Ora di religione: attenti a quella scelta!

Questo post interessa coloro che non hanno intenzione di frequentare l’ora di religione cattolica.
Si ricorda che occorre attivarsi in tempo (entro il 30 gennaio, come stabilito dalla circolare del Ministero) , affinché si indichino esattamente le proprie scelte, tra le quattro opzioni previste dalla normativa vigente.

Nella suddetta circolare è precisato quanto segue:

Al momento dell’iscrizione le famiglie degli alunni esercitano la facoltà di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. L’esercizio di tale facoltà si attua mediante la compilazione di apposita richiesta, secondo il modello D allegato. La scelta ha valore per l’intero ciclo di studi e, comunque, in tutti i casi in cui sia prevista l’iscrizione d’ufficio, fatto salvo il diritto di modificare tale scelta per l’anno successivo.
La facoltà di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica è, altresì, esercitata dallo studente, se maggiorenne o se frequentante istituti di istruzione secondaria di II grado.
La scelta alternativa all’insegnamento della religione cattolica trova, invece, concreta attuazione nell’opzione di diverse possibili attività:
• attività didattiche e formative;
• attività di studio e/o di ricerca individuali con assistenza di personale docente;
• libera attività di studio e/o di ricerca individuale senza assistenza di personale docente;
• uscita dalla scuola.
La scelta specifica di attività alternative, operata mediante l’allegato mod. E all’inizio delle lezioni, ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce.

Pur essendo prevista la distribuzione dei moduli, non sempre vengono specificate le scelte possibili, tanto da creare molta confusione nell’utenza.

In questo anno ci sono pervenute centinaia di lettere di genitori e studenti che hanno avuto moltissimi problemi in proposito e quindi è bene sapere come comportarsi.

E’ infatti importantissimo avere le idee chiare sulla normativa vigente, sulle reali possibilità opzionali che i cittadini hanno per non essere cooptati in modo coatto e subdolo a frequentare un insegnamento non aderente ai proprio principi. Purtroppo nell’attuale ordinamento scolastico sono presenti situazioni in contrasto con quello che deve essere lo spirito laico e democratico della scuola pubblica moderna e questa situazione di disagio e vuoto normativo ci viene quotidianamente segnalata da moltissime persone.

Ricordiamo inoltre che:
-la scelta può cambiare di anno in anno ma non è possibile cambiare nell’anno in corso, per non creare problemi di organizzazione della didattica.
- la scuola deve comunicare ai genitori l’offerta educativa e le modalità organizzative delle attività previste per i non avvalentisi.
- deve garantire l’attività alternativa che i genitori hanno scelto liberamente sul modulo a loro consegnato.
- gli studenti delle scuole superiori sono autorizzati, ai sensi della legge 281/86, ad affettuare personalmente la propria scelta, anche quando i genitori non sono d’accordo.
Ulteriori importanti informazioni sono presenti nella sezione Vademecum del sito www.oraalternativa.it

Prof. Rosalba Sgroia
Responsabile UAAR Progetto Ora Alternativa

Archiviato in: Generale

33 commenti

statolaico

Ottima risorsa quella del sito… ma se i responsabili degli istituti dicono che, si, in “teoria” dovrebbe funzionare, ma in pratica non ci sono risorse, mancano gli insegnanti e il bambino resterebbe con il bidello, come comportarsi?

Raffaele Carcano

@statolaico
Chiedere, per iscritto, il rispetto della legge. E se, per iscritto, sostengono che mancano le strutture, rivolgersi all’UAAR, che interverrà. L’abbiamo già fatto e l’esito è stato positivo.

statolaico

Grazie, spero bene. Spero che tutto si risolva già con la lettera. Vedremo…

enrico matacena

Sarà importante anche , specialmente nelle scuole superiori , che quando a settembre – ottobre si faranno gli orari, che l’ora di religione sia il più frequentemente possibile messa alla prima o all’ultima ora di lezione. In tal modo chi non se ne avvale e non svolge attività alternative , potrà entrare dopo o uscire prima da scuola, senza riomanere bloccato dentro per via di coloro cho vogliono farla.

Mucca Atea

Bisognerebbe lasciare in evidenza questo articolo sul sito.

Silesio

E’ comunque da notare che la longa manus ecclesiale si spinga a rendere la vita difficile a coloro che non fanno religione. Si sono fatte pressioni perché l’ora di religione non venga messa alla prima o all’ultima ora, al fine di impedire che le famiglie non scegliessero di fare religione per portare a casa prima i figli o per portarli a scuola un’ora dopo. Si odono poi voci secondo cui gli insegnanti di religione vorrebbero che si impedisse agli alunni che non fanno religione di fare i compiti durante l’ora alternativa. Infatti se facessero i compiti, essi “sarebbero avvantaggiati” secondo l’insegnante di religione. La chiesa che accusa altri di godere dei vantaggi! Sono proprio delle facce di

antoniotre82

@ enrico matacena

Ottima osservazione, peccato però (sono pronto a scommetterci) che ci saranno varie pressioni affinchè questo non accada.

