“Mai confesserò chi vive nel peccato”

L’aveva invitata a uscire dal confessionale perché colpevole di un peccato per cui non c’è assoluzione, né tantomeno confessione: la convivenza con un uomo fuori dal matrimonio.
È successo alla Chiesa di Santa Rita qualche giorno fa. Chiara Sereno, panettiera neanche trentenne, aveva ammesso di vivere con il fidanzato da un anno. È bastato questo per non aver diritto alla confessione. Senza nessun’altra domanda o parola di conforto era stata allontanata dalla Chiesa. Ora il parroco, don Leonardo, è tornato dal ritiro spirituale.
Don Leonardo, può spiegarci quello che è successo?
«Faccio il confessore da oltre quarant’anni. Chi si rivolge a me viene con la piena fiducia che quello che dice non uscirà mai dal confessionale. Non posso parlare dell’episodio singolo».
Parliamo, allora, di convivenza. È giusto rifiutare la confessione a chi vive con il proprio compagno al di fuori del matrimonio?
«Sono d’accordo con l’insegnamento della Chiesa, rispetto la dottrina. E la dottrina è chiara: i conviventi non possono ricevere i sacramenti, la confessione è un sacramento, quindi i conviventi non si possono confessare. Non c’è remissione dei peccati, non c’è assoluzione».
Quindi li si manda via senza neanche ascoltare?
«Non possiamo assolvere altri peccati sapendo che una persona convive: è l’individuo nella sua totalità che si riconcilia con Dio non solo una o più parti».
E la funzione pastorale, quella che, tra le altre cose, dovrebbe aiutare il cattolico a capire i propri peccati e a superarli?
«Si può anche parlare, ma la dottrina prescrive altro. Il parroco può invitare la coppia a pregare, a partecipare alla vita della Chiesa, anche senza ricevere sacramenti, alla meditazione della Bibbia, all’ascolto della messa. Ma nel caso della convivenza c’è la verità del gesto a parlare. È come dire: non si possono evadere le tasse, confessarsi, poi andarsene via e continuare a non pagare le tasse. Non posso vivere nel peccato come scelta e pretendere di essere assolto, sapendo che una volta uscito dal confessionale continuerò a vivere come prima. Non c’è pentimento per una scelta che si reitera quotidianamente».
Dottrina a parte, cos’ha lei contro la convivenza?
«La convivenza significa che nella coppia non c’è amore vero».
Quindi, se arrivasse un’altra donna, o un uomo, che ammette di convivere, per lei non ci sarebbe possibilità di confessione?
«No, non essendoci possibilità di assoluzione».
Molte giovani coppie, per motivi diversi, scelgono questa strada, però.
«Infatti sono preoccupato per il futuro, anche se resto fiducioso nella conduzione della storia da parte di Dio. Ci sono dei cicli, si arriverà a una sintesi».
Cosa la preoccupa?
«Oggi si vive nell’incapacità di progettazione, nella debolezza tipica dei giovani – non tutti – che non hanno il coraggio di affrontare la responsabilità e si nascondono dietro ostacoli fittizi. La mancanza di coraggio determina l’incapacità di gettare la vita nelle cose con passione, credendoci fino in fondo. È questa la causa della debolezza di due vocazioni simili quella religiosa e quella coniugale: ci sono sempre meno preti e meno matrimoni».

Articolo di Monica Perosino pubblicato su La Stampa

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46 commenti

Silesio

Uno che ragiona così dovrebbe farsi curare da un bravo psichiatra. Sono atteggiamenti da squilibrato mentale. Inoltre pare che nel Vangeloi il suo maestro si sia comportato,in situazioni simili, in modo esattamente contrario.

ciceracchio 2la vendetta

e chi se ne frega capirai …..
se dovessi andare a dire le mi robe a un corvaccio nero ????
ma vada a casa il prete sintende…..

lik

La convivente mi fa pensare a certi gay cattolici che nonostante conoscano preti gay o comunque preti tolleranti con l’omosessualità, hanno bisogno regolarmente, di andarsi a confessare dal prete sconosciuto per sentirsi dire che l’omosessualità è peccato. Io sinceramente li trovo tutti e due psicologicamente bisognosi di aiuto. Si tratta di rapporti sadomaso.

