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	<title>Commenti a: Scienza ed Identità Umana</title>
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		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142492</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 14:43:22 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con Bruno e Nifft. L&#039;onesta intellettuale non e&#039; di facile definizione, sono e&#039; vero, ma personalmente la penso come una combinazione di modestia (cioe&#039; comprensione dei limiti delle proprie scoperte), capacita&#039; di cambiare idea (quindi il contrario del dogmatismo) e rigore (cioe&#039; capacita&#039; di comprendere e accettare TUTTE le conseguenze della proprie scoperte). 

In effetti, se ci fate caso, e&#039; proprio il contrario del pensiero religioso che e&#039; immodesto (l&#039;uomo e&#039; figlio di dio, dio ama gli uomini ecc), dogmatico, non rigoroso (una conseguenza non ci piace? Inventiamo un nuovo dogma, o diciamo che e&#039; un mistero). Io pero&#039; non vedo minaccie al pensiero scientifico da parte della religione, piuttosto da un altro tipo di pensiero contemporaneo, cioe&#039; quello pubblicitario. Anch&#039;esso e&#039; immodesto ( no limits :) ) dogmatico (tutto e&#039; sempre presentato come assolutamente &quot;vero&quot;) e non rigoroso (addirittura, si sostituisce la verita&#039; con una chiara menzogna, in molti casi).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con Bruno e Nifft. L&#8217;onesta intellettuale non e&#8217; di facile definizione, sono e&#8217; vero, ma personalmente la penso come una combinazione di modestia (cioe&#8217; comprensione dei limiti delle proprie scoperte), capacita&#8217; di cambiare idea (quindi il contrario del dogmatismo) e rigore (cioe&#8217; capacita&#8217; di comprendere e accettare TUTTE le conseguenze della proprie scoperte). </p>
<p>In effetti, se ci fate caso, e&#8217; proprio il contrario del pensiero religioso che e&#8217; immodesto (l&#8217;uomo e&#8217; figlio di dio, dio ama gli uomini ecc), dogmatico, non rigoroso (una conseguenza non ci piace? Inventiamo un nuovo dogma, o diciamo che e&#8217; un mistero). Io pero&#8217; non vedo minaccie al pensiero scientifico da parte della religione, piuttosto da un altro tipo di pensiero contemporaneo, cioe&#8217; quello pubblicitario. Anch&#8217;esso e&#8217; immodesto ( no limits <img src='http://www.uaar.it/news/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) dogmatico (tutto e&#8217; sempre presentato come assolutamente &#8220;vero&#8221;) e non rigoroso (addirittura, si sostituisce la verita&#8217; con una chiara menzogna, in molti casi).</p>
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	<item>
		<title>Di: Bruno Gualerzi</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142466</link>
		<dc:creator>Bruno Gualerzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 13:57:11 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;La scienza non deve essere assoggettata a un&#039;etica, ma i valori etici che costituiscono il fulcro della scienza non dovrebbero essere dimenticati&quot;. scrive ad esmpio Carlo.
Ben detto, anche se poi quali siano &quot;i valori etici che costituiscono il fulcro della scienza&quot;, quale tipo di &#039;onestà intellettuale&#039; si richiede in modo specifico allo scienziato in quanto scienziato, al di là dell&#039;onestà, diciamo così, senza aggettivi, non è di semplice definizione.
 Personalmente ho maturato la convinzione che il vero valore etico costitutivo della scienza moderna (e quindi dello scienziato) consista nell&#039;averne ben presenti i presupposti storici, la genealogia, in modo da tenere sempre in considerazione da quali esigenze conoscitive si è venuta costituendo la scienza moderna in seguito a quella &#039;rivoluzione&#039; operata da Galileo con la proposta del suo metodo sperimentale... che (ecco un punto fondamentale), nella temperie culturale del suo tempo, nonostante il rifiuto del potere ecclesiastico, era da Galileo stesso (e poi da Newton) pur sempre da inscivere in un orizzonte di trascendanza, di manifestazione del disegno divino, di primato della teologia. Trascendenza, teologismo che sicuramente ha perso di rilievo proprio in seguito ai sempre nuovi orizzonti conoscitivi che l&#039;applicazione del metodo sperimentale ha aperto alla ricerca, ma che resta pur sempre un&#039;esigenza da inscrivere in una condizione umana che non può essere messa tra parentesi nella sua costituzionale precerietà. (v. su questo stesso blog l&#039;inquietante post sulla &#039;immortalità&#039;).