Mettere l’ora di religione alla prima o all’ultima ora di un orario scolastico, sarebbe fantastico in quanto come dici tu chi non vuole avvalersene potrebbe rispettivamente entrare dopo o uscire prima, senza sottostare alla decisioni della maggioranza che imporrebbero comunque di dover scegliere un’altra attività da svolgere dovendo rimanere all’interno dell’edificio.

Ma così facendo ci potrebbero essere degli alunni infingardi che per poter vivere un’ora di libertà al di fuori delle mura scolastiche sarebbero pronti magari anche con il consenso dei genitori, a non volersi avvalere dell’ora di religione, anche se credenti e cattolici.

Questo perchè alcuni potrebbero non essere sensibili al problema della laicità degli istituti pubblici, e si disinteresserebbero alla questione, diventando il loro unico scopo quello di saltare un’ora scolastica, non per dare coerenza ad un proprio ideale e avvalersi di un diritto costituzionalmente riconosciuto, ma esclusivamente per poter marinare la scuola.

E questo potrebbe succedere anche perchè alcuni sono si credenti, ma non praticanti, quindi a loro non interessa frequentare o meno l’ora di religione, così come non interessa andare a seguire una messa in chiesa, e anche loro quindi approfitterebbero di questo fatto per poter uscire prima o entrare dopo (guadagnando una preziosa ora di sonno).

Per evitare che per vari motivi in questa vicenda rientrino non solo figli di laici atei agnostici, ma anche credenti cattolici disposti ad effettuare “un’apostasia subdola”, sono pronto a scommettere che la maggior parte degli istituti subiranno pressioni per mettere nelle ore centrali l’ora di religione, in modo che coattivamente i credenti-laici (che per quanto la chiesa possa negarlo comunque esistono) frequentino ugualmente l’ora di religione, sperando che magari nel tutto rientri anche qualcuno che cattolico non è, e sperando anche magari di convertirlo in un istituto pubblico tramite il condizionamento sociale (una classe di 20 ragazzi dove un’unica persona è non cattolica, è una bella pressione psicologica, che potrebbe spingere un ragazzo ad integrarsi condividendo gli ideali del “gruppo dominante”).

Sergio

E’ semplicemente da disperarsi! La situazione è talmente chiara!

Comunque – senza ormai più alcuna speranza – ripeto e ricordo che la Corte Costituzionale ha confermato che l’IRC è a tutti gli effetti una materia facoltativa (cioè né obbligatoria né opzionale) e ciò non può comportare alcun obbligo di qualsiasi genere per chi non intende avvalersi di questo insegnamento.

L’ora alternativa la voleva innanzi tutto il Vaticano!!! Con intenti punitivi (per chi osava rifiutare l’IRC) ma sopratutto preventivi (perché i non avvalentisi non inducessero gli avvalentisi a rinunciare all’IRC).

E’ sbagliato pensare che chi non si avvale dell’IRC ha lo stesso diritto a un’ora alternativa.
Questi tentativi di organizzare a tutti i costi l’ora alternativa sono semplicemente assurdi.

Il problema si pone soltanto con i più piccoli che non possono essere lasciati soli, abbandonati a se stessi. Ma se l’IRC fosse fuori orario o all’inizio o alla fine delle lezionei COME DOVREBBE ESSERE ESSENDO UNA MATERIA FACOLTATIVA, NÉ OBBLIGATORIA, NÉ OPZIONALE, anche per i piccoli il problema non si porrebbe.

E’ semplicemente incredibile continuare con questa storia dell’ora alternativa. Non ci sono i mezzi e nemmeno il personale del resto. E’ proprio l’Italia dei misteri (o del Vaticano).
E non si dica, per favore, che i giovani senza l’ora alternativa verrebbero defraudati di un sacrosanto diritto. Non sono defraudati di niente. L’ora alternativa non è un diritto.

Si prega – per la milionesima volta – di considerare che cosa è una materia obbligatoria, che cosa è una materia opzionale e che cosa è una materia facoltativa.
Io posso – se la scuola me ne offre la possibilità – iscrivermi anche a dieci corsi facoltativi: ma ciò non comporta nessun obbligo per gli altri.

