I giudici inguaiano la chiesa di Kaká, Rinascer em Cristo

Kaká l’ha confessato di recente: voglio diventare pastore, dopo aver smesso di giocare. Alla «Renascer em Cristo» si augurano che quel giorno sia abbastanza lontano. Soprattutto se è vero che — da buon evangelico e secondo i precetti della Bibbia — il milanista versa il suo «decimo», cioè il 10 per cento di quello che guadagna, nelle casse della sua Chiesa. O «setta». Oppure ancora «associazione a delinquere» e centrale di riciclaggio di denaro, secondo le accuse della giustizia brasiliana. Dei milioni di Kaká hanno bisogno soprattutto Estevam e Sonia Hernandes, i fondatori della Renascer. La coppia è agli arresti negli Stati Uniti. Lei si è proclamata «vescova», lui addirittura apostolo. Uno status che evidentemente porta con sé bisogni spiccioli come magioni in Brasile e negli Usa, appartamenti, fazendas, centinaia di cavalli, un elicottero e decine di società intestate a prestanomi. Più guai seri con la giustizia di due Paesi.
Il legame del più forte calciatore del mondo con la più discussa tra le sette pentecostali brasiliane è di ferro. Apostolo e vescova hanno celebrato il matrimonio di Kaká e Carolina. Il giocatore nutre in loro fede assoluta. «Non ho mai dubitato nemmeno per un attimo della loro onestà e integrità », ha detto di recente. Oggi la fama planetaria del giocatore, le esibizioni di fede in campo e fuori, l’ammissione di versare ai due una quantità enorme di denaro hanno rilanciato gli interrogativi. «Passi per le magliette e le dichiarazioni di verginità—ha scritto l’altro giorno la Folha de São Paulo — Ma con tali frequentazioni come è possibile esaltare Kaká come modello per i giovani?». [...]

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Notizia inserita da Barbara

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 28 dicembre 2007 alle 11:37 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.