Lamb of God

Io invece non finirò mai di applaudire preti come questi, la coerenza con la dottrina vien prima di tutto e la funzione pastorale deve passare in secondo piano relegando il lato umano come mezzo al servizio della prima. Punto.

Mi sembra di leggere le lamentele di alcuni miei ex compagni di squadra (cattolici praticanti) quando, una volta morto il prete progressista, si son lasciano andare a interminabili strali contro il nuovo parroco ciellino. C’è voluto un ateo come me per far ragionare questi poveri illusi e ricordar loro che attualmente è doveroso applaudire i coerenti come Ruini e Ratzinger, sennò la fede la si modella a piacimento prendendo quello che più ci piace come se fosse un supermarket delle pubbliche virtù. Non è così che funziona e se non vi piace cambiate Chiesa.

Stefano Chiaudano

Eh sì don Leonardo, sono proprio questi i problemi della vita. Continui a confessare ed assolvere omicidi, spergiuri, cattiverie gratuite, pedofili, ladri e continui ad alleviare i sensi di colpa del vero marciume della società. La ringrazio per il suo contributo a rendere questa società un vero inferno.

Guidus

Ma la famosa CARITA’, la carita’, cazzo, senza la quale (secondo i loro stessi libercoli sacri, 1 Cor. 13, 1-2) nulla vale? Quelcuno lo dica a questi preti spregevoli, che non valgono nulla.

Lamb of God

“lasciati” e non “lasciano” … analfabeta che non sono altro …

PS:

Voto 10 a Runi suoi funerali negati a Welby
Voto 10 a Ratzinger suoi popoli amerindi che aspettavano Cristo
Voto 10 a Giovanni Paolo II su aborto e contraccetivi
Etc, etc, etc …

giu73

Ah, se tutti i preti fossero come questo tizio! Bisogna mettere i sedicenti cattolici difronte alle loro responsabilità: non puoi rompere le scatole agli altri e tu, invece, fare come ti pare. Se la chiesa pretendesse l’applicazione alla lettera della sua dottrina, i cattolici scenderebbero al 10% della popolazione, e questo possiamo solo auspicarlo.

raphael

Il cattolicesimo ha due anime: una democratica (ehm) ed una antidemocratica.
Per la prima siamo paradossalmente tutti cattolici in quanto la fede viene intesa come un andare verso la luce, un percorso che si nutre delle contraddizioni e delle debolezze umane (e dà vita al cattolico fai da te)
Per la seconda la fede è adesione incondizionata ed ubbidiente all’interpretazione delle scritture che solo paparaz ed i suoi possono dare (per cui in modo intransigente o sei dentro o sei fuori dall’ovile….)
Magari prevalesse la seconda…..tutti gli italiani sedicenti cattolici buttati fuori dall’ovile a cercare il bandolo della matassa.

darkzero

Giusto, d’accordo con Lamb. Preti come questo sono l’unica speranza che abbiamo che la chiesa collassi su sé stessa.
Non se ne accorgono, ma lavorano per noi all’interno della chiesa. Sono dei sabotatori che non abbiamo neppure ingaggiato, sono fai-da-te e stand-alone. Il meglio a disposizione sul mercato.
D’altra parte, il miglior complice è quello che non sa di esserlo, no?

Carlo

Non sono d’accordo con te Lamb, bene o male i cattolici sono parte di una societa’ e se diventano sempre piu’ chiusi e conservatori tutta la societa’ ne soffre. Cazzate come quelle dette da questo parroco possono pero’ servire a far capire alla gente la necessita’ di uno stato secolare e laico. Speriamo bene…

ausim

Il vero volto del cattolicesimo. Ce ne fossero di preti come don Leonardo! Nessuno si battezzerebbe più.

claudio

dubbio…
ma se non confessa chi secondo lui vive nel peccato con chi lo fà?

la confessione non l’hanno inventata per lavare i panni sporchi?

