Regolamento Ultimissime

Le Ultimissime continuano ad aumentare i propri lettori, e ovviamente anche le proprie lettrici. Ne siamo molto contenti. Siamo molto contenti anche dell’aumento dei commenti: è un fatto positivo, che testimonia quanta energia ci sia all’interno del variegatissimo mondo della miscredenza. Siamo anche seguiti da un discreto numero di credenti: il che non guasta, perché può dare ulteriore linfa alla discussione. Tutto bene?

No. Ovviamente, non tutto è perfetto. Sono aumentati anche i commenti estemporanei o volgari, e la redazione ha ricevuto diverse proteste in merito. D’altro canto, abbiamo ricevuto anche proteste per aver annullato alcuni messaggi volgari. Abbiamo fatto anche un tentativo per controllare il fenomeno dei troll, ed è stato un fallimento. In più, il programma ogni tanto fa le bizze, e spedisce commenti normalissimi in moderazione. Qualcuno ha poi contestato la lentezza nella moderazione: rendetevi però conto che i moderatori lavorano, e seguono le Ultimissime sottraendo tempo alla loro vita privata.

Per farla corta, abbiamo introdotto un regolamento. Sappiamo già che piacerà a qualcuno, e che qualcun altro storcerà il naso. Le Ultimissime sono, volente o nolente, la vetrina dell’associazione, perché è la prima sezione in cui si imbatte il navigatore che non conosce l’UAAR. E l’UAAR nasce con importanti obbiettivi: difendere i diritti civili degli atei e degli agnostici, sostenere la laicità dello Stato, promuovere le concezioni del mondo non religiose. Siamo convinti che la stragrande maggioranza di chi ci segue vorrebbe che questi obbiettivi si concretizzassero. Ma una vetrina con contenuti sgradevoli (magari pochi, ma sgradevoli) può sortire l’effetto contrario. Ne vale la pena?

Il regolamento è stato alleggerito con qualche battuta, proprio perché non vogliamo sembrare dei seriosissimi censori. Anzi, non vogliamo proprio sembrare censori: il nostro è un invito alla responsabilità. E alla convivialità. Leggere le Ultimissime non sarà mai un piacere, perché conterranno sempre notizie sui privilegi di cui gode la religione e sulle discriminazioni subite da chi non crede. L’importante è che la giusta indignazione colpisca il giusto bersaglio.

E su questo siamo tutti d’accordo, vero?

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 26 settembre 2007 alle 16:16 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.