Quanto poi all’insegnante di religione che contesta il fare i compiti nell’ora alternativa perché ciò comporterebbe un vantaggio rispetto a chi si avvale dell’IRC: be’, qui siamo alla pura perversione. Si resta proprio senza parole.

statolaico

A Sergio: Pero’ il problema è un po’ più complesso (mi permetto perchè lo sto provando in prima persona): il tuo ragionamento è giusto, ma questa materia “facoltativa”, se viene imposta nel bel mezzo di materie obbligatorie, in una scuola statale (che si presuppone laica), crea -nei fatti- un problema per chi non se ne avvale, indipendentemente se sia il minor numero o il maggio numero a non avvalersene. Se la scuola decide di fare un corso di ricamo dovrebbe avere il buon senso di organizzarlo nel pomeriggio e non piazzarlo nel bel mezzo dell’orario che dovrebbe essere dedicato alle materie obbligatorie, ne alla prima ne all’ultima ora, ma proprio nel pomeriggio in orario extra-scolastico. Diversamente, visto che il problema l’ha creato, mi aspetto anche che organizzi un’ora alternativa (mi sembra il minimo), visto che non l’ho chiesto certo io di piazzarlo li, quel corso che non è materia obbligatoria. O no?

clarence.darrow

“E’ semplicemente incredibile continuare con questa storia dell’ora alternativa. Non ci sono i mezzi e nemmeno il personale del resto.”

francamente, servirebbe un bel chissenefrega.
potremmo anche invitare tranquillamente i maggiorenni ad andarsene da scuola in quell’ora.
ma per i minorenni, se l’ora di religione non puo sempre essere all’inizio o alla fine delle lezioni (magari su pressioni della curia che se ne approfitta, come gia avvenuto), lo stato deve provvedere all’ora alternativa, fosse anche a beneficio di un solo studente per classe.
sta scritto su quella stupida legge, i clericali non si fanno il minimo scrupolo a farla rispettare fino alle sue assurde conseguenze (ci sono casi di classi con 4-5 studenti che frequentano l’ora di religione ma non li si puo accorpare in una classe unica), eppure soldi e insegnanti arrivano puntuali.
se non si puo cambiare la legge bisogna “sabotarla legalmente” nello stesso modo in cui fanno loro, per far emergere il paradosso.
se un numero sufficiente di persone pretendessero con fermezza l’ora alternativa (e non si sottomettessero al mobbing cattolico, che c’e eccome) se ne parlerebbe sui giornali, e forse ci sarebbe qualche possibilita di disfarsi di quel residuo concordatario come lo chiama perfino messori…

Sergio

@ statolaico & clarence

No, non ci siamo, mi dispiace. Allora ci riprovo.

Con linguaggio aulico il Concordato craxiano stabilisce che l’IRC non è più obbligatorio per tutti i cittadini italiani (tra i quali ebrei, musulmani, buddisti, hindu, non credenti, atei dichiarati, battisti, pentecostali, avventisti del settimo giorno, satanisti ecc.).

Era ora, direi, no? Fin qui ci siamo. E se non è più obbligatorio questo IRC che cavolo è? Opzionale? Non sia mai, la parola nel Concordato non c’è. E poi può mai l’IRC essere opzionale a qualcos’altro? Dichiarare apertamente l’IRC opzionale sarebbe stato lesivo della dignità della materia che come si sa è la più importante per l’uomo. Senza IRC non si può essere buoni cittadini, anzi non si è nemmeno uomini.
E allora che cavolo è l’IRC se non è né obbligatorio per tutti i cittadini italiani (peccato però!) e nemmeno opzionale? Non sussiste il minimo dubbio: è un insegnamento facoltativo, come la Corte costituzionale non ha potuto non ammettere – con grande rabbia del Vaticano e dei clericali – e una materia facoltativa non comporta nessun obbligo per chi non la vuole frequentare. La Corte è stata chiara (ma non c’era bisogno di scomodare la Corte, era chiarissimo a chi avesse un minimo di comprendonio). Credo che fin qui siamo ancora d’accordo.

E allora perché tutto sto casino? Perché la Chiesa voleva incastrare i non avvalentisi. Chi osa non avvalersi dà il cattivo esempio (come il divorziato e il difensore della 194) ed è un pericolo pubblico. Quindi se non fa religione almeno resti a scuola (ad annoiarsi, studiare, fumare), ma deve restare a scuola. Così i poveri avvalentisi non sono tentati di non avvarlersi pure loro dell’IRC. Fin qui credo che siamo ancora d’accordo. Credo di aver fotografato oggettivamente la situazione.

