OSCE: l’attivismo laico dà fastidio alla Chiesa

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europea è un organismo internazionale che promuove la sicurezza, la giustizia, la pace, il dialogo e la cooperazione nel nostro continente. Più di 50 stati ne fanno parte: tra essi, anche la Santa Sede. Per il raggiungimento dei propri fini, l’OSCE è affiancata da una serie di istituzioni permanenti, tra cui l’ODIHR (Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani). La FHE (Federazione Umanista Europea), di cui fa parte l’UAAR (il nostro Hulien Houben ne è secondo vicepresidente), ha contatti regolari con l’OSCE: ambasciatrice dell’FHE presso l’OSCE è Vera Pegna, già vicesegretaria UAAR.

L’attivismo della Federazione Umanista Europea non è piaciuto alla Santa Sede: un recente intervento di monsignor Michael W. Banach, suo rappresentante presso l’OSCE, ha sostenuto che i forum di OSCE e ODIHR non dovrebbero essere utilizzati per sminuire il ruolo delle credenze religiose, o i dogmi centrali delle tradizioni confessionali. “L’impegno dell’OSCE è volto all’affermazione della libertà religiosa, non certo all’attacco alle fedi o ai leader religiosi”.

Ancora una volta, in un consesso quantomai autorevole, emergono dunque le radici profonde del cattolicesimo: la libertà religiosa è intesa come mera libertà della Chiesa di poter fare quello che ha deciso di fare, mentre la libertà di espressione è intesa invariabilmente come attacco alle sue prerogative, anche quando questa assoluta libertà d’azione viola fondamentali diritti umani.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 12 novembre 2007 alle 10:25 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.