Precarietà (e limiti conoscitivi congeniti) della condizione umana che se la scienza &#039;dimentica&#039;, verrà &#039;sfruttata&#039; dalla cultura religiosa, dalla teologia... come ha sempre fatto e, con questo papa, sta riproponendo nella sua versione più oscurantista. Magari ammantando a sua volta questo oscurantismo proprio di scientificità. Di &#039;naturalità&#039;.
Sulla base di questa consapevolezza, di &#039;questa&#039; onestà intellettuale, la scienza resterà con i piedi ben piantati per terra, sorda alle lusinghe che le sue stesse conquiste conoscitive - le uniche verificabili, quindi, in questo senso le uniche &#039;vere&#039; - potrebbero incosciamente spingerla a riagganciarsi all&#039;orizzonte trascendente dal quale è sorta, ma dal quale deve sganciarsi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La scienza non deve essere assoggettata a un&#8217;etica, ma i valori etici che costituiscono il fulcro della scienza non dovrebbero essere dimenticati&#8221;. scrive ad esmpio Carlo.<br />
Ben detto, anche se poi quali siano &#8220;i valori etici che costituiscono il fulcro della scienza&#8221;, quale tipo di &#8216;onestà intellettuale&#8217; si richiede in modo specifico allo scienziato in quanto scienziato, al di là dell&#8217;onestà, diciamo così, senza aggettivi, non è di semplice definizione.<br />
 Personalmente ho maturato la convinzione che il vero valore etico costitutivo della scienza moderna (e quindi dello scienziato) consista nell&#8217;averne ben presenti i presupposti storici, la genealogia, in modo da tenere sempre in considerazione da quali esigenze conoscitive si è venuta costituendo la scienza moderna in seguito a quella &#8216;rivoluzione&#8217; operata da Galileo con la proposta del suo metodo sperimentale&#8230; che (ecco un punto fondamentale), nella temperie culturale del suo tempo, nonostante il rifiuto del potere ecclesiastico, era da Galileo stesso (e poi da Newton) pur sempre da inscivere in un orizzonte di trascendanza, di manifestazione del disegno divino, di primato della teologia. Trascendenza, teologismo che sicuramente ha perso di rilievo proprio in seguito ai sempre nuovi orizzonti conoscitivi che l&#8217;applicazione del metodo sperimentale ha aperto alla ricerca, ma che resta pur sempre un&#8217;esigenza da inscrivere in una condizione umana che non può essere messa tra parentesi nella sua costituzionale precerietà. (v. su questo stesso blog l&#8217;inquietante post sulla &#8216;immortalità&#8217;).<br />
Precarietà (e limiti conoscitivi congeniti) della condizione umana che se la scienza &#8216;dimentica&#8217;, verrà &#8217;sfruttata&#8217; dalla cultura religiosa, dalla teologia&#8230; come ha sempre fatto e, con questo papa, sta riproponendo nella sua versione più oscurantista. Magari ammantando a sua volta questo oscurantismo proprio di scientificità. Di &#8216;naturalità&#8217;.<br />
Sulla base di questa consapevolezza, di &#8216;questa&#8217; onestà intellettuale, la scienza resterà con i piedi ben piantati per terra, sorda alle lusinghe che le sue stesse conquiste conoscitive &#8211; le uniche verificabili, quindi, in questo senso le uniche &#8216;vere&#8217; &#8211; potrebbero incosciamente spingerla a riagganciarsi all&#8217;orizzonte trascendente dal quale è sorta, ma dal quale deve sganciarsi.</p>
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	<item>
		<title>Di: Nifft</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142455</link>
		<dc:creator>Nifft</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 10:18:32 +0000</pubDate>
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		<description>X Carlo,


Quello che dici è vero, ma non  solo un problema della scienza. E&#039; un problema che investe *tutte* le varie discipline (compresa la religione ovviamente, ma per quest&#039;ultima forse lo è sempre stato).

Personalmente credo che la scienza (quella vera) stia lentamente morendo proprio perchè sta diventando nell&#039;immaginario collettivo una sorta di &quot;magia&quot; ermetica ed incomprensibile.
