La Bindi invita alla laicità, ma 160 delegati non sono d’accordo

A Firenze Mussi il suo «non ci sto» l´ha detto chiaro e tondo. A Roma, Teatro 5 degli studi di Cinecittà, nessuno della Margherita si sbilancia, ma è evidente che anche tra i Dl non tutti nutrono gli stessi sentimenti nei confronti del partito Democratico. Emblema delle divisioni restate in controluce, l´ordine del giorno presentato dalla corrente teodem. Argomento: il Family Day. Centosessanta firme a sottoscrivere «il convincimento che la garanzia della tutela della famiglia sia tra gli obiettivi strategici del partito democratico». Primi firmatari dell´odg, Enzo Carra e Luigi Bobba, lo stesso che qualche ora prima aveva rivendicato il suo ruolo di «cattolico in politica» e aveva precisato di non essere «uno scolaretto a cui a colazione, pranzo e cena si danno lezioni di laicità dalla cattedra del partito democratico».

Un brutto colpo per Rosy Bindi, ministro della Famiglia e esponente di spicco della Margherita, che aveva intrattenuto la platea con un discorso tutto rivolto a chiedere ai cattolici un passo in avanti, a non trasferire «la loro fede nella legge civile»: un cattolico, aveva spiegato il ministro, non afferma «il primato della propria coscienza lavandosi le mani, ma assumendosi la responsabilità delle sue scelte». Bisogna «avere il coraggio di integrare e far convivere culture diverse – aveva proseguito la Bindi nemmeno due ore prima della presentazione dell´odg a sostegno del Family Day – Non c’è alcuna contrapposizione tra i diritti della persona e quelli della famiglia e come tale la famiglia non può mai essere come scelta di vita un impedimento al riconoscimento dei diritti della persona». Una dichiarazione perfettamente in linea con quanto approvato venerdì dai delegati Ds al congresso nazionale della Quercia, che hanno votato all’unanimità un ordine del giorno dedicato all’uguaglianza dei diritti per omosessuali e transessuali.

Ma l’appello della Bindi a difendere «il valore della laicità» è stato raccolto da pochi, nemmeno dal segretario Rutelli che nel suo intervento di apertura del congresso si è guardato bene dal toccare questo tasto dolente. […]

Il testo integrale dell’articolo è stato pubblicato sul sito de L’Unità

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6 commenti

dv64

Mai il mio voto andrà ad un partito con almeno un rappresentante che utilizzi i termini “religione”, “cattolico”, “fede” e simili se non per escluderli esplicitamente dalla sua azione politica.

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