Sul corpo delle donne

Il Vaticano condanna la campagna di Amnesty contro la violenza sulle donne e afferma di non voler più finanziare l’organizzazione. Ma questa smentisce di aver mai ricevuto soldi dalla Chiesa o da organizzazioni legate ad essa. Anzi, finanziamenti del genere sarebbero addirittura incompatibili con il suo statuto.

Ognuno, coi propri soldi, fa quello che vuole [...]. Non si può pertanto fare una colpa alle gerarchie vaticane se hanno deciso, per bocca del cardinale Renato Martino, di non dare più un centesimo ad Amnesty International, [...]. Insomma, se per le gerarchie cattoliche l’aborto è un crimine orribile, non si può pensare che ne sostengano la depenalizzazione, e fin qui nulla da eccepire.

Il problema è che Amnesty dichiara di non aver mai ricevuto fondi dal Vaticano o da organizzazioni legate dalla Chiesa, [...]. Insomma, non solo questi soldi non sono mai stati dati, ma non si sarebbero nemmeno potuti prendere, e proprio perché Amnesty vuole mantenere la propria indipendenza di giudizio politico e morale, vale a dire che vuole evitare di trovarsi nella posizione in cui, stando alle gerarchie vaticane, dovrebbero stare tutti i fedeli di Santa Madre Chiesa: inginocchiati a farsi dire che fare.

Nel merito, la posizione dell’organizzazione è semplice: [...] riconoscere alle donne la possibilità di interrompere la gravidanza in strutture che non mettano a rischio la loro vita, [...].

Ciò non implica, ovviamente, che Amnesty si schieri a favore dell’aborto [...].

La sovranità delle donne sul proprio corpo è la vera posta in gioco, sia quando si vuole la depenalizzazione dell’aborto, sia quanto si cerca di impedire l’aborto coatto: ma proprio qui, su questa sovranità illimitata della persona su se stessa, si abbatte il fulmine della maledizione ecclesiastica. Maledizione che trae ogni sua forza dall’assunto che questa piena sovranità sarebbe illusoria e blasfema, visto che negherebbe la supremazia divina su ogni creatura, e che lo Stato, come il braccio secolare di qualche tempo fa, non può altro che interpretare questa fondamentale verità di natura. [...].

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Notizia inserita da Nicola Iacovone

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 14 giugno 2007 alle 18:09 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.