Se vuoi è il risultato di un atteggiamento antiscientifico proprio della società stessa, legata all&#039;effimero e a problemi di &quot;marketing&quot;, a cui le persone sono costrette a sottomettersi per poter sopravvivere in un sistema economico assurdo.

Che B16 ci speculi sopra e attacchi la scienza di ciò che per definizione non le appartiene (ma che paradossalmente appartiene alla religione) è un atteggiamento ignorante ed insincero, e con purtroppo degli effetti drammatici sulla vita delle persone.
Bisognerebbe fare di tutto per evitare che ciò accada promuovendo continuamente cultura scientifica. Contrastando quello che sostiene B16.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>X Carlo,</p>
<p>Quello che dici è vero, ma non  solo un problema della scienza. E&#8217; un problema che investe *tutte* le varie discipline (compresa la religione ovviamente, ma per quest&#8217;ultima forse lo è sempre stato).</p>
<p>Personalmente credo che la scienza (quella vera) stia lentamente morendo proprio perchè sta diventando nell&#8217;immaginario collettivo una sorta di &#8220;magia&#8221; ermetica ed incomprensibile.<br />
Se vuoi è il risultato di un atteggiamento antiscientifico proprio della società stessa, legata all&#8217;effimero e a problemi di &#8220;marketing&#8221;, a cui le persone sono costrette a sottomettersi per poter sopravvivere in un sistema economico assurdo.</p>
<p>Che B16 ci speculi sopra e attacchi la scienza di ciò che per definizione non le appartiene (ma che paradossalmente appartiene alla religione) è un atteggiamento ignorante ed insincero, e con purtroppo degli effetti drammatici sulla vita delle persone.<br />
Bisognerebbe fare di tutto per evitare che ciò accada promuovendo continuamente cultura scientifica. Contrastando quello che sostiene B16.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142454</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 10:15:40 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate il doppio post, mi dimenticavo di dire che esiste eccome un&#039;etica della scienza, per esempio l&#039;onesta&#039; intellettuale e&#039; fondamentale. Non credo che tale valore etico, per quanto sempre apprezzabile, sia fondamentale in altri campi del sapere o del vivere comune. Purtroppo come scritto in precedenza, mi pare che sia proprio l&#039;onesta&#039; intellettuale che sta venendo meno nella scienza postmoderna. La scienza non deve essere assoggettata a un&#039;etica, ma i valori etici che costituiscono il fulcro della scienza non dovrebbero essere dimenticati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate il doppio post, mi dimenticavo di dire che esiste eccome un&#8217;etica della scienza, per esempio l&#8217;onesta&#8217; intellettuale e&#8217; fondamentale. Non credo che tale valore etico, per quanto sempre apprezzabile, sia fondamentale in altri campi del sapere o del vivere comune. Purtroppo come scritto in precedenza, mi pare che sia proprio l&#8217;onesta&#8217; intellettuale che sta venendo meno nella scienza postmoderna. La scienza non deve essere assoggettata a un&#8217;etica, ma i valori etici che costituiscono il fulcro della scienza non dovrebbero essere dimenticati.</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142452</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 10:06:51 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei allargare un attimo il discorso. Le cose che dice B16 sono evidentemente sbagliate e non voglio perdere il mio tempo a confutarle. Invece, come studente di dottorato in Fisica, ho notato che il modo di fare scienza oggigiorno ha un difetto grave: si basa troppo sulla spettacolarizzazione dei risultati. Sembra quasi un controsenso, ma troppi scienziati cercano il risultato spettacolare, ad effetto, che permetta di farsi una fama, per quanto effimera. Io credo che molti degli equivoci sulla scienza &quot;nuova religione&quot; vengano proprio da questa mania teatrale che ha contagiato troppe persone. Si finisce per fare previsioni azzardate e vantare risultati che non esistono, con conseguente paura di tutti coloro che non sono esperti nel campo. Questo accade in particolare in biologia, mi pare. Sarebbe davvero bello se la scienza tornasse alla sobrieta&#039; e all&#039;obbiettivita&#039; e anche alla modestia, caratteristiche che la pongono, anche moralmente, al di sopra di qualunque religione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei allargare un attimo il discorso. Le cose che dice B16 sono evidentemente sbagliate e non voglio perdere il mio tempo a confutarle. Invece, come studente di dottorato in Fisica, ho notato che il modo di fare scienza oggigiorno ha un difetto grave: si basa troppo sulla spettacolarizzazione dei risultati. Sembra quasi un controsenso, ma troppi scienziati cercano il risultato spettacolare, ad effetto, che permetta di farsi una fama, per quanto effimera. Io credo che molti degli equivoci sulla scienza &#8220;nuova religione&#8221; vengano proprio da questa mania teatrale che ha contagiato troppe persone. Si finisce per fare previsioni azzardate e vantare risultati che non esistono, con conseguente paura di tutti coloro che non sono esperti nel campo. Questo accade in particolare in biologia, mi pare. Sarebbe davvero bello se la scienza tornasse alla sobrieta&#8217; e all&#8217;obbiettivita&#8217; e anche alla modestia, caratteristiche che la pongono, anche moralmente, al di sopra di qualunque religione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni B.</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142451</link>