Ed adesso veniamo alle difficoltà di ordine pratico. In quanto materia facoltativa l’IRC dovrebbe essere posto o all’inizio o alla fine delle lezioni o meglio ancora fuori orario. Così non ci sarebbero problemi per nessuno. Gli altri vengono un’ora dopo e se ne vanno un’ora prima oppure gli avvalentisi vanno a religione in orario extra-scolastico (sai che spasso!). Ma ciò costituisce, è evidente, un declassamento totale della materia e un invito ai poveri avvalentisi a sottrarsi prima o poi a questa scocciatura. Dunque subdolamente la Chiesa ha insistito per il collocamento dell’IRC in altro orario IN MODO DA CREARE PROBLEMI AI NON AVVALENTISI E ALLA SCUOLA. Un’ora vuota in mezzo all’orario normale crea varie difficoltà (non è nemmeno sicuro che uno studente possa andarsene a spasso: se gli succede qualcosa la scuola potrebbe esserne responsabile).
Comunque per i non avvalentisi c’è il problema di riempire quell’ora. Se non si può andare a spasso si può però andare in biblioteca a studiare, o in una sala di lettura, o al bar o alla mensa se ci sono. Dov’è il problema? Certo se la scuola non mette a disposizione dei locali c’è un problema.
Comunque dei giovani dovrebbero essere in grado di gestire il proprio tempo.

Il problema, mi ripeto, si pone per i più piccoli che non possono essere lasciati soli. Ma è già problematico, per non dire traumatico, separare dei bambini dagli altri perché i genitori non vogliono che frequentino l’IRC. Questo è un problema serio, più serio dell’ora alternativa in sé.
Una bambina che conoscevo (cattolica) e che doveva uscire durante l’ora di religione (maggioranza protestante) era visibilmente a disagio tanto che una volta fece un’osservazione che io trovai geniale: “Vorrei tanto essere «normale»”! Per restare con gli altri, essere come gli altri! Invece per questo porca religione doveva uscire! E poi dicono che la religione ci rende tutti fratelli!

Mi sto dilungando troppo. Riassumo brevemente. Ci sono effettivamente dei problemi pratici, specie o soprattutto per i più piccoli.
MA TUTTI QUELLI CHE SI BATTONO PER L’ORA ALTERNATIVA AGISCONO SECONDO LE INTENZIONI DELLA CHIESA. Che se la ride. Ci ha davvero fregato.

Il Filosofo Bottiglione

perdonatemi, ma a me questa di mettere religione alla prima e all’ultima ora mi sembra utopia, non per il potere della chiesa, ma per ragioni pratiche.
in una settimana di prime e ultime ore ce ne sono 12 (+ 4 di due eventuali pomeriggi), gli insegnanti di religione hanno 18 ore la settimana e, per quanto in grazia a dio, non penso abbiano il dono dell’ubiquità. inoltre, anche pensando di mettere quante più ore possibile a inizio e fine, resterebbe il problema di un orario particolarmente ingessato: il primo a maledire quasta ipotesi non sarebbe dio, nè il papa, ma il redattore dell’orario.
secondo me occorre insistere sull’assurdo dell’esistenza di un’ora che spacca in due le classi, drenando ore di compresenza che potrebbero essere utilizzate in modo più efficace, per esempio alle scuole medie per coadiuvare il lavoro di laboratorio degli insegnanti di scienze.

tito

io ho una bambina che l’anno prossimo farà le elementari. già all’asilo l’abbiamo esonerata e in quella mezz’ora stava con una maestra a disegnare. non ha avuto nessun problema. eventualmente l’anno prossimo io, come genitore “volenteroso”, potrei proporre alla scuola di andare io a riempire l’ora per mia figlia e sperabilmente per altri? sono un musicista e musica la so insegnare. sono stato boy-scout (quelli laici del C.N.G.E.I.) e per quattro anni ho tenuto i bimbi: saprei farli recitare, giocare ecc.
pensate che sia possibile?

Lucy Van Pelt

@Filosofo
Assolutamente d’accordo!

Religione solo alle prime e ultime ore creerebbe troppi problemi tecnici; la vera collocazione auspicabile sarebbe al pomeriggio come i corsi di danza e ceramica, ma la vedo dura…
Un altro aspetto di tipo tecnico è che i ragazzi devono scegliere a gennaio dell’anno scolastico precedente, non sapendo a che ora sarà IRC e pochi vogliono rischiare(i genitori ancor meno) di dover passare il tempo fuori dalla scuola in attesa di rientrare. Sul modulo si dovrebbe prevedere la possibilità di esprimere due opzioni (se possibile entro un’ora prima o esco un’ora dopo, diversamente svolgo attività alternative).
Un aspetto di tipo ideologico è invece quello che si esercitino pressioni psicologiche per convincere i ragazzi a frequentare IRC e su questo penso che dobbiamo vigilare tutti.
Si tenga conto che molti genitori non sono in grado di interpretare la normativa ed è molto facile pilotare le loro scelte!

