Altro che «luogo simbolo»: per fortuna l’Inferno esiste

Il santo Padre ieri l’altro ha parlato in una parrocchia romana dell’Inferno. E qui si potrebbe aprire tutto un capitolo sulle battute umoristiche che con rassegnata monotonia si vanno ripetendo lungo le stantie barzellette pie e blasfeme.

Forse non c’è nulla che susciti più umorismo di ciò che mette veramente paura. Si glissa sull’orrore per immunizzare il terrore. Ed è noto che non c’è nulla di più umoristico – e di tragico – dello sdrammatizzare il dramma. Così un certo terrore di fronte al destino umano diviene ridanciano: ridanciano per coprire il brivido della paura.

Il tema dell’Inferno è tra i più evitati nella predicazione e perfino nella liturgia. Sembra che se ne debba accennare soltanto quando si ha voglia di sganasciarsi dalle risa. Anzi, quando si tocca questo argomento, pare ci si debba preparare a sguaiataggini che suscitano il solletico più che mettere di fronte al proprio destino ultimo.

Macché Inferno. Macché Paradiso. Si tratta di miti, di simboli costruiti per suscitare qualche spavento qualche illusione. E la libertà umana si lascia prendere dalla angoscia che blocca ogni serenità e ogni gioia. Una riga sopra queste favole nere, e uno inizia a divertirsi in una esistenza senza senso.
[...]

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Questo articolo è stato pubblicato martedì, 27 marzo 2007 alle 10:45 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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40 commenti a “Altro che «luogo simbolo»: per fortuna l’Inferno esiste”

  1. Jean Meslier scrive:

    Copincollo un’altra parte dell’articolo:

    Già, una esistenza senza senso. Il fatto è che se non esistesse l’Inferno, non vi sarebbe nemmeno il Paradiso, e tutta la terra sarebbe come una landa desolata e insignificante. Se non esistesse il Paradiso, l’intero universo sarebbe un gioco da ragazzi un po’ incoscienti, poiché non ci sarebbe un fine da raggiungere e una paura da evitare.
    Il bene e il male sarebbero la stessa cosa. Il premio e il castigo sarebbero intercambiabili senza batter ciglio. La vita non avrebbe più significato. La gioia e il pianto si sovrapporrebbero indifferentemente. Qualche teologo affrettato ha sostenuto che non esiste né Inferno né Paradiso come stati di vita e non come luoghi. Ma allora che significato potrebbe avere l’obbedire o trasgredire i comandamenti? Amare od odiare il Signore? E se ci fosse anche un solo beato o un solo dannato, non meriterebbe l’architettura ciclopica del Paradiso e dell’Inferno? E se tutto fosse identico al tutto, che significato avrebbe il premio o il castigo? Castigo. Che poi non è l’ira di Dio che si esprime contro qualcuno, ma la chiusura della libertà che non si lascia raggiungere dall’amore di Dio? E un Inferno e un Paradiso vuoto non potrebbero iniziare a essere occupati da me, da te, per il peccato e per la grazia? Meglio, molto meglio l’Inferno e il Paradiso per raggiungere uno scopo e dare un significato alla vita. Se no, meglio mandare all’aria tutto e dire che nulla ha uno scopo. Ma allora, a che serve un giorno dopo l’altro, senza spararsi un colpo alla tempia.

    Hai ragione, Maggiolini, altro che ridere, voi cattolici integralisti mi fate solo compassione.

  2. Jean Meslier scrive:

    Piu’ precisamente, il talebano in questione e’ il vescovo “emerito” di Como.

    :-)

    ops, chiedo scusa, e’ scappato da ridere…

    mi pento :-(

  3. Damiano scrive:

    Se no, meglio mandare all’aria tutto e dire che nulla ha uno scopo. Ma allora, a che serve un giorno dopo l’altro, senza spararsi un colpo alla tempia.

    Poveracci… costretti a credere alle favole per dare un senso alla vita, e questo discorso dovrebbe dimostrare la superiorità morale del credo religioso?

  4. Lamb of God scrive:

    Secondo me non ci crede nemmeno lui in quanto scrive, le spara talmente grosse da superare le mie visioni più psichedeliche, probabilmente dovrebbe curare la demenza senile anzichè sniffare incenso.

