Aborto: il dramma delle donne straniere

Un articolo di Carlo Picozza, pubblicato oggi su “Repubblica” (cronaca di Roma), squarcia il velo sugli aborti clandestini delle donne straniere. Non parlano bene la nostra lingua, non conoscono i loro diritti, mancano i mediatori culturali. Mentre alcune cinesi riescono chissà come a procurarsi la Ru-486, tra le ucraine è diffuso l’uso di un farmaco per la cura dell’ulcera gastrica e duodenalie. Le romene e le bulgare, da quando i loro paesi fanno parte dell’Unione Europea, non godono più della prestazione gratuita: immaginabili le conseguenze. Ma Livia Turco ha promesso di rimediare all’errore. Dei quindicimila aborti praticati ogni anno nel Lazio, un terzo riguarda donne dell’Est europeo.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 21 febbraio 2008 alle 14:41 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.