Libertà

Quello che vorrei è un paese libero dalla religione. Vorrei non sentire parlare ogni giorno di religione, alla radio e alla tv. Vorrei che le gerarchie cattoliche sparissero dal mio orizzonte di cittadina italiana, europea, del mondo. Vorrei che i politici usassero la loro testa e la loro coscienza nel discutere le leggi. Vorrei che smettessero di usare un doppio linguaggio, uno per proclamare i principi condivisi come uguaglianza e pari opportunità e un altro per discriminare gli atei, gli agnostici, i liberi pensatori, gli indifferenti alla religione, gli omosessuali e chi non si riconosce nel mercimonio stato-chiesa cattolica. Vorrei che i miliardi di euro nostri che fluiscono nelle casse del Vaticano fossero usati per scuole, ricerca scientifica, cultura invece che per foraggiare chi ci divide, chi corrompe la nostra democrazia erodendo il pilastro della laicità. La laicità politica è la separazione fra Chiesa e Stato, fra religione e politica, fra dogmi e legge. La laicità filosofica o laicismo è una concezione di vita fondata su un umanesimo libero da ogni riferimento divino e alimentato dai valori sanciti dalla Dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo. La Santa Sede è forse l’unico stato che non l’ha sottoscritta. È il caso di dire: vergogna!

La lettera di Vera Pegna è stata pubblicata ieri sul Manifesto 

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 9 maggio 2007 alle 17:20 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.