Perché scelgo ancora gli antiproibizionisti

L’attuale battaglia contro i Dico è invece condotta all’insegna della presunzione di una parte di sapere che cos’è la verità, di dispensare il bene comune, e di stabilire che cos’è l’ordine e il diritto naturale. Tutte cose altamente rispettabili per chi personalmente vi crede, ma sommamente odiose per chi non vi crede o ha opinioni e credenze diverse. Costringere i non credenti e i diversamente credenti ad osservare norme così imposte significa essere già nell’anticamera dello Stato etico.
Da liberale e laico so che occorre difendere innanzitutto i diritti degli individui e dei gruppi che sono minoranze svantaggiate. Questo è il caso delle coppie di fatto, eterosessuali ed omosessuali, che soprattutto nei ceti meno favoriti hanno bisogno di una protezione sociale, come del resto è stato provveduto ovunque in Europa. Un grande liberale, Isaiah Berlin, affermava semplicemente che gli esseri umani hanno il diritto di sviluppare la loro natura con tutta la varietà e ricchezza e, all’occasione, l’eccentricità possibili.
Personalmente non ritengo che il progetto di legge sui Dico preannunci un bel provvedimento, anzi penso proprio che si tratti di un testo pasticciato e compromissorio. Ma la necessità di difenderlo deriva dal furore ideologico (o religioso fondamentalista, se si preferisce) con cui lo si attacca in linea di principio in nome di un’avversione che non ha nulla di razionale e di ragionevole, come si converrebbe in una liberal-democrazia nella quale dovrebbero potere coesistere pacificamente opinioni e stili di vita diversificati senza che alcuno voglia imporre proibizioni agli altri.

Massimo Teodori
Segnalazione dell’articolo pervenuto a ultimissime

Notizia inserita da Nicola Iacovone

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 13 maggio 2007 alle 22:33 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.