La violenza religiosa

Gentile direttore, un cristiano di indole buona, intelligente, in teoria non dovrebbe mai nuocere ad alcuno, almeno volontariamente, ed anzi nei limiti delle sue possibilità dovrebbe impedire che qualcuno soffra inutilmente. Un non credente, d’indole buona, intelligente, ugualmente in teoria non dovrebbe far del male al prossimo, e alleviare sempre nei limiti del possibile, la sofferenza altrui. Accade però, a differenza del secondo, che il primo in alcuni casi possa nuocere al prossimo, o perlomeno non alleviare la sua sofferenza, pur avendone la possibilità. Infatti, pur essendo intelligente, in alcuni casi rinuncia alla ragione a causa della fede in un falso dio, in un dio in qualche modo malvagio. Esempi chiarissimi di “religiosa violenza”, li troviamo nella storia di non molti secoli fa, ed anche ai giorni nostri presso popolazioni non cristiane. Ma ancora oggi accade che cristiani buoni ed intelligenti, a causa di un concetto sbagliato di Dio, pur non facendo direttamente del male a nessuno, abbandonino nella sofferenza più atroce malati terminali; persone che avendo una vita insopportabile davanti a sé invocano la morte. La fede senza la ragione genera mostri.

Lettera di Renato Pierri pubblicata su Italialaica 22 luglio 2007 e pervenuta a ultimissime

Notizia inserita da Nicola Iacovone

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 23 luglio 2007 alle 16:47 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.