  5. Carlo scrive:

    Da comasco, maggiolini lo conosco bene, qualche anno fa era noto come vescovo leghista e sparava a zero contro gli immigrati e in particolar modo contro gli islamici. Nessuna sorpresa che ora con il pastore tedesco lanciato all’attacco (mordi Razzie!!) si scateni in variopinte dichiarazioni tipo quella riportata.

    Interessante poi la visione della morale come risultato di un sistema di premi/punizioni, mi sembra in completo accordo con la visione pavloviana dell’uomo :)

  6. Babbo Natale non esiste??
    Ma che follia è questa! Chi porterebbe i regali ai bambini buoni e il carbone a quelli cattivi?
    Che senzo avrebbe il bene o il male senza Babbo Natale?
    Tanto vale lasciare i propri figli a sniffare colla e a pestarsi per le strade, tanto non riceverebbero comunque alcun regalo.
    Anzi tanto vale strangolarli subito, tanto che senso avrebbe la loro vita, non avrebbero motivo di essere buoni e ubbidienti e non ci sarebbe modo di mandarli a letto presto la vigilia di natale! :)

  7. Per questi la morale è indissolubilmente legata alla religione ed alla presenza di spiriti che controllano le nostre azioni! L’uomo, prodotto supremo del creato, ci fa proprio una bella figura!

    Ecco, riprendendo il pensiero di Darwin espresso in “L’origine dell’uomo”, come si è arrivati a questo punto

    Da “Dal big bang a dio. Il lungo viaggio della vita”

    “…per avere l’appoggio degli spiriti … poteva essere sufficiente seguire le regole morali del gruppo…. …E la speranza della ricompensa per gli atti compiuti in accordo con la morale della vita divenne il nuovo miraggio in grado di spingere gli individui ad agire contro i propri interessi immediati. Non vi è dubbio che questo strumento fosse destinato ad essere molto più efficiente della coercizione, imposta con l’obbedienza, o dell’egoistico vantaggio offerto dalla reciprocità.
    E’ anche evidente che il trucco che aveva permesso di contrabbandare “il comportarsi bene” come un sacrificio per ingraziarsi gli spiriti, favorì la coesione e quindi la sopravvivenza del gruppo in cui questa idea era nata. Ma se si accetta l’idea che uno spirito ti premi se ti comporti bene, si deve necessariamente accettare anche l’idea che egli ti punisca se ti comporti male. Purtroppo questo attribuisce allo spirito un potere di controllo permanente che si esercita anche in tutti quei momenti nei quali non si ha bisogno di aiuto. Da entità alla quale rivolgersi (con vantaggio) nel momento del bisogno, lo spirito diventa così un “Dio” che controlla in permanenza il comportamento morale. Da prodigo elargitore di favori, lo spirito si trasforma in padrone della esistenza: come l’usuraio a cui ci si è rivolti nel momento del bisogno che diventa in breve proprietario di tutto ciò che si possiede. E’ evidente che i rapporti con un simile “Dio” sono assai diversi da quelli che si intrattengono con uno spirito al quale ci si rivolge occasionalmente. Se egli ti controlla sempre, sempre si dovrà restare nella sua “grazia”. Occorre, perciò, dar luogo ad un cerimoniale nuovo, complesso, soprattutto ricorrente, che deve essere eseguito da uno “specialista”: il sacerdote.”

    Lo spiritualismo e le religioni sono eventi evolutivi che si sovrappongono alla morale che gli animali sociali devono avere già acquisito prima altrimenti non sarebbero sociali!

  8. JSM scrive:

    “Il premio e il castigo sarebbero intercambiabili senza batter ciglio. La vita non avrebbe più significato”
    insomma, i sostenitori della centralità dell’uomo fatto a immagine e somiglianza di dio ritengono che l’uomo stesso sia come un asinello da mandare avanti con bastone e carota…..

    “Il fatto è che se non esistesse l’Inferno, non vi sarebbe nemmeno il Paradiso, e tutta la terra sarebbe come una landa desolata e insignificante”
    questa poi! siccome non esiste l’aldilà, non esiste nemmeno l’aldiquà….

