Quel gentiluomo di Letta

Magari non c’entra niente, è solo una coincidenza. E poi, si sa, i tempi del Vaticano raramente coincidono con contingenze particolari. Eppure non sembra caduto a caso, a pochi giorni dalla pubblicazione dell’Annuario Pontificio, l’annuncio del Vaticano della nomina (pur decisa qualche mese fa) di Gianni Letta a gentiluomo del Papa: riconoscimento molto ambito, e carica finora riservata a certa aristocrazia papalina. Negli stessi giorni in cui Pierferdinando Casini e l’Udc, aiutati dal cardinale Camillo Ruini, combattono fianco a fianco la battaglia per convincere Berlusconi a lasciar sopravvivere il piccolo partito cattolico del centrodestra, senza pretenderne lo scioglimento nel nuovo «Popolo delle libertà» in cui sono confluiti Forza Italia e An, la scelta dell’uomo più vicino a Berlusconi, del suo principale consigliere politico e del suo braccio destro per cinque anni a Palazzo Chigi, per un’onorificenza così significativa, toglie molte frecce all’arco dell’ex alleato del Cavaliere che cerca di tornare a casa come figliol prodigo. Si sa, Letta è un caso a sé: non ha mai avuto la tessera di Forza Italia (né prenderà, c’è da giurarci, quella del nuovo partito), non s’è mai candidato alle elezioni, era perfino contrario alla discesa in campo di Berlusconi. Quel che ha fatto al suo fianco, lo ha fatto, e spiegato tante volte, come «servizio alle istituzioni». E tuttavia se un uomo così vicino al Cavaliere, e così chiaramente schierato, è stato giudicato degno di tanta attenzione, vuol dire che nelle sacre stanze si ritiene che non ci sia poi tutto questo bisogno di far mediare da un partito cattolico la delicata materia dei valori e la politica del centrodestra. [...]

Da “La Stampa” di oggi

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 12 febbraio 2008 alle 13:48 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.