Il Signore degli Anelli Online: niente omosessuali, siamo hobbit

Quanta fantasia (o meglio, “fantasy”) ci vuole per immaginare un matrimonio omosessuale? Poco meno di Josè Luis Zapatero o di Wim Kok, apparentemente, ma molto più di J.R.R. Tolkien. O meglio, degli sviluppatori americani di Turbine, che lo scorso aprile hanno pubblicato per Midway l’atteso gioco di ruolo di massa online (MMORPG) basato sulla saga del Signore degli Anelli. Ma nemmeno il tempo di leveluppare il proprio virilissimo guerriero, muscoli guizzanti e spada a due mani rinfoderata a bordo coscia, che la softco di Westwood, Massachusetts, si è ritrovata con un’accusa di discriminazione sessuale sul cranio.
È Katherine Glover, con un bell’articolo su Salon.com, a svelare i retroscena della “vicenda degli hobbit omosessuali”. E a raccontare come, prima del completamento del gioco, il team di sviluppo abbia dovuto affrontare una questione imbarazzante: è giusto permettere che, all’interno del mondo virtuale, gli utenti possano far unire in matrimonio personaggi dello stesso sesso? Ma anche, è ragionevole che questo accada anche tra personaggi di razze diverse?
La soluzione, esplosiva dimostrazione di realpolitik, è arrivata dopo un lungo dibattito, sotto forma di un colpo di spada a due mani da parte del produttore esecutivo. Niente matrimoni nella Terra di Mezzo, è stato il verdetto, a prescindere dalle razze e dalle inclinazioni sessuali. Il Signore degli Anelli ha perso così i suoi anelli nuziali. E gli osservatori, naturalmente, si sono divisi sui temi dell’omosessualità e del libero arbitrio nei videogiochi. [...]

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Notizia inserita da Barbara

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 6 maggio 2007 alle 0:07 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.