  9. paoloz scrive:

    Sarà una mia impressione, ma credo che sia in corso una sistematica e organizzata attività mediatica con l’obiettivo di togliere alla gran parte della popolazione qualunque capacità di pensare in modo razionale, e quindi per far sì che, ben inquadrati nel pensiero unico dettato dalla Chiesa e dalla TV, e instupiditi dal diluvio di cose insulse, alla fine diverremo tutti obbedienti e pronti ad accettare qualsiasi cosa ci venga propinata, fino ad ottenere un completo controllo anche delle opinioni politiche delle persone.
    Questa attività sfrutta anche la latente predisposizione delle masse popolari a credere a qualsiasi cosa venga propinata con paroloni e patine di pseudoscientificità come astrologia, numeroligia, medicine alternative (vedi omeopatia su cicap.org), paranormale vario, eccetera.
    Perfino in molti servizi di Striscia la notizia, che apparentemente si dà un gran da fare per smascherare imbroglioni e truffatori, si fa un continuo riferimento a (testuale) “falsi maghi”, “falsi veggenti”, “falsi amuleti”, eccetera – instillando così nelle menti degli ascoltatori il pensiero che, se ci sono quelli “falsi”, allora esisteranno pure anche quelli veri!. Ma invece si guardano bene dallo spiegare bene alla gente che queste cose non esistono, punto e basta.
    Invece, le trasmissioni maggiormente ascoltate sono infarcite di paranormale, mistero, pseudoscienze, esperti di numerologia e altre indescrivibili stupidaggini.
    Ho l’impressione che, da quando si sono accorti che queste cose generano facilmente audience, subito i padroni del vapore abbiano ben pensato di approfittarne, per ridurre i cervelli del popolo a spugne capaci di assorbire qualsiasi cosa essi dicano, senza filtri, senza più capacità di ragionarci sopra. E ovviamente, in tutto questo, il continuo ricorre alle fedi e alle religioni è una comoda scorciatoia verso l’irrazionale.

  10. francesco scrive:

    non scherzare troppo col fuoco per l’appunto…sai pascal diceva che nn si sa mai…

  11. Marforio scrive:

    IV. L’inferno

    1033 Non possiamo essere uniti a Dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare Dio se pecchiamo gravemente contro di lui, contro il nostro prossimo o contro noi stessi: « Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna » (1 Gv 3,14-15). Nostro Signore ci avverte che saremo separati da lui se non soccorriamo nei loro gravi bisogni i poveri e i piccoli che sono suoi fratelli. 628 Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l’amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da lui per una nostra libera scelta. Ed è questo stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola « inferno ».

    1034 Gesù parla ripetutamente della « geenna », del « fuoco inestinguibile », 629 che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l’anima che il corpo. 630 Gesù annunzia con parole severe: « Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno [...] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente » (Mt 13,41-42), ed egli pronunzierà la condanna: « Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno! » (Mt 25,41).

    1035 La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, « il fuoco eterno ». 631 La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira.

    1036 Le affermazioni della Sacra Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa riguardanti l’inferno sono un appello alla responsabilità con la quale l’uomo deve usare la propria libertà in vista del proprio destino eterno. Costituiscono nello stesso tempo un pressante appello alla conversione: « Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano! » (Mt 7,13-14).

    « Siccome non conosciamo né il giorno né l’ora, bisogna, come ci avvisa il Signore, che vegliamo assiduamente, affinché, finito l’unico corso della nostra vita terrena, meritiamo con lui di entrare al banchetto nuziale ed essere annoverati tra i beati, né ci si comandi, come a servi cattivi e pigri, di andare al fuoco eterno, nelle tenebre esteriori dove ci sarà pianto e stridore di denti ». 632

    1037 Dio non predestina nessuno ad andare all’inferno; 633 questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine. Nella liturgia eucaristica e nelle preghiere quotidiane dei fedeli, la Chiesa implora la misericordia di Dio, il quale non vuole « che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi » (2 Pt 3,9):

    « Accetta con benevolenza, o Signore, l’offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia: disponi nella tua pace i nostri giorni, salvaci dalla dannazione eterna, e accoglici nel gregge degli eletti ». 634

  12. PREGHIERA IN GENNAIO
    (Fabrizio de André)

    Lascia che sia fiorito
    Signore, il suo sentiero
    quando a te la sua anima
    e al mondo la sua pelle
    dovrà riconsegnare
    quando verrà al tuo cielo
    là dove in pieno giorno
    risplendono le stelle.