Carlo

Rileggendo l’articolo:

È come dire: non si possono evadere le tasse, confessarsi, poi andarsene via e continuare a non pagare le tasse.

Vero, pero’ si puo’ chiedere di essere esentati e poi continuare a non pagarle, come fa la chiesa cattolica. La panettiera potrebbe ritornare dal parroco, dimostrare che la sua funzione sociale di panettiera la mette in oggettiva difficolta’ di organizzare un matrimonio e che vendendo il pane “fa tanto bene”. E poi chiedere di essere esentati dall’obbligo del matrimonio 🙂

Tony

A mio avviso bisogna stare molto attenti alle ingerenze. Nela caso in esame è la signora che va a cercare la confessione e non la chiesa che vuole imporgliela. Se non si rispettano le regole non si può pretendere nulla. Va benissimo quindi l’atteggiamento del prete in questo caso. Non vanno bene invece le intromissioni del clero nella legislazione di uno Stato Laico come è l’Italia.

Daniele Gallesio

Questa è una delle rare volte in cui un prete è coerente e noi gli diamo addosso? 😯

Ha ragione il prete.
Non vuoi rispettare la dottrina cattolica? Benissimo! Nemmeno io la rispetto. Però poi non pretendere che la Chiesa Cattolica ti consideri in grazia di Dio. È tanto difficile?

Vogliono sempre fare le frittate senza rompere le uova… 🙄

Un po’ di coerenza, per_(il_vostro)_dio!!!! 😯

Aldebaran

La legge è legge. Chi non la vuol rispettare è libero di farlo ma non pretenda di modificare la legga dalla quale è fuori.

Daniele Gallesio

# claudio scrive:

dubbio…
ma se non confessa chi secondo lui vive nel peccato con chi lo fà?

la confessione non l’hanno inventata per lavare i panni sporchi?

Confessa chi ha peccato, ma è pentito di quel che ha fatto ed è almeno intenzionato a non ripetere l’errore.

Se non ha intenzione di smettere di convivere al di fuori del matrimonio cattolico sono fatti suoi, ma solo finché non va a rompere le gonadi a un prete cattolico perché approvi il suo comportamento contrario alla dottrina cattolica.

La dottrina cattolica fa cagare?
Secondo me sì, infatti io ce li ho mandati a cagare: ho fatto apostasia. E non ho preteso che il catechismo venisse riscritto su misura per me.

Basta tenere i piedi in due scarpe!

Daniele Gallesio

# Aldebaran scrive:

La legge è legge. Chi non la vuol rispettare è libero di farlo ma non pretenda di modificare la legga dalla quale è fuori.

Ineccepibile.
Sottoscrivo in pieno.

Aldebaran

Il guaio è che certa gente vuole essere dentro una qualsiasi organizzazione ma poi pretende di fare come gli pare. Certi cristiani non sono da meno…….. Ne conosco qualcuno che crede fermamente nella reincarnazione totalmente negata dalla Chiesa perchè in totale contrasto con la sua dottrina.

Marco

La chiesa confessa i preti pedofili? E poi cosa è il peccato??? E’ la compensazione dei sensi, ad esempio il sesso lussurioso o la gola…….. Meglio i peccati che vivere nella castità!

Angel

Quello che dice lamb of god non fa una grinza.
Il problema è che gli stessi preti che si richiamano in modo così ridigo alle “regole” (scritte da loro, intendiamoci, e frutto di eresie – sottolineamo pure questo) poi si riempono la bocca con la carità, il perdono e così via quando fa loro comodo.
Insomma, lo stesso prete non avrebbe alcun problema a confessare i criminali della locride purchè non conviventi e omosessuali recidivi.
Capiamo quindi che L’importante è:
a)non scopare fuori dal matrimonio
b)non scopare tra persone dello stesso sesso.
Il resto non conta, basta far finta di essere *pentiti*.
Chissà perchè la peggio feccia si affilia alla religione cattolica. E chissà perchè chi la peggio feccia dovrebbe cacciarla la accoglie a braccia aperte, sbattendo fuori di gente che magari ci crede e ha bisogno di conforto ma “vive nel peccato”.
Certo l’opinione di questa donna è che stata una pazza ad andarci sapendo quali sono le sante regole. Però se mi metto nei suoi panni di certo vorrei quel conforto cristiano con cui si riempono la bocca non certo un calcio in culo perchè non vivo come dicono loro.
Bastava che andasse da un Francescano.