		<dc:creator>Gianni B.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 10:04:53 +0000</pubDate>
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		<description>@Giuseppe Murante
Ti chiedi perchè tu, scienziato, dovresti essere controllato maggiormente rispetto ad un banchiere o a un architetto... beh i cattolici e in generale gli uomini che possiedono una fede sono terrorizzati essenzialmente dai progressi della genetica, le altre scienze praticamente le ignorano o non ne parlano. Nessun credente ha mai detto di non costruire ponti. Temono manipolazioni sul DNA umano (eugenetica) da parte di scienziati senza scrupoli. magari in paesi comunisti o ex comunisti (es. Cina, ex URSS) privi di una &quot;morale&quot; e l&#039;avvento di nuove razze umane selezionate geneticamente, come gli OGM.
Il rischio probabilmente è concreto, lo dico da ateo: per questo molti chiedono una &quot;moratoria&quot; su queste ricerche... il che non vuol dire bloccare il progresso e la scienza, ma solo metterci qualche paletto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Giuseppe Murante<br />
Ti chiedi perchè tu, scienziato, dovresti essere controllato maggiormente rispetto ad un banchiere o a un architetto&#8230; beh i cattolici e in generale gli uomini che possiedono una fede sono terrorizzati essenzialmente dai progressi della genetica, le altre scienze praticamente le ignorano o non ne parlano. Nessun credente ha mai detto di non costruire ponti. Temono manipolazioni sul DNA umano (eugenetica) da parte di scienziati senza scrupoli. magari in paesi comunisti o ex comunisti (es. Cina, ex URSS) privi di una &#8220;morale&#8221; e l&#8217;avvento di nuove razze umane selezionate geneticamente, come gli OGM.<br />
Il rischio probabilmente è concreto, lo dico da ateo: per questo molti chiedono una &#8220;moratoria&#8221; su queste ricerche&#8230; il che non vuol dire bloccare il progresso e la scienza, ma solo metterci qualche paletto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: valerio</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142434</link>
		<dc:creator>valerio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 00:52:01 +0000</pubDate>
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		<description>Per Giuseppe Murante.
Premesso che concordo sul fatto che il vero laico è colui che agisce nel mondo come se nessuna chiesa esistesse e che un vero laico non è colui che si limita a far propri i valori opposti a nessuna dottrina, volevo solo farti notare una piccola questione di metodo...se B16 parla agli accademici delle scienze di parigi è logico che ci si aspetti che parli di scienze...magari quando parlerà ai banchieri parlerà di economia...immagino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Giuseppe Murante.<br />
Premesso che concordo sul fatto che il vero laico è colui che agisce nel mondo come se nessuna chiesa esistesse e che un vero laico non è colui che si limita a far propri i valori opposti a nessuna dottrina, volevo solo farti notare una piccola questione di metodo&#8230;se B16 parla agli accademici delle scienze di parigi è logico che ci si aspetti che parli di scienze&#8230;magari quando parlerà ai banchieri parlerà di economia&#8230;immagino.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bruna Tadolini</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142415</link>
		<dc:creator>Bruna Tadolini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 21:08:08 +0000</pubDate>
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		<description>Il piccolo problema di B16 è che la scienza e gli scienziati stanno ridescrivendo un mondo senza metafisica, in cui non ci sono spiriti e dei! E&#039; questo piccolo problema che genera tanto attivismo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il piccolo problema di B16 è che la scienza e gli scienziati stanno ridescrivendo un mondo senza metafisica, in cui non ci sono spiriti e dei! E&#8217; questo piccolo problema che genera tanto attivismo!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nifft</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142411</link>
		<dc:creator>Nifft</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 20:04:31 +0000</pubDate>
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		<description>x Massimo

Se potessi scegliere l&#039;&quot;attitudine filosofica&quot; del mio vicino di casa, tra ateo e religioso, sceglierei senza senza dubbio ateo.