    Quando attraverserà
    l’ultimo vecchio ponte
    ai suicidi dirà
    baciandoli alla fronte
    venite in Paradiso
    là dove vado anch’io
    perché non c’è l’inferno
    nel mondo del buon Dio.

    Fate che giunga a Voi
    con le sue ossa stanche
    seguito da migliaia
    di quelle facce bianche
    fate che a voi ritorni
    fra i morti per oltraggio
    che al cielo ed alla terra
    mostrarono il coraggio.

    Signori benpensanti
    spero non vi dispiaccia
    se in cielo, in mezzo ai Santi
    Dio, fra le sue braccia
    soffocherà il singhiozzo
    di quelle labbra smorte
    che all’odio e all’ignoranza
    preferirono la morte.

    Dio di misericordia
    il tuo bel Paradiso
    lo hai fatto soprattutto
    per chi non ha sorriso
    per quelli che han vissuto
    con la coscienza pura
    l’inferno esiste solo
    per chi ne ha paura.

    Meglio di lui nessuno
    mai ti potrà indicare
    gli errori di noi tutti
    che puoi e vuoi salvare.

    Ascolta la sua voce
    che ormai canta nel vento
    Dio di misericordia
    vedrai, sarai contento.
    Dio di misericordia
    vedrai, sarai contento.

  13. Xe|A|pinA scrive:

    ma il purgatorio che fine ha fatto?
    io speravo di finire li … che in paradiso ci si annoia mica poco, sempre pregare pregare pregare pregare e a quanto si dice dovrebbero essere pure in pochi a starci! quindi dopo un paio di secoli conosci gia tutti e ti sembra di abitare in un paesino di 50 abitanti.
    Il mio prete mi ha parlato dell’inferno (a quanto pare pensa che sia il posto adatto per me) descrivendolo con parole realistiche e di grande profondità “l’inferno caro figliolo è fuoco sopra sotto a destra e a sinistra” e tutto sommato non mi dovrei trovare male, quanto meno per la compagnia che certo dovrebbe essere molto abbondante e qualcosa da fare si trova sempre! giusto il clima lascia un po a desiderare ma l’ambiente si puo sempre migliorare con un po di climatizzatori e rilevatori di fumo; e un martini ghiacciato non guasterebbe …
    ma se poi il curato accoglie la mia richiesta di sbattezzarmi rischio di finire nel limbo, anche se recentemente mi risulta sia stato commissariato … sono un po preoccupato :P

  14. Jean Meslier scrive:

    Da comasco, maggiolini lo conosco bene, qualche anno fa era noto come vescovo leghista e sparava a zero contro gli immigrati e in particolar modo contro gli islamici.

    E ci credo, l”Islam è nato diversi secoli dopo il Cristianesimo, e al Cristianesimo ha rubato l’idea dell’inferno e del paradiso, che a sua volta l’aveva rubata all’Ebraismo, che a sua volta…

    Come non incazzarsi con gli islamici, ultimi arrivati che pretendono di spodestare i vecchi cialtroni.

  15. Dio di misericordia

    Appunto! non è questo il Dio che serve alla selezione naturale, serve quello che premia e punisce le azioni finalizzandole al funzionamento della società. I diritti individuali non sono contemplati!

  16. “In me l’ateismo non è né una conseguenza, né tanto meno un fatto nuovo: esiste in me per istinto. Sono troppo curioso, troppo incredulo, troppo insolente per accontentarmi di una risposta così grossolana. Dio è una risposta grossolana, un’indelicatezza verso noi pensatori; anzi, addirittura, non è altro che un grossolano divieto contro di noi: non dovete pensare
    (Friedrich NIETZSCHE (1844-1900), Ecce homo,tr.it. Adelphi, p. 35).

  17. Ely scrive:

    Siccome Dio è infinitamente, non un pochino, ma infinitamente buono e misericordioso e infinita è la sua capacità di perdonare, ci perdonerà tutti, quindi l’inferno non esiste e se esiste è vuoto ;)

  18. civis romanus sum scrive:

    @ marforio

    deus aut vult tollere mala et non potest
    aut potest et non vult
    aut et vult et potest.
    Si vult et non potest , imbecillis est,
    si potest et non vult , invidus.
    si neque vult neque potest , et invidus et imbecillis est .
    si vult et potest , quod solum deo convenit,
    unde ergo sunt mala ?
    Aut cur illa non tollit ?

