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	<title>Commenti a: Le lucciole sono scomparse e il potere non lo sa</title>
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		<title>Di: forzalube</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-59360</link>
		<dc:creator>forzalube</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 22:04:55 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me l&#039;articolo è stato tagliato un po&#039; troppo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me l&#8217;articolo è stato tagliato un po&#8217; troppo</p>
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		<title>Di: Claudio De Luca</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-59137</link>
		<dc:creator>Claudio De Luca</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 08:06:46 +0000</pubDate>
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		<description>@leo:
Interessanti i tuoi contributi: ora comprendo meglio cosa intendevi affermare col tuo primo post sulla&#039;argomento.
Si, in linea generale condivido.
Aggiungerei una breve osservazione: l&#039;Italia raggiunse tardi la propria unità nazionale ed adoperò strumentalmente (come continua a fare) la religione cristiana cattolica come fattore di coesione identitaria, quale collante antropologico e culturale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@leo:<br />
Interessanti i tuoi contributi: ora comprendo meglio cosa intendevi affermare col tuo primo post sulla&#8217;argomento.<br />
Si, in linea generale condivido.<br />
Aggiungerei una breve osservazione: l&#8217;Italia raggiunse tardi la propria unità nazionale ed adoperò strumentalmente (come continua a fare) la religione cristiana cattolica come fattore di coesione identitaria, quale collante antropologico e culturale.</p>
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	<item>
		<title>Di: Leo55</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-59091</link>
		<dc:creator>Leo55</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 00:01:17 +0000</pubDate>
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		<description>Riporto, inoltre un estratto:

&quot;In conclusione il mito del fascismo invisibile —perché inesistente o perché indistinguibile da altre dottrine sociali— trae fondamento dall ‘idea che il ventennio ha rispettato o eventualmente svecchiato i fondamenti della cultura liberale e che pertanto esso non ha pervertito i fondamenti del sistema economico occidentale.

Questa circostanza è stata dimostrata —dal punto di vista della realizzazione pratica dei programmi enunciati dal fascismo— fin dai primi anni trenta. Lo si ricava ad esempio dalla dottrina che ha descritto la politica economica del ventennio come fautrice di un capitalismo più &quot;ordinato&quot; e &quot;ossequiente ma non prono alle esigenze dittatoriali e conservante i suoi due attribuiti fondamentali: proprietà privata, profitto&quot;

Per ulteriore approfondimento:
http://www.juridicas.unam.mx/publica/rev/boletin/cont/112/art/art8.htm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto, inoltre un estratto:</p>
<p>&#8220;In conclusione il mito del fascismo invisibile —perché inesistente o perché indistinguibile da altre dottrine sociali— trae fondamento dall ‘idea che il ventennio ha rispettato o eventualmente svecchiato i fondamenti della cultura liberale e che pertanto esso non ha pervertito i fondamenti del sistema economico occidentale.</p>
<p>Questa circostanza è stata dimostrata —dal punto di vista della realizzazione pratica dei programmi enunciati dal fascismo— fin dai primi anni trenta. Lo si ricava ad esempio dalla dottrina che ha descritto la politica economica del ventennio come fautrice di un capitalismo più &#8220;ordinato&#8221; e &#8220;ossequiente ma non prono alle esigenze dittatoriali e conservante i suoi due attribuiti fondamentali: proprietà privata, profitto&#8221;</p>
<p>Per ulteriore approfondimento:<br />
<a href="http://www.juridicas.unam.mx/publica/rev/boletin/cont/112/art/art8.htm" rel="nofollow">http://www.juridicas.unam.mx/publica/rev/boletin/cont/112/art/art8.htm</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Leo55</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-59089</link>
		<dc:creator>Leo55</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 23:32:59 +0000</pubDate>
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		<description>A tal fine confronta anche:

http://www.aib.it/aib/boll/2004/0401083.htm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A tal fine confronta anche:</p>
<p><a href="http://www.aib.it/aib/boll/2004/0401083.htm" rel="nofollow">http://www.aib.it/aib/boll/2004/0401083.htm</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Leo55</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-59079</link>
		<dc:creator>Leo55</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 23:06:43 +0000</pubDate>
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		<description>@Claudio

L&#039;argomento si presta ad essere approfondito. Io mi limito a fare un&#039;osservazione di tipo sociologico che tenga conto, essenzialmente , della cultura generalmente dominante  nelle popolazioni italiane, attardate nel processo di sviluppo economico e sociale da secoli di  dominio straniero, più interessato  alle gabelle che all&#039;amministrazione dello stato.
In questo panorama desolante la vera leva  culturale degli italiani  è rinvenibile, come dato unitario, nella  morale degli insegnamenti cattolici, con il suo nefasto corredo di  dogmatismi e arretratezze che hanno plasmato  l&#039;intelletto di generazioni di italiani sino ai giorni nostri.