Non è ideologia. E&#039; statistica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>x Massimo</p>
<p>Se potessi scegliere l&#8217;&#8221;attitudine filosofica&#8221; del mio vicino di casa, tra ateo e religioso, sceglierei senza senza dubbio ateo.</p>
<p>Non è ideologia. E&#8217; statistica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe C.</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142402</link>
		<dc:creator>Giuseppe C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 19:05:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ho trovato molto interessanti le considerazioni di Alessandro Bottoni.

&lt;b&gt;Condivido totalmente l&#039;intervento di Giuseppe Murante del 29 Gennaio 2008 alle 14:14&lt;/b&gt;

Il papa vuole emanare delle Linee guida per chi si occupa di scienza/tecnologia o si limita ad indicare dei custodi della sacra  Verita&#039;?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato molto interessanti le considerazioni di Alessandro Bottoni.</p>
<p><b>Condivido totalmente l&#8217;intervento di Giuseppe Murante del 29 Gennaio 2008 alle 14:14</b></p>
<p>Il papa vuole emanare delle Linee guida per chi si occupa di scienza/tecnologia o si limita ad indicare dei custodi della sacra  Verita&#8217;?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142389</link>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 17:47:20 +0000</pubDate>
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		<description>ma non sarebbe meglio ignorare tutto quello che dice il papa??????????????????</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma non sarebbe meglio ignorare tutto quello che dice il papa??????????????????</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Murante</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142385</link>
		<dc:creator>Giuseppe Murante</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 17:31:21 +0000</pubDate>
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		<description>@Bruno
Si, lo sapevo che eri BX.. ho visto il blog. :-)
Beh, io penso che la scienza sia una professione che si intraprende (di solito, almeno nel mio caso e&#039; cosi&#039;) con grosso entusiasmo, con grande tensione creativa, con il profondo intento di ottenere i risultati migliori possibili dati i propri limiti personali... ma, a parte questo, proprio come tutte le altre.
Come scienziato, NON mi ritengo soggetto ad un&#039;etica particolare, diversa da quella che ho personalmente elaborato come persona, e NON credo che elaborare un&#039;etica apposta per gli scienziati sia necessario ne&#039; auspicabile.  Lo scienziato *NON* e&#039; un prete; e&#039; un lavoratore della conoscenza, come uno scrittore o un artista o.. un filosofo. Per costoro, vale un&#039;etica apposta, uniforme per tutti?
Questo per chiarire la mia posizione, poi sono d&#039;accordo con te che la discussione e&#039; complessa e difficile da svolgere su un blog.

Ne approfitto per notare che i cattolici, almeno molti di quelli che passano di qui, non hanno ancora capito la distinzione tra metodo e  ideologia (la laicita&#039; e&#039; un metodo non un&#039;ideologia; pertanto non solo non ha, ma non DEVE avere una morale intrinseca). In effetti e&#039; una distinzione che la chiesa non ha praticato molto, nei secoli.
Ne&#039; hanno accettato il fatto che esista la possibilita&#039; di fondare un&#039;etica senza fede (si veda p.e. Flores D&#039;Arcais &#039;92) e continuano a venirci a dire che siccome siamo atei, siamo potenziali ladri ed assassini. C&#039;e&#039; da chiedersi come mai loro siano ancora vivi.