AQUALUNG

in realtà comunque la si metta è il bambino che ne paga le spese. io da piccolo facevo l’ora di religione, anche se i miei erano entrambi atei, perchè, forse lungimiranti, dato che siamo in un paese del sud, quindi molto chiuso, io mi integrassi tra i miei compagni di classe. ammetto che, fin da piccolo, non ho mai creduto tanto a sta storia di dio, altrimenti ora non sarei qui. quindi, l’ora di religione non ha tanto influito su me stesso, anzi, avevo anche buoni voti! più che altro da lì ho imparato che non tutti quelli che si affermano credenti lo sono, anzi, per molti è solo una facciata, qualcosa che ha molto a che fare col conformismo. altra cosa che ho imparato è che nei confronti di coloro che non si avvalgono dell’ora di religione c’è molta discrimninazione. io sono stato bambino negli anni ottanta, mio fratello nei novanta, e il mio terzo fratello, di dieci anni, oggi.
nell’arco di queste tre esperienze le cose non sono cambiate. l’unica cosa ad essere cambiata è stata la pazienza dei miei genitori nei confronti di questo schifoso sistema, che oramai si è imposto come normalità. non si tratta solo dell’inefficienza della scuola o della non organizzazione del corpo insegnanti, ma la faccenda riguarda tutti. quando il mio fratello più piccolo, pochi mesi fa, è stato costretto da una maestra ad affermare che lui non faceva la comunione, uno dei bambini ha affermato che non proveniva da una famiglia perbene. il giorno dopo i miei hanno fatto i moduli per non far avvalere più il bambino dell’ora di religione. oggi , come ogni martedì, è uscito due ore prima.
per l’insegnamento della religione esiste il catechismo! non vengano a romperci nelle scuole, non vengano ad infangare gli animi dei bambini coi loro subdoli insegnamenti. la scuola di mio fratello è dedicata a madre teresa di calcutta, e di fronte, a pochi passi, hanno appena costruito una chiesa enorme in uno spazio per anni abbandonato e che poteva essere valorizzato come spazio urbano (parco, campetto di calcio, ecc…).
sono talmente arrabbiato per questa cosa, che si somma alle innumerevoli altre, che non reisco neanche a scrivere in maniera fdegna ciò che vorrei… scusate

statolaico

ACQUALUNG: ma i tuoi genitori ti hanno fatto fare la comunione e la confessione? Perchè sinceramente io non vorrei che mio figlio frequentasse l’irc, a volte ho pensato anche di agire come i tuoi giustamente lungimiranti genitori, pero’ ho lo scrupolo delle comunioni ecc (leggi feste per i bambini): non facendogliele certamente fare, mi pongo la domanda se mo figlio percepirà una mancanza di coerenza (mi fanno frequentare ma io non faccio i sacramenti)?

statolaico

Finalmente sono tornato a casa ed ho un po’ di tranquillità per poter scrivere un po’ piu’ di due righe in modo da ribattere a te, Sergio, dal momento che mi rispondi con un tono odioso tra il saccente ed il sarcastico, come se tu dovessi “riprovare” a spiegare chissà quale concetto a delle persone dure di comprendonio, mentre ti assicuro che se c’è uno ritardato quello non sono io, è piu’ probabile che lo sia chi ritiene di maneggiare chissà quale teoria da rispiegare mentre non si rende conto che è solo una scemenza priva di senso. Ora, volendo elevare ad ogni costo questa scemenza al rango che non ha, di opinione(che comunque personalmente non condividerei), saro’ io -ahimè- a cimentarmi nell’ardua impresa di spiegarti perchè non ha senso. Innanzitutto io ho solo fatto notare che c’è un problema oggettivo che si trova ad affrontare un genitore che ha i figli in età scolare. E’ fuor di dubbio che -in un paese realmente laico- questo favoritismo nei confronti di una e una sola confessione religiosa non esisterebbe, ma non esisterebbe nemmeno per due o per tre: al massimo si insegnerebbe storia delle religioni, per le religioni ci sarebbero le chiese, la religione sarebbe relegata ad un fatto privato e ci trovaremmo in un paese normale. Quindi è già un’anomalià che ci sia religione cattolica a scuola: e poco mi interessano le disquisizioni circa le sottili differenze tra facoltativa e opzionale: questa pseudo-materia, di di fatto non obbligatoria, messa li di mattina, crea dei problemi al cittadino non credente, ma dovrebbe crearli a tutti, se fossimo realmente laici e rispettosi l’uno dell’altro. La chiesa sguazza in questa situazione, sguazza ovunque se la laicità non è rispettata perchè puo’ fare i suoi porci comodi. Ma da questo a dire che chi crede nell’ora alternativa fa il gioco della chiesa, questa è una tua opinione, che ritengo priva di fondamento. Seguendo questo bizzarro ragionamento anche chi chiede di spostare l’irc a inizio o fine orario fa il gioco della chiesa che se la ride, tanto con le pressioni che fa la chiesa (che ci ha gia fregato) per spostare l’orario, ci tocca l’ora alternativa fantasma ecc… Quindi è una partita persa in partenza, siamo tutti stupidi, e tu sei l’unico sano di mente che vede le cose come stanno. Io invece ritengo l’ora alternativa uno strumento valido, ancora migliore e piu’ comodo dell’orario spostato (che sarebbe un ripiego con notevoli disagi per chi ha un figlio piccolo: portarlo o dopo l’orario o prenderlo prima creerebbe molte difficoltà a coppie come me e mia moglie, visto che lavoriamo tutti e due). Inoltre non è nemmeno vero che farlo di pomeriggio significherebbe discriminare i credenti perchè la scuola dovrebbe servire per studiare, e dovrebbe essere inteso come un luogo pubblico: se vado all’ufficio iva non mi piacerebbe trovare in orario di sportelli aperti al pubblico mezz’ora dedicata alla messa mentre io faccio la fila, se qualche dirigente volesse (e sarebbe comunque inopportuno), organizzarlo per fatti suoi in orari non aperti al pubblico, ma solo per gli utenti cattolici sta mezzo’ora di messa nei pubblici uffici, vabbè che devo dire, che lo facciano pure tanto stiamo in un paese anomalo ma perlomeno al pomeriggio me ne fregherei altamente e lo stesso dovrebbe valere con l’irc. In un paese normale.

