Chiesa cattolica ed evangelizzazione: papa ammette ombre

Nel soffermarsi, ieri, sul suo viaggio in Brasile, Benedetto XVI ha riconosciuto che, rispetto alla fede divenuta «storia vissuta» dalla colonizzazione ad oggi, non si possono «ignorare le ombre che accompagnarono l’opera evangelizzatrice dell’America Latina». E, riferendosi alle violazioni subìte dalle popolazioni al tempo della colonizzazione, ha detto che «non è possibile dimenticare, dopo cinque secoli, le sofferenze e le ingiustizie inflitte alle popolazioni indigene, spesso calpestate nei loro diritti umani fondamentali». Il Papa ha comunque ricordato che quei «crimini ingiustificabili» furono, fin da allora, condannati da missionari come Bartolomeo de Las Casas che nel 1510 si dedicò totalmente alla difesa dei diritti degli Indios e da teologi come Francesco da Vitoria dell’Università di Salamanca che reclamò dal governo spagnolo leggi più favorevoli per gli indigeni. Ma è anche vero «che la Chiesa non ha mai pronunciato quel mea culpa specifico così come fece Giovanni Paolo II il 12 marzo del 2000 durante il Giubileo per le crociate, l’inquisizione, l’antisemitismo e l’antigiudaismo». Né lo ha fatto ieri Benedetto XVI preoccupato più di riaffermare «l’identità cattolica dei popoli latinoamericani» che rappresentano oggi il baricentro del cattolicesimo mondiale con i loro 500 milioni di fedeli su un miliardo e 200 milioni presenti nel mondo. [...]

Fonte: sito del Mattino

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 24 maggio 2007 alle 16:58 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.