shock

quoto Lamb

Capisco la sua valutazione oggettiva della questione, in virtù della dottrina, ma non capisco anzi mi irrita non poco l’affermazione:

«La convivenza significa che nella coppia non c’è amore vero»

Cosa ne sa lui dei sentimenti provati da due pesone che convivono?
Cosa intende per amore “vero”? Forse l’amore legittimato da un pezzo di carta o da una celebrazione in una chiesa sontuosa?
No perchè se è così, non si spiegherebbe l’aumentano di anno in anno di divorzi e separazioni dei sedicenti cattolici oltre al calo dei matrimoni religiosi.

Dal sito UAAR:

Le coppie di fatto eterosessuali italiane sono, secondo fonte ISTAT, circa 555.000. Solo dieci anni prima erano praticamente la metà: 227.000.

Altre rilevazioni ISTAT (dicembre 2000), riportano che 893.000 matrimoni (il 4,6 per cento del totale) sono preceduti da una convivenza, ma la cifra non dà adeguatamente l’idea del cambiamento di costume intervenuto: solo il 2,5 per cento delle persone sposate prima del 1988 hanno fatto questa esperienza, contro il 12,8 di quelle convolate a nozze negli ultimissimi anni.

In Italia, su 100 coppie dai 16 ai 30 anni, le coppie di fatto sono il 6% (il 40% in Inghilterra, il 45% in Germania, il 46% in Francia).

Secondo un sondaggio del quotidiano la Repubblica del settembre 2005, il 64% della popolazione italiana è favorevole a riconoscere i diritti alle coppie non sposate.

http://www.uaar.it/laicita/convivenza/#03

Dunque molti Cattolici prima di convolare a nozze hanno avuto esperienza di convivenza ciò che significa che nel periodo della convivenza non c’era amore vero e dopo il matrimonio religioso tutto d’un tratto l’amore è diventato da “falso” a “vero”?
Bha,…. chi li capisce è bravo.

sempre dal sito UAAR ecco un’altra statistica sui matrimoni civili:

Nel corso degli ultimi tre decenni l’utilizzo del rito civile ha avuto un impressionante aumento.

Nel 1936 i matrimoni civili erano solo l’1,4 per cento del totale, nel 1966 erano ancora fermi all’1,2%, nel 1986 già salivano al 14,2%, nel 2005 sono arrivati al 32,4%. Tra le regioni il Friuli Venezia Giulia capeggia l’elenco di quelle più laiche: il 51,3% dei matrimoni è celebrato con rito civile. Seguono il Trentino Alto Adige (50,4%) e la Liguria (48,9%). La regione dove se ne celebrano meno è invece la Basilicata (11,7%), seguita da Calabria (13,3%) e Puglia (15,7%). Per quanto riguarda le province, il record spetta a Bolzano (58,2%). Anche tra i comuni capoluogo primeggia Bolzano, con il 78,9%, seguito da Siena (74,5%) e Firenze (67,6%).

Bisogna tener conto, infine, che il dato andrebbe valutato considerando anche le coppie che convivono senza essere sposate (vedi scheda relativa). Le coppie “non autorizzate” dalla Chiesa cattolica, se la tendenza prosegue, diventeranno quindi a breve la maggioranza.

