Torino, assistenti spirituali per tutti i gusti

L’ospedale è il luogo dove si cura il corpo malato, ma è anche il luogo dove la persona, resa più fragile dalle precarie condizioni di salute, ha più bisogno di supporto umano e, in molti casi religioso. È il pensiero che sottende il «Progetto culture e religione» dell’ospedale Molinette, che vuole aprire le porte a tutte le fedi. [...] L’ospedale ha contattato i responsabili nazionali delle otto religioni più presenti sul territorio italiano (quelle che contano un numeri di appartenenti superiore a trentamila): ortodossi, protestanti, ebrei, testimoni di Geova, musulmani, induisti, buddisti e Chiesa di scientology. Ieri è così stato siglato un protocollo d’intesa che permetterà di reperire in ogni momento un religioso da affiancare al malato che ne fa richiesta. Galanzino sottolinea che è stata centrale nella preparazione del progetto la collaborazione della Chiesa cattolica e del cappellano dell’ospedale. Sedici i rappresentanti delle varie chiese ascoltati in questi giorni dai vertici dell’ospedale. [...]

Fonte: L’Arena

Leggendo questa notizia, mi è venuta voglia di lanciare un altro sondaggio:
1) Gli atei e gli agnostici sono dei superuomini (o superdonne), e non si ammalano mai
2) Gli atei e gli agnostici sono dei superuomini (o superdonne), e se la sanno cavare da soli, senza alcun bisogno di conforto
3) Gli atei e gli agnostici sono cittadini di serie zeta.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 20 giugno 2007 alle 15:29 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.