Il rispetto per gli animali

Gentile direttore, il lupo affamato sbrana l’agnello. Lo fa per necessità: deve sfamarsi, e poiché non si nutre d’erba come l’agnello, è costretto a nutrirsi dell’agnello. Ma anche se così non fosse, se uccidesse l’agnello senza necessità, non potremmo ugualmente affermare che il lupo è cattivo (in senso morale). Senz’altro però potremmo definirlo cattivo, qualora fosse un essere capace d’intendere e di volere e senza alcuna necessità sbranasse o tormentasse l’agnello. Non sappiamo fino a che punto la necessità di uccidere gli animali per trarne nutrimento giustifichi moralmente l’uomo.Non si comprende, infatti, perché il mio diritto di vivere, debba togliere lo stesso diritto all’agnellino.Ma così va il mondo. Una cosa però è certissima: il mio diritto di divertirmi, non può togliere agli animali il diritto di vivere; così come il mio diritto di allevarli per trane profitto, non mi consente di infliggere loro inutili, alle volte terribili sofferenze. I cacciatori, che uccidono gli animali per divertimento, e gli allevatori che non li rispettano, possono essere paragonati all’ipotetico lupo capace d’intendere e di volere che sbrana o tormenta l’agnello senza necessità.

Lettera di Renato Pierri pubblicata su Il Sole 24 Ore 3 ottobre 2007 e pervenuta a ultimissime

Notizia inserita da Nicola Iacovone

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 4 ottobre 2007 alle 9:57 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.