Il matrimonio è, peraltro, un istituto in decadenza in tutta Europa. Secondo dati Eurostat, le persone di età compresa fra i 25 e i 49 anni a non essersi mai sposate sono il 49% in Svezia, il 36% in Francia, e il 31% in Italia e nel Regno Unito.

http://www.uaar.it/laicita/matrimonio_civile/#06

ignazio

No coment.
Sono affari della Chiesa e di chi la frequenta.
Tutto mi potrà capitare, ma non che un prete mi espella dal confessionale.

scugnizzo

Stefano Chiaudano scrive: 5 Settembre 2007 alle 11:37

Eh sì don Leonardo, sono proprio questi i problemi della vita. Continui a confessare ed assolvere omicidi, spergiuri, cattiverie gratuite, pedofili, ladri e continui ad alleviare i sensi di colpa del vero marciume della società. La ringrazio per il suo contributo a rendere questa società un vero inferno.
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No Stefano non è così, consentimi. Il prete confessore non può assolvere senza pentimento e senza la promessa di non reiterare il peccato e soprattutto senza la riparazione dei danni causati. Un confessore non assolverebbe mai un omicida se questi non si pentisse e col pentimento non si costituisse alle autorità secolari per espiare anche la pena civile.

GVCatullo

Non mi piace che molto di voi dicono che il prete abbia ragione ad avere scacciata dal confessionale una convivente: prima di tutto, un buon prete, uno serio conosce benissimo che la alte gerarchie promuovono e sostengono un mucchio di CAVOLATE!

Invece, penso che questo prete abbia sbagliata, abbia molto offeso Chiara, permettendosi di giudicare SUPERFICIALMENTE il rapporto con il suo compagno e trattandola come se fosse un’adultera o una prostituta… mi sembra vergognoso.

Come si permette uno che ha fatto voto di castità dire che quello non sia amore vero? Come ha detto un utente, è amore vero quello confermato su un contratto e celebrato in una chiesa sontuosa? Per favore…

Two Heads

Se il prete rispetta fedelmente le leggi della Chiesa ha pienamente ragione, e la convivente ha torto.
A parte questo, ma come funziona secondo le leggi cattoliche il matrimonio? Ci si deve sposare appena ci si conosce? Non ci si può frequentare prima di sposarsi, anche senza fare sesso? Oppure dipende dal fatto che lei fa sesso fuori dal matrimonio, ma se convivesse senza fare sesso non sarebbe nel peccato e dunque potrebbe confessarsi?

Resta il fatto che se io mi iscrivo ad un torneo di calcio poi non posso lamentarmi perché mi fischiano fallo se faccio gol usando le mani. Iscrivendomi accetto le regole del gioco, altrimenti mi faccio un torneo per i cavoli miei con le mie regole.

lik

“Come si permette uno che ha fatto voto di castità dire che quello non sia amore vero?”

Il problema è quando una persona pretende di dirlo anche a chi non segue la religione cattolica come è il caso dei preti in Italia.

Stefano Chiaudano

@scugnizzo
“Un confessore non assolverebbe mai un omicida se questi non si pentisse e col pentimento non si costituisse alle autorità secolari per espiare anche la pena civile.”

bella lateoria, poi la pratica… a far promesse siamo capaci tutti. Poi scusa tu, ma quello dell’omicidio è un caso estremo. Il caso della pedofilia nel clero, poi ti contraddice in pieno. Addirittura si chiedeva il segreto ai vescovi qualora venissero a conoscenza di certi crimini. E sicuramente l’assoluzione c’era visto che gli stessi personaggi non venivano sospesi dai loro incarichi pastorali.

Lamb of God

@GVCatullo

La legge dello Stato italiano non ammette ignoranza o libera interpretazione, allo stesso modo la dottrina della fede esplicita con chiare parole che la convivenza more uxurio è da condannare pesantemente in quanto amore “debole e deviato”. Questa è la posizione ufficiale della CCAR alla quale una pubblica concubina come Chiara si rivolge per l’assoluzione dei propri peccati, perciò il prete applica la legge della sua Chiesa esattamente come un pubblico ministero applica quella dello Stato italiano. Tutto questo è scontato per un ateo come me e, a rigor di logica, una cattolica come Chiara dovrebbe conoscere i confini invalicabili ben meglio del sottoscritto visto che da un anno non si parla altro che di “valori non negoziabili”.