Il fascismo come fatto culturale, ha solo usato strumentalmente un tessuto sociale pre esistente, non apportando significative modifiche al quadro generale dei valori di riferimento.
In questo contesto, giova non farsi fuorviare  da ciò che il fascismo ha rappresentato come facciata, con i suoi simbolismi retorici, peraltro non nuovi, con le sue parole d&#039;ordine e il suo sciovinismo, molto italici, come tipicamente italici erano e sono tuttoggi , molti comportamenti  fanfaroneschi da cui stentiamo ancora a liberarci.

Per quanto riguarda una lettura della situazione italiana dell&#039;ottocento e del novecento:

http://www.polyarchy.org/basta/documenti/ferrero.1942.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Claudio</p>
<p>L&#8217;argomento si presta ad essere approfondito. Io mi limito a fare un&#8217;osservazione di tipo sociologico che tenga conto, essenzialmente , della cultura generalmente dominante  nelle popolazioni italiane, attardate nel processo di sviluppo economico e sociale da secoli di  dominio straniero, più interessato  alle gabelle che all&#8217;amministrazione dello stato.<br />
In questo panorama desolante la vera leva  culturale degli italiani  è rinvenibile, come dato unitario, nella  morale degli insegnamenti cattolici, con il suo nefasto corredo di  dogmatismi e arretratezze che hanno plasmato  l&#8217;intelletto di generazioni di italiani sino ai giorni nostri.</p>
<p>Il fascismo come fatto culturale, ha solo usato strumentalmente un tessuto sociale pre esistente, non apportando significative modifiche al quadro generale dei valori di riferimento.<br />
In questo contesto, giova non farsi fuorviare  da ciò che il fascismo ha rappresentato come facciata, con i suoi simbolismi retorici, peraltro non nuovi, con le sue parole d&#8217;ordine e il suo sciovinismo, molto italici, come tipicamente italici erano e sono tuttoggi , molti comportamenti  fanfaroneschi da cui stentiamo ancora a liberarci.</p>
<p>Per quanto riguarda una lettura della situazione italiana dell&#8217;ottocento e del novecento:</p>
<p><a href="http://www.polyarchy.org/basta/documenti/ferrero.1942.html" rel="nofollow">http://www.polyarchy.org/basta/documenti/ferrero.1942.html</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Claudio De Luca</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-59064</link>
		<dc:creator>Claudio De Luca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 21:47:41 +0000</pubDate>
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		<description>@ric, @leo:
De Felice é un grande storico, indubbiamente, ma il significato di questa frase mi pare alquanto nebuloso.
Vero é, che in Italia non si é mai aperto un serio ed approfondito dibattito interno, a differenza della Germania.
Qualcosa sembra muoversi da qualche anno a questa parte, ma si tratta di un dibattito a livello &quot;embrionale&quot;.
Per quanto riguarda l&#039;ultima frase di leo, devo dire di non condividerla.
Considerata l&#039;epoca, lo stato liberale unitario possedeva una cultura democratica relativamente avanzata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ric, @leo:<br />
De Felice é un grande storico, indubbiamente, ma il significato di questa frase mi pare alquanto nebuloso.<br />
Vero é, che in Italia non si é mai aperto un serio ed approfondito dibattito interno, a differenza della Germania.<br />
Qualcosa sembra muoversi da qualche anno a questa parte, ma si tratta di un dibattito a livello &#8220;embrionale&#8221;.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;ultima frase di leo, devo dire di non condividerla.<br />
Considerata l&#8217;epoca, lo stato liberale unitario possedeva una cultura democratica relativamente avanzata.</p>
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	<item>
		<title>Di: Leo55</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-58963</link>
		<dc:creator>Leo55</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 15:39:29 +0000</pubDate>
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		<description>@ric86

Secondo me, caro ric,  il problema si pone solo in termini .
Ciò che noi comunemente  chiamiamo fascismo, facendolo discendere dai noti fatti del ventennio  Mussoliniano, in realtà non è altro che l&#039;esplicazione culturale di un popolo che nella sua storia  si è  sempre rannicchiato in vuote metafore religiose,  cullando  nel suo seno tutti i peggiori retaggi del tradizionalismo più bieco ed  arretrato in chiave utilitaristica e opportunistica.

Si ricordi  l&#039;adagio: &quot;con la Franza o con la Spagna, purchè se magna&quot;.......rispecchia  fedelmente la logica dei popolari italici che successivamente  confluivano nelle orde barbariche sanfediste, sempre pronti a innegiare il papa o il re, a linciare  l&#039;intellettuale in cui si rinveniva  il &quot;diverso&quot;,  contro sempre a tutto ciò che poteva rappresentare elemento di cambiamento reale in un mondo  arcaico  ma dotato di punti cardinali rassicuranti: Dio, patria, famiglia, onore. 