Roberto Grendene

I fondi e gli insegnanti per l’ora alternativa si devono trovare. Punto.

Sta anche ai genitori sbattersi.
I miei figli (prime ore delle elementari) fanno eccellenti materie nell’ora alternativa: le abitudini dei bambini di ogni parte del mondo (ua sorta di geografia giocosa, con abitudini alimentari e costumi a confronto), enigmistica e creativita’ con l’italiano. Alla materna se ne stavano con altri due o tre bimbi con le loro maestre, invidiati da altri che dovevano farsi IRC.

Come genitori di non avvalentesi occorre pero’ parlare con gli insegnanti, parlare tra genitori, proporre e pagarsi un testo da seguire, creare un clima collaborativo, opporsi duramente a qualsiasi roba tipo “non si puo’ fare italiano perche’ e’ vietato” o peggio “non si puo’ fare qualcosa di interessante perche’ gli altri se la perderebbero”.

Ciao
Roberto Grendene

Fausto Sanna

Riusciamo a discutere serenamente, senza offese reciproche?
Grazie

statolaico

Io, per ora inviero una raccomandata rr per chiedere in modo cortese l’attivazione di una materia alternativa, poi vedro’ come comportarmi strada facendo. Certo che è un problema politico, perchè mettere le persone in questa situazione e lasciare il singolo cittadino solo a barcamenarsi tra la scelta comoda ma repellente di subire e quella rognosa e scomoda di “lottare”, è sintomatico di un sistema che non funziona e della mancanza di volontà nel farlo funzionare da parte delle istituzioni, visto che la violazione della laicità è lampante. Io, nel mio caso specifico, ho molte piu’ remore di quante ne avrei per qualunque altra cosa attinente a questa, perchè questa non riguarda solo me in prima persona (esempio: polemizzo al seggio elettorale), ma non so fino a che punto vorro’ “combattere una battaglia” sulla pelle di mio figlio, mi preoccupa soprattutto un eventuale emarginazione. In definitiva sono questioni non di poco conto che ti pongono di fronte scelte difficili. Cmq, a parte questa breve riflessione, penso che faro’ come mi sono ripromesso.

Sergio

@ statolaico

“… in modo da ribattere a te, Sergio, dal momento che mi rispondi con un tono odioso tra il saccente ed il sarcastico, come se tu dovessi “riprovare” a spiegare chissà quale concetto a delle persone dure di comprendonio, mentre ti assicuro che se c’è uno ritardato quello non sono io, …”

Non credo che io abbia usato un tono odioso e saccente, non era mia intenzione, anche se effettivamente ero e sono piuttosto spazientito per questa storia dell’ora alternativa. Ma se l’hai risentito così me ne dispiace, sarà stata forse anche un po’ colpa mia. Tanto più che poi nel tuo lungo intervento ho letto cose ragionevoli e condivisibili.
Confesso comunque di essere un po’ stufo di ribadire alcuni punti di vista che a me sembrano chiarissimi. Constato comunque di non riuscire a farmi capire. Ho scritto anche a Rosalba Sgroia spiegando il mio punto di vista e la prof. Sgroia mi ha ringraziato per il mio “intelligentissimo intervento”. E non credo affatto che facesse dell’ironia visto come proseguiva.

