E il prete registrò l’omelia per i suoi funerali

Famoso lo era già, perché nel suo modo di intendere la funzione sacerdotale non ha mai lesinato strappi alla regola arrivando addirittura, negli anni scorsi, a celebrare un matrimonio in volo, con lui stesso e gli sposi sospesi in aria durante una discesa in parapendio («Posso dire di avere mandato all’aria quelle nozze»). E, qualche mese fa, ad esortare gli elettori che avevano votato per Prodi ad andarsi a confessare. Ma anche la sua nuova iniziativa è destinata a fare discutere. Don Giovanni Bellò, 71 anni, parroco di Semonzo del Grappa, che dopo l’exploit delle nozze aeree viene anche chiamato «il prete volante», ha infatti deciso di registrare su supporto magnetico l’omelia che dovrà essere pronunciata – da se stesso – nel giorno della sua morte. Le cassette con il suo messaggio post-mortem sono già state allegate al testamento e consegnate in copia anche ad un avvocato e al vescovo di Padova. E, nelle intenzioni di don Bellò, dovrebbero poi essere consegnate al sacerdote che avrà il compito di officiare le esequie. «E lui – spiega don Giovanni – le farà ascoltare a quanti saranno intervenuti».
L’ennesima stravaganza è spiegata dallo stesso parroco con il tentativo di evitare, almeno nel suo caso, quello che definisce «eccesso di buonismo». Lo spunto gli è stato dato dai recenti funerali di un altro sacerdote veneto, nel corso dei quali il vescovo di Padova, mons. Antonio Matiazzo, aveva dedicato parole di elogio al prelato scomparso. «Io non voglio nel mio caso complimenti eccessivi o non sinceri – ha spiegato don Bellò [...] Ogni prete che muore si dice sia stato esemplare, un buon pastore, e altre cose del genere. Ma non sempre è così».
La registrazione parte già con un piccolo colpo di scena: tre colpi dati al microfono per imitare evocare il rumore sordo di pugni che picchiano contro le pareti della bara. Un coup de théâtre che qualcuno potrebbe trovare vagamente macabro, ma che sembra essere perfettamente in linea con lo spirito goliardico del personaggio. «Spero di parlarvi dal Paradiso e non dall’Inferno» esordisce il sacerdote che racconta poi alcuni episodi della propria vita. «Ho diviso la predica in quattro punti – spiega -: racconto la mia storia di scorpione nato nel ’36; dico che vado a prepararmi un posto a fianco al Signore; spiego che dove sono io voglio che siano anche i fedeli perseverando preghiere; sollecito a lasciare offerte e a fare beneficienza nel mio ricordo». Alla fine dell’omelia don Giovanni rivolge un invito a parenti, amici e fedeli: quello di porgergli l’ultimo saluto con un brindisi. [...]

Fonte: Corriere 

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 7 settembre 2007 alle 14:49 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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16 commenti a “E il prete registrò l’omelia per i suoi funerali”

  1. ren scrive:

    Un perfetto egocentrico. Vuol stabilire cosa dovrà essere detto di sè stesso anche dopo morto. Tipico dei preti, non gradisce le critiche. Con tutto l’impegno che profonde nella cura di sè stesso poi, fin nei minimi particolari, dubito abbia tempo per la “cura dell’anima” (si fa per dire) dei suoi parrocchiani. Gli suggerisco io un brevissimo epitafio: “Ecco un altro che ha vissuto a sbafo alle spalle dei contribuenti … “

  2. fra Pallino scrive:

    “Tipico dei preti, non gradisce le critiche”.

    ma se ha appena detto che l’ha fatto proprio perchè ai funerali dei preti ha sentito troppi elogi, a volte non sinceri… ma via.. ma sai leggere??? Guarda: riprovaci…

    “L’ennesima stravaganza è spiegata dallo stesso parroco con il tentativo di evitare, almeno nel suo caso, quello che definisce «eccesso di buonismo». Lo spunto gli è stato dato dai recenti funerali di un altro sacerdote veneto, nel corso dei quali il vescovo di Padova, mons. Antonio Matiazzo, aveva dedicato parole di elogio al prelato scomparso. «Io non voglio nel mio caso complimenti eccessivi o non sinceri – ha spiegato don Bellò […] Ogni prete che muore si dice sia stato esemplare, un buon pastore, e altre cose del genere. Ma non sempre è così».”

    ovviamente è un soggetto strano..

  3. ren scrive:

    Si grazie so leggere ma insisto secondo me lo ha fatto per avere l’ultima parola su sè stesso, a prescindere da come lo giudicherà la gente. Mi chiedo: vorrai pur lasciare agli altri la libertà di vederti con i loro occhi e non coi tuoi? Si è comportato esattamente come fa tutto il pretume, vuole stabilire sempre cosa va detto o fatto in ogni circostanza. Impara a leggere fra le righe tu invece.

    E non è un soggetto strano, la parola giusta è squilibrato.

  4. Stefano Chiaudano scrive:

    @Fra palino
    “ma sai leggere??? ”

    Magari ren ha letto tra le righe…
    Ma da dove arriva tutta la tua aggressività? E’ veramente una caratteristica che stona con il saio. Sei sicuro di essere in pace con te stesso e il Mondo prima di essere in pace con il tuo dio?

    Buon proseguimento.

  5. giorgio scrive:

    grandissimo esibizionista anche da morto

  6. paul scrive:

    mah, almeno per una volta getterà la sua cattoretorica addosso a qualcuno che conosce, invece di parlare sempre di estranei come se li conoscesse..

  7. cartman666 scrive:

    Altro esempio di megalomania cattolica, che differenza di classe con quel nobile inglese, famoso x la sua cortesia, che come epitaffio fece scrivere sulla sua lapide:
    “Scusate se non mi alzo”

  8. Markus scrive:

    Grappa ci cova…

  9. fra Pallino scrive:

    @ ren @stefano

    tra leggere tra le righe, tranciare giudizi senza conoscere personalmente e generalizzare in modo arbitrario mi pare ci sia una bella differenza…

    ecco: già quando dici “secondo me…” va molto meglio…. non pensi?

    comunque la mia voleva solo essere ironia.. se qualcuno si è sentito aggredito me ne scuso.

  10. “Scusate se non mi alzo”

    Questo si che è un epitaffio!

  11. valentina scrive:

    “racconto la mia storia di scorpione nato nel ‘36″

    ma preti e astrologi non erano in concorrenza?

  12. gio scrive:

    ok,fra le droghe io ci metterei pure l’incenso…ne respirano troppo!!!!

  13. Simone scrive:

    mah.. la grappa da quelle parti scorre a fiumi (leggi brindisi finale), comunque libero di farsi il funerale da solo, no? non ha disposto di volersi calare da solo nella fossa perchè comportava qualche problema tecnico.

  14. Skadivargr scrive:

    Non vedo cosa possa importarmene, in ogni caso evito sempre le chiese, francamente io eviterei di fare pubblicità a questo prete istrione, anche perchè mi pare che scadiamo nel gossip, ma fate un po’ come vi pare.

  15. [...] se poi il parroco è uno come don Giovanni Bellò (cfr. Ultimissime del 5 maggio e del 7 settembre), forse gli abitanti di Semonzo del Grappa potrebbero anche smetterla di [...]