Il fascismo, in questo contesto, non ha apportato significativi mutamenti culturali. Il tessuto sociale e culturale degli italiani non  ha subito più di tanto gli influssi  della retorica  del  Duce: in fondo di vuota retorica patriottarda si era vissuto fin dall&#039;unificazione d&#039;Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ric86</p>
<p>Secondo me, caro ric,  il problema si pone solo in termini .<br />
Ciò che noi comunemente  chiamiamo fascismo, facendolo discendere dai noti fatti del ventennio  Mussoliniano, in realtà non è altro che l&#8217;esplicazione culturale di un popolo che nella sua storia  si è  sempre rannicchiato in vuote metafore religiose,  cullando  nel suo seno tutti i peggiori retaggi del tradizionalismo più bieco ed  arretrato in chiave utilitaristica e opportunistica.</p>
<p>Si ricordi  l&#8217;adagio: &#8220;con la Franza o con la Spagna, purchè se magna&#8221;&#8230;&#8230;.rispecchia  fedelmente la logica dei popolari italici che successivamente  confluivano nelle orde barbariche sanfediste, sempre pronti a innegiare il papa o il re, a linciare  l&#8217;intellettuale in cui si rinveniva  il &#8220;diverso&#8221;,  contro sempre a tutto ciò che poteva rappresentare elemento di cambiamento reale in un mondo  arcaico  ma dotato di punti cardinali rassicuranti: Dio, patria, famiglia, onore. </p>
<p>Il fascismo, in questo contesto, non ha apportato significativi mutamenti culturali. Il tessuto sociale e culturale degli italiani non  ha subito più di tanto gli influssi  della retorica  del  Duce: in fondo di vuota retorica patriottarda si era vissuto fin dall&#8217;unificazione d&#8217;Italia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ric86</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-58946</link>
		<dc:creator>ric86</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 15:03:57 +0000</pubDate>
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		<description>Renzo de Felice, uno dei più grandi storici del fascismo ha detto che 
LA CONSEGUENZA PIù GRAVE DEL REGIME FASCISTA è QUELLA DI AVER RADICATO NEL POPOLO ITALIANO UNA MENTALITà FASCITA.

Ne convegno...voi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Renzo de Felice, uno dei più grandi storici del fascismo ha detto che<br />
LA CONSEGUENZA PIù GRAVE DEL REGIME FASCISTA è QUELLA DI AVER RADICATO NEL POPOLO ITALIANO UNA MENTALITà FASCITA.</p>
<p>Ne convegno&#8230;voi?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio De Luca</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-58942</link>
		<dc:creator>Claudio De Luca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 14:50:56 +0000</pubDate>
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		<description>Personalmente sono contrario a semplificare i concetti.
Il fascismo é stata un&#039;esperienza ben caratterizzata, non assimilabile a fenomeni politici successivi.
L&#039;uso promiscuo del termine &quot;fascismo&quot; e &quot;fascista&quot; non mi sembra razionale, né rende onore alla verità storica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente sono contrario a semplificare i concetti.<br />
Il fascismo é stata un&#8217;esperienza ben caratterizzata, non assimilabile a fenomeni politici successivi.<br />
L&#8217;uso promiscuo del termine &#8220;fascismo&#8221; e &#8220;fascista&#8221; non mi sembra razionale, né rende onore alla verità storica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ernesto</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2007/04/07/lucciole-sono-scomparse-potere-non/#comment-58914</link>
		<dc:creator>Ernesto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 13:45:39 +0000</pubDate>
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		<description>Tutta la storia d&#039;Italia dalla Controriforma in poi è stata caratterizzata da &quot;atroce, stupido, repressivo conformismo&quot; e &quot;Provincialità, rozzezza e ignoranza sia delle elite che, a livello diverso, delle masse&quot;. Non vorrei che sembrasse fanatismo ateo, ma la colpa a mio avviso è sempre del cattolicesimo. Fenomeni di degradazione sociale si sono verificati in occidente dovunque il cattolicesimo abbia prevalso, e non altrove. Basta vedere la differenza fra America Latina e Stati Uniti-Canada, o fra Europa meriodionale e settentrionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutta la storia d&#8217;Italia dalla Controriforma in poi è stata caratterizzata da &#8220;atroce, stupido, repressivo conformismo&#8221; e &#8220;Provincialità, rozzezza e ignoranza sia delle elite che, a livello diverso, delle masse&#8221;. Non vorrei che sembrasse fanatismo ateo, ma la colpa a mio avviso è sempre del cattolicesimo. Fenomeni di degradazione sociale si sono verificati in occidente dovunque il cattolicesimo abbia prevalso, e non altrove. Basta vedere la differenza fra America Latina e Stati Uniti-Canada, o fra Europa meriodionale e settentrionale.</p>
]]></content:encoded>
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