Adesso non voglio ricominciare. Dovrei ripetere punto per punto quello che ho detto mille volte da circa vent’anni e che ha una sua logica. Se non riesco a farmi capire nemmeno da persone che sembrano condividere l’atteggiamento di fondo si vede che sono io fuori dal mondo. Pazienza. Mi arrendo. Ci dev’essere una difficoltà che mi sfugge.

Concedimi comunque ancora un’osservazione. Non so se ricordi la faccia con cui Angela Buttiglione (sì, proprio la sorella del filosofo) annunciò nel telegiornale di dieci o forse dodici o persino quindici anni fa (non ricordo più bene) la sentenza della Corte costituzionale che confermava in modo inequivocabile la facoltatività dell’IRC. Era visibilmente scossa! Io invece provai qualcosa come felicità, pensa un po’. Per una volta la ragione l’aveva spuntata. Tutti i tentativi della Chiesa, portati avanti per anni, per violare la lettera e lo spirito del concordato da lei firmato e controfirmato da Craxi erano finalmente falliti. E che cosa aveva voluto la Chiesa? Reintrodurre surrettiziamente il concetto di obbligatorietà dell’IRC o quanto meno l’opzionalità. Una patente prevacarizione che la Corte respingeva.

Vedo ora che sia l’UAAR che Rosalba Sgroia, sicuramente una degnissima persona, si battono per l’ora alternativa e io considero questa battaglia una vittoria della Chiesa (da quasi vent’anni siamo alle prese con questo problema da lei provocato).
Non so più che dire, mi arrendo. Ma concetti come obbligatorio, opzionale e facoltativo non sono affatto peregrini o ridicoli. Italiano e matematica sono ben obbligatorie, per esempio, e non possono essere sostituite da nessuna altra materia opzionale.

Comunque non mi sono sentito offeso per il tono risentito con cui hai risposto alla mia saccente lezioncina. Forse è stata appunto anche colpa mia.
Cordialità.

statolaico

Sergio (scusami anche tu, visto che ho alzato i toni in maniera forse poco opportuna, credo che sia l’ansia sotteranea che avverto scrivendo di quest’argomento :-) sarà perchè manca poco al 27 gennaio e devo decidermi…), anch’io in effetti condivido molto di quanto scrivi, condivido sopratutto quando rimarchi il fatto che il disagio è maggiore se i figli sono piu’ piccoli… che dire viviamo in un paese con uno strano concetto di laicità, ma almeno associazioni come questa ci fanno sentire meno soli…

Roberto Grendene

Sergio:
«Vedo ora che sia l’UAAR che Rosalba Sgroia, sicuramente una degnissima persona, si battono per l’ora alternativa e io considero questa battaglia una vittoria della Chiesa»

Io per niente.
L’UAAR si batte per l’abolizione dell’IRC, che e’ facoltativa.
L’ora alternativa (anch’essa facoltativa) e’ un diritto: se uno vuole ha il diritto di tenersi a casa i figli. Quando sono piccoli, pero’, puo’ essere un bel problema ritirarli due ore prima un giorno la settimana.

L’UAAR si batte affinche’ ora, non tra 100 anni, i genitori che non vogliono indottrinare i propri figli possano farlo con una scelta dignitosa,e non lasciandoli nel corridoio mentre gli altri fanno IRC.

Se l’ora alternativa fosse, come puo’ e deve essere, un insegnamento facoltativo in cui si fa il giornalino della scuola, educazione fisica, laboratorio di musica, confronto filosofico, ecc. e questo accadesse in tutte le scuole, allora la frequenza all’IRC crollerebbe. E allora potrebbe essere abolita.

Ciao
Roberto Grendene

Laura

Per Acqualung: i tuoi genitori sono riusciti a far cambiare a tuo fratello la scelta sull’irc anche in corso d’anno, giusto? Dunque in presenza di validi motivi è consentito passare da irc all’uscita dall’edificio; ma l’irc era già collocata alle ultime ore?

Roberto Grendene

statolaico:
«il disagio è maggiore se i figli sono piu’ piccoli…»

non sara’ la regola, ma mia figlia mi disse “che bello che oggi c’e’ religione, cosi’ vado con xxx [una sua compagna] e la maestra a leggere le cose che fanno i bambini del mondo!”
L’anno dopo si e’ aggiunta un’altra bimba. Ora sono in 3 a fare una materia facoltativa ma interessante (molto meglio di stare in corridoio o fare IRC).
Nella classe di mio figlio (prima elementare) saputa dell’esperienza positiva della terza, sono stati da subito in 5 a fare l’ora alternativa. E una volta in cui non c’era l’insegnante, mio figlio mi ha raccontato che ha fatto lezione a tutti quella di IRC, e per lui e’ stata una gran noia.

Ciao
Roberto Grendene

Sergio

@ Roberto:

“Io per niente.
L’UAAR si batte per l’abolizione dell’IRC, che e’ facoltativa.
L’ora alternativa (anch’essa facoltativa) e’ un diritto: se uno vuole ha il diritto di tenersi a casa i figli.”