Silvia

il prete ha avuto perfettamente ragione.
Il sacramento della confessione ha una sua logica, per un credente: se sei pentito di ciò che hai fatto (e lo devi essere veramente), ti viene offerta una possibilità di lasciarti alle spalle il passato e non pagare per l’eternità.
Paragonatelo con le teorie della predestinazione dei luterani e la confessione è immensamente caritatevole…
Se ti ritieni cattolica e ti vai a confessare, vuol dire che per te ha valore questo sacramento. Vuol dire che credi che uscita dalla confessione potrai essere “pura” e riconciliata con dio e con la tua coscienza. La confessione è un lavaggio ammollo completo, non la smacchiatura della chiazza di caffé!
Ma se convivi e vuoi continuare a convivere e pretendi di essere confessata, sei una perfetta cretina! (nel senso di non compos, non nel senso di cristiana).
Nella logica cattolica (che non condivido) la sessualità è un dono da vivere all’interno di un legame sacralizzato, se non lo fai sei fuori perché è un aspetto FONDAMENTALE della concezione morale del cattolicesimo. E se non sei d’accordo, aderisci ad un’altra confessione che non ha queste idee.
Il problema dell’Italia è che non c’è mai stata una cultura protestante: un credente in dio non è culturalmente preparato ad accostarsi ad un’altra fede. E non parlo degli ipocriti alla Mele – che sarebbero ipocriti sempre e comunque – parlo di molte persone che hanno una fede sincera e che rispettano molti aspetti della dottrina cristiana, ma che in coscienza e non per interesse non riescono ad aderire ad alcuni.
Quando credevo per me era un vero dilemma di coscienza la questione della contraccezione e del divorzio (entrambe le cose all’epoca non rivestivano un interesse personale, credevo semplicemente che fossero giuste al di là di qualsiasi dubbio), ma non avrei mai concepito la possibilità di diventare anglicana e rimanevo con il mio profondo dilemma.

Nota aggiuntiva: nell’intervista precedentemente riportata, la tipa riportava i motivi per cui non POTEVA sposarsi… del genere “sono giovane” e “costa sposarsi”, “costa la casa”… Beh, mi sembrano motivi molto pretestuosi, perché se convivono la casa evidentemente se la possono pagare e se vuoi puoi sposarti spendendo veramente poco, meno che per una vacanza. Semplicemente in quel momento non era sicura di volersi assumere la responsabilità a lungo termine (forse per l’età?) e, in questo, dà perfettamente ragione a quanto dice il prete: questi cattolici fai-da-te non si sposano perché si rifiutano di assumersi responsabilità (il che per LORO dovrebbe essere un peccato).
Non che dica che questo sia un male… personalmente abolirei il matrimonio dal codice civile… ma è ovviamente un’opinione personale.

fra Pallino

qualcuno prima ha tirato in ballo i francescani… ma io, pur ascoltando, parlando, cercando di capire e spiegare, le avrei detto la stessa cosa… cara Chiara, se credi nel sacramento della riconciliazione e nella visione dell’amore che insegna la chiesa cattolica di cui vuoi essere parte, non puoi chiedermi di porre un atto che sarebbe una menzogna.

Se credi che Gesù Cristo mi abbia affidato il ministero della riconciliazione (quello sacramentale si intende) come faccio a farti credere con l’assoluzione che tra te e Lui sia tutto ok, mentre non è vero, perchè per te non c’è nulla di male e vuoi continuare su quella linea, che invece andrebbe indirizzata verso un impegno d’amore reciproco che sia “per sempre”?

Ok, non sei sicura sia il tipo giusto x te, gli vuoi bene, ma non te lasenti ancora di condividere la vita con lui? capisco, ma allora abbi il coraggio di vivere questo stadio di incertezza, anche nel rapporto con Dio, non pretendere che ti dia un tranquillante, per farti sembrare che sei in una situazione ottimale… c’è invece da andare avanti e prendere decisioni.

claudio

La dottrina cattolica fa cagare?
Secondo me sì, infatti io ce li ho mandati a cagare: ho fatto apostasia. E non ho preteso che il catechismo venisse riscritto su misura per me.