Ne&#039; hanno imparato dalla storia i rischi che comporta avere uno stato etico (o peggio, morale), quello che vorrebbero imporre col loro &quot;uscire dalla sacrestia&quot; (grazie al concordato, coi soldi delle tasse di TUTTI, peraltro.. soldi che ne&#039; rossi ne&#039; verdi ne&#039; neri hanno). E dire che dalle monarchie cattoliche &quot;braccio secolare&quot; dell&#039;Inquisizione al Terzo Reich, non e&#039; che la storia sia povera di esempi in questo senso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Bruno<br />
Si, lo sapevo che eri BX.. ho visto il blog. <img src='http://www.uaar.it/news/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Beh, io penso che la scienza sia una professione che si intraprende (di solito, almeno nel mio caso e&#8217; cosi&#8217;) con grosso entusiasmo, con grande tensione creativa, con il profondo intento di ottenere i risultati migliori possibili dati i propri limiti personali&#8230; ma, a parte questo, proprio come tutte le altre.<br />
Come scienziato, NON mi ritengo soggetto ad un&#8217;etica particolare, diversa da quella che ho personalmente elaborato come persona, e NON credo che elaborare un&#8217;etica apposta per gli scienziati sia necessario ne&#8217; auspicabile.  Lo scienziato *NON* e&#8217; un prete; e&#8217; un lavoratore della conoscenza, come uno scrittore o un artista o.. un filosofo. Per costoro, vale un&#8217;etica apposta, uniforme per tutti?<br />
Questo per chiarire la mia posizione, poi sono d&#8217;accordo con te che la discussione e&#8217; complessa e difficile da svolgere su un blog.</p>
<p>Ne approfitto per notare che i cattolici, almeno molti di quelli che passano di qui, non hanno ancora capito la distinzione tra metodo e  ideologia (la laicita&#8217; e&#8217; un metodo non un&#8217;ideologia; pertanto non solo non ha, ma non DEVE avere una morale intrinseca). In effetti e&#8217; una distinzione che la chiesa non ha praticato molto, nei secoli.<br />
Ne&#8217; hanno accettato il fatto che esista la possibilita&#8217; di fondare un&#8217;etica senza fede (si veda p.e. Flores D&#8217;Arcais &#8216;92) e continuano a venirci a dire che siccome siamo atei, siamo potenziali ladri ed assassini. C&#8217;e&#8217; da chiedersi come mai loro siano ancora vivi.<br />
Ne&#8217; hanno imparato dalla storia i rischi che comporta avere uno stato etico (o peggio, morale), quello che vorrebbero imporre col loro &#8220;uscire dalla sacrestia&#8221; (grazie al concordato, coi soldi delle tasse di TUTTI, peraltro.. soldi che ne&#8217; rossi ne&#8217; verdi ne&#8217; neri hanno). E dire che dalle monarchie cattoliche &#8220;braccio secolare&#8221; dell&#8217;Inquisizione al Terzo Reich, non e&#8217; che la storia sia povera di esempi in questo senso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Akrasias</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142367</link>
		<dc:creator>Akrasias</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 15:40:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142367</guid>
		<description>@Bruno Gualerzi
&quot;Personalmente, ad esempio, non mi ha mai convinto questo porre la scienza come tale in una sorta di exterritorialità rispetto all’etica, come se la sua funzione conoscitiva e i metodi che adotta fossero accostabili all’etica solo facendo appello alla coscienza dello scienziato, alla sua condizionabilità in quanto soggetto sociale e politico. Credo ci sia ben altro...&quot;
@Giuseppe Murante 
&quot;L’etica, la filosofia, la politica sono a mio avviso necessarie alla crescita umana di ciascuna PERSONA… non ad uno scienziato (in quanto tale) di piu’ e ad altri di meno.&quot;
L&#039;interessante discussione di sempre che ripropone l&#039;ennesimo confronto tra etica, società e scienza fondamentali per la formazione dell&#039;identità umana..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Bruno Gualerzi<br />
&#8220;Personalmente, ad esempio, non mi ha mai convinto questo porre la scienza come tale in una sorta di exterritorialità rispetto all’etica, come se la sua funzione conoscitiva e i metodi che adotta fossero accostabili all’etica solo facendo appello alla coscienza dello scienziato, alla sua condizionabilità in quanto soggetto sociale e politico. Credo ci sia ben altro&#8230;&#8221;<br />
@Giuseppe Murante<br />
&#8220;L’etica, la filosofia, la politica sono a mio avviso necessarie alla crescita umana di ciascuna PERSONA… non ad uno scienziato (in quanto tale) di piu’ e ad altri di meno.&#8221;<br />
L&#8217;interessante discussione di sempre che ripropone l&#8217;ennesimo confronto tra etica, società e scienza fondamentali per la formazione dell&#8217;identità umana..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bruno Gualerzi</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142366</link>
		<dc:creator>Bruno Gualerzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 15:35:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142366</guid>
		<description>X Giuseppe Murante.
