Eluana: per la Cassazione il processo va rifatto

Il giudice puo’ autorizzare il distacco della spina di un apparecchio che tiene in vita un paziente in coma quando “tale istanza sia realmente espressiva, in base a elementi di prova chiari, concordanti e convincenti, della voce del rappresentato, tratta dalla sua personalita’, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignita’ della persona”, e quando “la condizione di stato vegetativo sia, in base a un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre che la persona abbia la benche’ minima possibilita’ di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno a una percezione del mondo esterno”. Lo sottolinea la prima sezione civile della Cassazione spiegando perche’ ha deciso di annullare con rinvio il decreto della Corte d’appello di Milano del 16 dicembre 2006, con il quale era stato detto un ennesimo no a Beppino Englaro, padre di Eluana, la ragazza in coma dal 1992, alla richiesta di staccare il sondino che da allora alimenta sua figlia. Quando, invece, “l’una o l’altra condizioni manchi, il giudice deve negare l’autorizzazione – si legge nella sentenza n. 21748 depositata oggi – dovendo allora essere data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dal grado di salute.

Fonte: Repubblica.it

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 16 ottobre 2007 alle 18:22 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.