Basta tenere i piedi in due scarpe!

ho fatto apostasia anchio io. del resto se concederà la confessione o meno sò affari loro, però mi sembrano incoerenti con quello che vanno a predicare.

Stefano Chiaudano

@fra Pallino
Avrei due domande:
la prima + sarcastica che è: quante convivenze hai affrontato per poter dire con la tua esperienza che siano un male? Non pensi che la convivenza prematrimoniale possa aiutare a capire cosa vuol dire vivere sotto lo stesso tetto? Hai idea di quanti matrimoni si sfascino nel primo anno anche dopo anni di fidanzamento?

La seconda per pura curiosità: da dove attinge la dottrina cattolica questa repulsione per le convivenza prematrimoniali? Mi farebbe piacere anche qualche citazione dai libri sacri, visto che ieri parlavi di ermeneutica.
Non sto lanciando un sasso, nel senso che non mi interessa affrontare un dibattito sulla cosa. Solo per cultura personale.

Aggiungo una terza domanda: se la ragazza avesse risposto si alle tue domande? (sei sicura dell’incertezza del rapporto con dio ecc ecc.)

Sempre che tu abbia la pazienza.. ah già ma sei un frate, quindi il saio lo devi pur legare con qualcosa 😉
Grazie e buon proseguimento.

ren

Mi piacerebbe sapere se aldebaran rispetta in tutto e per tutto i dettami della chiesa cattolica, visto che si atteggia a censore rigorosissimo. Hai rapporti prematrimoniali per esempio?

Giuseppe Murante

Invece, penso che questo prete abbia sbagliata, abbia molto offeso Chiara, permettendosi di giudicare SUPERFICIALMENTE il rapporto con il suo compagno e trattandola come se fosse un’adultera o una prostituta… mi sembra vergognoso.

Non e’ obbligatorio essere cattolici.
Se lo si e’, si e’ tenuti non solo a rispettare, ma a condividere (“credere” vuol dire quello) le prescrizioni morali ed etiche della chiesa.

Il cattolicesimo non e’ un servizio pubblico che deve essere fornito a tutti per motivi di uguaglianza; e’ una scelta, un percorso, come il nostro di ateismo.

Secondo me nel contesto ha ragione il prete. Inoltre se piu’ preti facessero come lui, magari piu’ persone si renderebbero conto di che cosa vuol dire davvero essere cattolici, e finalmente farebbero una scelta: una qualsiasi, cattolica o atea, ma una scelta e non un seguire il gregge perche’ e’ comodo.
Ovviamente, la morale e l’etica cattolica personalmente le trovo deliranti, ed infatti non sono cattolico.

fra Pallino

@stefano

a parte la mia personale esperienza, che c’è stata (altro che sarcasmo…) c’è l’esperienza di tanti giovani come me che hanno vissuto e vivono in questa condizione. Ma io non dico che sia un male assoluto, pittosto secondo me non è il bene più grande.
Il tempo del “fidanzamento” dovrebbe essere quello giusto per conoscersi..il fatto è che spesso si è così carichi di immaturità che non si riesce a conoscere l’altro perchè nemmeno si conosce se stessi! anche gli anni di conivivenza possono protrarre questo inganno e anche i primi di matrimonio!

