Italia: terzo millennio = terzo mondo

Quello che segue è quasi uno sfogo privato. Me ne scuso in anticipo. Purtroppo capitano giornate in cui non sembra funzionare letteralmente più nulla, ed emergono gli umori più neri. E allora pensi che la polemica sul declino italiano non sia affatto campata per aria, che i tanti libri dedicati all’argomento non siano esattamente aria fritta, che la necessità di ricominciare da zero si faccia di giorno in giorno più impellente. Poi mi dico che esagero, che sono discorsi da qualunquista, che può essere magari un periodo storico un po’ particolare, ma gli italiani non sono certo diversi dagli altri abitanti del mondo e ce la possono fare. E per qualche tempo l’incavolatura passa.
Ultimamente, però, passa sempre meno rapidamente. Perché mi basta aprire la casella di posta elettronica e leggere le segnalazioni che l’UAAR riceve. Non si riesce ormai a passare una giornata senza ricevere richieste di aiuto per messe o visite pastorali a scuola; crocifissi, statue e altra oggettistica religiosa a marcare territorialmente luoghi pubblici; discriminazioni sui luoghi di lavoro; violazioni della normativa sull’ora alternativa, e via di questo passo. Quasi tutta questa gigantesca mole di segnalazioni non viene resa nota: inventammo il servizio SOS Laicità come confidenziale, e avevamo già allora le nostre buone ragioni per farlo. Ma non pensavamo nemmeno noi che la realtà di ogni giorno fosse così degradata. E, quel che è peggio, continua idi giorno in giorno a degradare.
E allora, smettiamola di prenderci in giro: quantomeno dal punto di vista religioso, con il terzo millennio l’Italia è diventata un paese del terzo mondo. Spero che i paesi in via di sviluppo non si offendano per la compagnia: ho del resto l’impressione che faranno più in fretta loro a lasciare la categoria, di quanto possa sperare di riuscirci la nostra povera Itaglietta. Nel frattempo, comincerò a utilizzare questo slogan per dar conto di quelle violazioni della laicità di Stato che ci sono state segnalate e che non sono confidenziali. La finirò solo quando avrò la sensazione che l’Italia sarà ridiventato un paese normale. Forse mai, temo.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 21 febbraio 2008 alle 17:56 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.