Scusa, ma io ho detto esattamente il contrario di ciò di cui mi accusi, accomunandomi ad Aldo Grano, e ponevo in realtà una questione ben diversa. Forse mi sono espresso male, ma volevo proprio dire che non si può chiamare in causa l&#039;etica a proposito dello scienziato solo facendo appello alla sua coscienza (cosa che ovviamente vale per qualsiasi attività), ma che il rapporto etica-scienza è una questione che riguarda i presupposti stessi del metodo scientifico... ma sì - ne avevo accennato in un post precedente sotto altro nome (BX) - che riguarda proprio lo statuto epistemologico della scienza, la sua straordinaria e unica valenza conoscitiva.
Perché non credo affatto che la scienza (e quindi lo scienziato) nella società moderna sia &quot;una professione come tante altre&quot;, e non mi va che la critica alla scienza assuma proprio quella patina di moralismo più o meno religioso che la sottrae ad un autentico discorso critico (diciamo filosofico?), che in un blog si può solo proporre, ma che ho cercato di affrontare in altra sede.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>X Giuseppe Murante.<br />
Scusa, ma io ho detto esattamente il contrario di ciò di cui mi accusi, accomunandomi ad Aldo Grano, e ponevo in realtà una questione ben diversa. Forse mi sono espresso male, ma volevo proprio dire che non si può chiamare in causa l&#8217;etica a proposito dello scienziato solo facendo appello alla sua coscienza (cosa che ovviamente vale per qualsiasi attività), ma che il rapporto etica-scienza è una questione che riguarda i presupposti stessi del metodo scientifico&#8230; ma sì &#8211; ne avevo accennato in un post precedente sotto altro nome (BX) &#8211; che riguarda proprio lo statuto epistemologico della scienza, la sua straordinaria e unica valenza conoscitiva.<br />
Perché non credo affatto che la scienza (e quindi lo scienziato) nella società moderna sia &#8220;una professione come tante altre&#8221;, e non mi va che la critica alla scienza assuma proprio quella patina di moralismo più o meno religioso che la sottrae ad un autentico discorso critico (diciamo filosofico?), che in un blog si può solo proporre, ma che ho cercato di affrontare in altra sede.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giol</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142359</link>
		<dc:creator>Giol</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 14:43:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/01/28/scienza-identita-umana/#comment-142359</guid>
		<description>La scienza ci aiuta a vedere il Mondo per ciò che realmente è, e non per ciò che l&#039;ideologia cattolica vorrebbe che fosse.
Per questo a Ratzinger dà tanto fastidio.

E il &quot;criterio del bene&quot;, ovvero l&#039;etica, non può certo prescindere dalla realtà oggettiva dei fatti, che solo la scienza ci può far conoscere.

Se lo scopo di Ratzinger è quello di farci credere che la costituzione di un&#039;etica è possibile solo tramite l&#039;ideologia cattolica, allora bisognerebbe fargli sapere che non siamo nè così ingenui nè tantomeno così ignoranti da credergli.
Almeno la smetterebbe di dire... astruserie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scienza ci aiuta a vedere il Mondo per ciò che realmente è, e non per ciò che l&#8217;ideologia cattolica vorrebbe che fosse.<br />
Per questo a Ratzinger dà tanto fastidio.</p>
<p>E il &#8220;criterio del bene&#8221;, ovvero l&#8217;etica, non può certo prescindere dalla realtà oggettiva dei fatti, che solo la scienza ci può far conoscere.</p>
<p>Se lo scopo di Ratzinger è quello di farci credere che la costituzione di un&#8217;etica è possibile solo tramite l&#8217;ideologia cattolica, allora bisognerebbe fargli sapere che non siamo nè così ingenui nè tantomeno così ignoranti da credergli.<br />
Almeno la smetterebbe di dire&#8230; astruserie.</p>
]]></content:encoded>
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