Il discorso della “prova”, il vivere sotto uno stesso tetto, in teoria è buona, ma in pratica (appunto x esperienza) non lo è: che lo si voglia o no il rapporto sessuale, per i suoi profondi valori simbolici di dono della propria intimità, limitano quella libertà nella relazione che dovrebbe caratterizzare il periodo di “prova”. mi spiego: il tempo di fidanz dovrebbe essere un po’ come una porta girevole: si dovrebbe poter entrare ed uscire (perchè non so all’inizio se questa sarà la relazione giusta per cui vorrò spendere la mia vita) con una certa libertà. uscire al momento giusto, conservando il ricordo di una bella esperienza, senza che quel ricordo sia associato a qualcosa di traumatico. E questo è possiblie se vengono custoditi nella loro verità i canali di comunicazione.
I rapporti sex inquesa fase tendono di molto a ridurre questa libertà, perchè si instaura un coinvolgimento ad un livello profondo, ma spesso non reale. ossia: con il corpo si dice una cosa, con i fatti un’altra (o quasi). Capita che 2 abbiano dopo un po’ capito che non sono fatti per stare insieme, ma il legame sex che hanno instaurato tra loro non li lascia liberi di chiudere il rapporto. e allora, da porta girevole, il periodo di prova diviene una “porta bloccata” che si deve scardinare, per uscire… facendosi spesso del male.

beh, x la seconda basta pensare al progetto di Dio che si ricava da Genesi 2,24 ribadita da Gesù in Matteo 19,6 e diversi altri passi di Paolo che ora dovrei ricercare… se vuoi più tardi…

non capisco la terza scusa: mi sembrava di averla messa la mia eventuale risposta

Alice

Giuseppe Murante scrive:
>Non e’ obbligatorio essere cattolici.
>Se lo si e’, si e’ tenuti non solo a rispettare, ma a condividere (”credere” vuol dire quello) le >prescrizioni morali ed etiche della chiesa.

Concordo pienamente.

Chiara è solo stata solo messa di fronte a quello che dovrebbe essere il suo rapporto in base alle prescrizioni della sua religione.

Kaworu

penso che il male che le convivenze fanno alla chiesa cattolica, sia il fatto che chi convive non sgancia loro la tangente per sposarsi in chiesa.

tutto gira intorno ai soldi, per la chiesa.

fra Pallino

ma va’… per far soldi oggi convien far altro che i preti e tantomeno i frati… sarà che io non sono parroco ma a tutti i matrimoni che ho celebrato mai visto un euro, solo inviti a pranzo (che francamente detesto quando non conosci nessuno e durano mezza giornata…).
QUindi lo dico in anticipo che non ci posso andare…

Flavia

“i conviventi non possono ricevere i sacramenti, la confessione è un sacramento, quindi i conviventi non si possono confessare”

Che patetico cialtrone… però scommetto che x “fare numero” il neonato di una coppia di conviventi lo battezzerebbe!! x non parlare dei funerali religiosi coi quali preti accatta-anime hanno oltraggiato fior fiori di anticlericali ed atei DICHIARATI! Paolo Schicchi, Michele Pantaleone, Renato Guttuso, Luigi Pirandello!!!

AnderA.ntichrist

..sono d’accordo col prete che caccia la CattoChiaraSciocchinaScioccata.
La tua chiesa ti dice che non puoi convivere. Vai a raccontare i tuoi “peccati”, e pretendi pure una “moratoria” per una situazione NON conforme all’etica salvifica del “M”agistero?
E dopo, cosa? Vino, salamelle e bestemmie di venerdí “santo”?..
Quello lo faccio io, ma io non sono cattolico. Non piú almeno.

La confessione é inoltre una assurditá paradossale :se c´é la conversione del cuore, Dio salva indipendentemente da una formula in confessionale. Se non c’é il pentimento sincero, allora l’assoluzione sacramentale NON VALE.

INSOMMA, a che ca**o serve allora?!?!

I confessori fungono solo da, GeStaPo, da StaSi, da KGB o CIA della chiesa. Raccolgono informazioni. E chi sa, controlla.
É inoltre il momento migliore in cui sfruttare le debolezze della gente..

Lamb of God

@fra Pallino

Kaworu ha ragione al 100%, è solo una questione economica, chi convive sceglie apertamente di non sottostare alle leggi della dottrina cattolica e mal si adatta al ruolo di pecorella; inoltre non si tratta del solo sacramento matrimoniale ma di tutto l’indotto che questo comporta partendo dal battesimo, passando per il catechismo, ed arrivando all’8×1000.

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