Toscana. Una carta prepagata contro le discriminazioni di genere

La Giunta Regionale ha deliberato un progetto atteso da tempo per l’inserimento lavorativo e la formazione di persone transessuali, destinando 150.000 Euro complessive ad interventi formativi, di orientamento professionale e di inserimento lavorativo, tramite il sistema innovativo della carta “Ila”.

“Questo progetto dà gambe alle leggi regionali, considerate innovative e alla stregua della legislazione europea in merito e ne sono davvero contento” dice il presidente di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon.

“Spesso le persone transessuali, uomini e donne che hanno cambiato sesso perché vivevano con grossi problemi la loro identità sessuale, hanno delle difficoltà enormi a trovare lavoro. Qualcuno ha paura che il progetto sottrarre soldi agli interventi per i disoccupati, ma questo non è vero: apre semplicemente i servizi destinati alla cittadinanza anche alle persone transgender in modo adeguato. La sperimentazione di questo progetto sarà affidato alle Istituzioni e prevede una bella collaborazione tra Centri per l’impiego, Asl e le associazioni delle persone transessuali.

Attualmente molti transgender sono costretti a guadagnarsi da vivere nei modi più disperati – con questo progetto la Regione sta facendo un passo nella direzione giusta: togliere dal rischio dell’illegalità persone fragili ed aiutarle ad inserirsi in un contesto sociale e lavorativo regolare e produttivo.”

Bert d’Arragon
Presidente Arcigay Toscana
comunicato stampa

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9 commenti

Daniela

“Qualcuno ha paura che il progetto possa sottrarre soldi agli interventi per i disoccupati”, perchè i transessuali non sono cittadini che hanno bisogno di occupazione? Anche loro hanno diritto a lavorare, quindi ben vengano iniziative di questo tipo.

Kaworu

i transessuali disoccupati sono disoccupati come tutti gli altri, quindi hanno come tutti bisogno (anzi, forse hanno più bisogno di altri) di aiuto.

specie nel caso di transessuali m to f, l’unico lavoro se qualcuno sa del loro passato, è quello più vecchio del mondo.

emel

>specie nel caso di transessuali m to f, l’unico lavoro se qualcuno sa del loro passato,
>è quello più vecchio del mondo.
>

Non estremizziamo. Se non ne conosci di M2F che non si prostituiscono per vivere, te ne posso presentare io.
Poi ci sono quelle che fanno le puttane perche’ non riescono a farsi piacere altro, e non sono cosi’ poche sul totale.

Kaworu

ne conosco anche io, emel, ma penso sia comunque più difficile per una persona transessuale trovare un lavoro. quelle che conosco io per ora ancora studiano.

quindi ben venga questa iniziativa

aquila

ottimo, nulla in contrario. Non capisco pero’ perche in questa italia ipocrita altri bisognosi, tipo i portatori di handicap, o i vecchi, non se li fila nessuno. Non voglio riaprire il thread sull’eutanasia, ma dico, se un vecchio decide di vivere, perche nessuno lo aiuta??

alessandro

aquila e’ inutile che ci ripeti che non capisci, siamo mica scemi 🙂
grazie

Asatan

aquila veramente gliaiuti per quelle categorie ci sono… Ci sono corsi professionali con inserimeno lavorativo GRAUTITI per i portatori di handicap e a pagamento per i sani.
Per gli anziani non autosufficenti i comuni si organizza per avere chi gli fà la spesa, le pulizie, etc.. ovviamente se l’anziano ha problemi economici. Scusami ma un ricco può tranquillamente pagare per farlo, il nonnetto con la pensione minima e l’alzheimer no. Fai un giro in comune all’assitenza sociale ogni tanto potresti scoprire tante cose, fra cui anche la presenza di gente (come me e la mia dolce metà) cheinvece di farlo per soldi fan volontariato.

I\le trans invece son discriminate\i anche all’ufficio dicollocomanto. Si vedono certe scene… quando sentiii un’addetto dire “Lasci perdere, tanto chi crede la voglia? Vada per strada che fà prima”, ho avuto voglia di menare le mani.

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