Finalmente una bella notizia: che l’UAAR si batte per l’abolizione dell’IRC (sarà però dura, per non dire impossibile).

Ma ripeto che l’ora alternativa non può essere un diritto: rimando alla inoppugnabile sentenza della Corte costituzionale che ha fatto definitivamente chiarezza in merito alla natura dell’IRC.
I genitori e i giovani hanno il diritto di non avvalersi dell’IRC, ma da questo diritto non discende logicamente il diritto a qualcosa d’altro, l’ora alternativa appunto. Almeno in linea di principio.

Mi rendo però perfettamente conto delle difficoltà (per allievi e genitori). La situazione venuta a crearsi può perciò rendere legittima la richiesta di alternative da parte dei genitori per i bambini che non frequentano l’IRC onde evitare loro un grande disagio. Questa richiesta può essere presentata alla scuola che deve in qualche modo provvedere. Ma più che un diritto è una questione di ordine pratico (i bambini non possono restare in corridoio a far niente o ad annoiarsi, in più incustoditi).

Constato che per le scuole ciò è apparentemente una seccatura e che perciò non si vede di buon occhio il diritto di non avvalersi dell’IRC e che ci possano essere addirittura pressioni perché si rinunci a questo diritto (la Chiesa ringrazia!).

Ecco, penso che possiamo chiudere la discussione. Ci sono aspetti pratici che richiedono soluzioni praticabili, specie alle elementari.

Ortega y Gasset (1863-1955) non era credente, ma fece frequentare ai figli l’ora di religione per evitare loro il disagio psicologico della separazione dagli altri bambini. Era dell’opinione che una contrapposizione a quell’età non giova, anzi è nociva.
A pensarci bene una saggia decisione. E i suoi figli hanno poi naturalmente seguito da grandi le orme di tanto padre (Ortega è il filosofo che preferisco. Severino mi fa impazzire, Ortega è il mio ricostituente).
Ciao

Marco.g

Ma chi l’ha detto che una classe di studenti deve essere composta sempre degli stessi individui per 200 giorni all’anno di 3, 4 o 5 anni di corso di studi, cosa che non succede neppure per un plotone di fanteria? Questo è il sistema italiano ed ha almeno tanti svantaggi quanto vantaggi. In altri paesi ci sono più materie facoltative e il concetto di classe è più flessibile che non da noi.

statolaico

Roberto, sentire della tua esperienza mi riempie di ottimismo e mi carica in positivo… la frase di tua figlia è indicativa di come, spesso, i bambini siano mentalmente molto meno “ingessati” degli adulti… spero che sarà così anche per il mio! Saluti.

rosalba sgroia

Mia figlia di 9 anni NON frequenta, ovviamente, l’IRC e quando deve fare l’alternativa è felicissima. FA ENGMISTICA e apprende tantissimo! :-D e si diverte…

Roberto Grendene

Sergio:«l’ora alternativa non può essere un diritto: rimando alla inoppugnabile sentenza della Corte costituzionale che ha fatto definitivamente chiarezza in merito alla natura dell’IRC.»

Quale sentenza?
Le sentenze
http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ora-alt-normativa.html#07
e
http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ora-alt-normativa.html#08
hanno decretato che oltre all’ora alternativa e allo studio (individuale/assistito), chi non si avvale deve avere la possibilita’ di non frequentare. Lo stato di chi non si avvale dell’IRC e’ di non-obbligo. La Corte impose quindi un cambiamento al ministero della pubblica istruzione, che a seguito della sentenza permise di scegliere anche l’uscita dalla scuola.
In soldoni, la situazione era: o IRC o altro obbligo scolastico. La Corte disse no, deve esseri anche la liberta’ di non stare a scuola mentre altri ci stanno a fare IRC, altra materia o studio.

Roberto Grendene

Roberto Grendene

Sergio: «Finalmente una bella notizia: che l’UAAR si batte per l’abolizione dell’IRC»

Sergio, la notizia dovrebbe essere ovvia.
C’e’ scritta da sempre nelle tesi dell’UAAR, e si deduce dagli scopi statutari.
Ma come dici: «sarà però dura, per non dire impossibile»
Proprio per questo non si puo’, ne’ umanamente ne’ strategicamente, non battersi per diritto di fare scuola (ora alternativa) a scuola mentre altri fanno indottrinamento.
L’ora alternativa deve poter essere una materia dignitosa, adeguatamete finanziata e pubblicizzata. E facoltativa come e’ l’IRC, quindi piena liberta’ di non starsene a scuola (per chi vuole/puo’).

Ciao
Roberto Grendene

Commenti chiusi.