il medico è e deve essere figura attiva nell’informare la persona che a lui si rivolge.

D’accordo che poi nell’esperienza quotidiana questo sia a volte disatteso, da alcuni medici che svolgono più il ruolo passivo di dispensatori farmaci, che di “accompagnatori” al bene salute.
Forse, d’altra parte, questo è uno dei motivi principali alla base di una crescente responsabilità professionale a carico del medico di base (anche se nella maggioranza dei casi le accuse si dimostrano prive di fondamento).
Tuttavia, ci sono molti medici che seguono questo principio fondamentale, come per fortuna mi capita di vedere nella mia esperienza di medico legale.
Inoltre, il consenso informato, qualora deficitario, espone qualunque medico a illecito penale.

In sintesi, a prescindere da un ruolo attivo del medico, ribadisco che scopo fondamentale del Sanitario è tutelare il bene salute della persona che a lui si rivolge, indipendentemente da motivazioni personali, che potrebbero causare sia un danno psichico, sia un danno fisico in caso di omessa prescrizione. Salvo motivazioni, informate, di carattere medico che portino a controindicazioni, assolute o relative, nell’assunzione del farmaco.

Ecco perchè condanno fermamente l’obiezione di coscienza, secondo le motivazioni sopra esposte e soprattutto se diventa maggioranza a danno dell’individuo.

simona valesi

Per fortuna non sono tutti così, mi pare che la maggior parte dei problemi li facciano i medici al sud, dove la propaganda cattolica continua purtroppo ad aver presa… Un anno fa ho assunto la famosa pillola senza problemi: mi sono rivolta alla mia ginecologa a Busseto (Parma) nel giro di un’ora ero già stata in ambulatorio e in farmacia, perchè la dottoressa appena saputo di cosa si trattava mi ha fatto passare subito. Ci sono ancora le persone serie, coraggio!

Stefano Bottoni

@ Francesco M. Palmieri

Sì, d’accordo, una persona potrebbe tenerne una piccola scorta in casa.

Ma anche a me una volta è capitato di dover girare un sabato notte per tre farmacie prima di trovarne una di turno e comprare dei preservativi, in quanto l’avventura capitata non era previstà nè programmata, e non è stato molto piacevole.

Comunque… a quando una bella retata di medici che obiettano completamente al di fuori della legge (in quanto l’obiezione per quel che riguarda la pillola del giorno dopo non è assolutamente contemplata)?

Commenti chiusi.