    Queste le tragiche e bellissime parole di Epicuro , di una logica geometrica e stringente .
    Furono proninciate a cavallo del IV e III secolo prima dell’era volgare .
    Esigono ancora una risposta dai credenti nel dio onnipotente !

  19. civis romanus sum scrive:

    Per chi non leggesse il latino ( marforio ), peraltro leggibilissimo in questo caso :

    dio o vuol togliere il male e non può
    o può e non vuole
    o vuole e può.
    Se vuole e non può è debole,
    se può e non vuole , è ostile ,
    se non vuole e non può , è ostile e debole,
    se vuole e può , e questo solo si addice a dio .
    Da dove proviene il male?
    E perchè dio non lo elimina ?

  20. civis romanus sum scrive:

    Sulla disperazione di ratzinger un bell’articolo di Marco D’eramo :

    http://www.fisicamente.net/portale/modules/news/article.php?storyid=926

  21. dv64 scrive:

    Come al solito il Giornale depista, anzichè ricordare a noi che c’è rischio di finire all’inferno nell’aldilà dovrebbe ricordare al suo proprietario che c’è rischio di finire in galera nell’aldiqua.

  22. civis romanus sum scrive:

    @ dv64

    Com’è vero !! … ma la tattica fascista del giornaletto del nano è proprio questa …

  23. Steve scrive:

    Chissà se i preti pedofili vanno all’inferno o hanno garantito il paradiso dall’assoluzione di un loro collega?

  24. Carlo scrive:

    @ morforio:

    ma sai solo copia/incollare da vatican.va? In questo modo ci dai completamente ragione quando affermiamo che i cattolici non pensano con la loro testa (vd. citazione di Nietzsche di Daniele).

  25. Enrico Greco scrive:

    Stanno tentando di rubarci la ragione con le loro favolette medioevali…
    Mazinga16 sta cercando di distruggere le mete conquistate a partire dall’era dei lumi…

  26. Stefano scrive:

    Sapete come si dice… il paradiso è bello per il clima ma preferisco l’inferno per la compagnia! E se nel paradiso ci sono tutte persone come quelle che stanno ai vertici della chiesa e dell’opus dei, allora questo detto è perfetto!!

  27. civis romanus sum scrive:

    Affermare come fanno i catto-islamici la bontà di un dio che gode a straziare le debolissime sue creature con pene eterne (miris sed veris modis, precisa il lercio sant’Agostino), è la più orrenda delle bestemmie e la più ridicola delle contraddizioni in termini . Ma che può fregare alla godereccia canea spiritualissima a parole e materialista nei fatti?
    Essa conosce a menadito quanto enormemente renda, tradotto in quattrini, sparger con sistematico accanimento il terrore fisico.

  28. anteo scrive:

    ho letto l’articolo di Marco D’Eramo
    ha ragione! B16 è un disperato
    occorre cautela con i disperati: sono contagiosi, occorre un bel sussulto di allegria e magari
    contagiare loro.

  29. A completamento della descrizione del processo evolutivo che ha “inventato” l’inferno ed il paradiso…

    “Dal big bang a Dio. Il lungo viaggio della vita” in http://www.geocities.com/biochimicaditutti

    “Il sacerdote, che rappresenta gli uomini presso Dio, era il personaggio specialmente abilitato a chiedere le grazie. Ma quali erano le grazie che si dovevano richiedere? La vita era dura e ingiusta e le necessità degli uomini erano infinite. Avrebbe potuto Dio esaudire tutte le richieste che gli venivano avanzate? L’esperienza quotidiana insegna che, anche perseverando nell’osservanza scrupolosa della morale, le grazie attese non arrivano ed i bisogni soddisfatti sono pochi. Divenne difficile per ogni individuo continuare a sacrificarsi in mancanza di contropartite concrete. Il modo più efficace per far fronte a queste attese insoddisfatte fu quello di promettere il pagamento del premio, se non in questo mondo, almeno nell’altro che si sarebbe raggiunto dopo la morte. Si sostituì, così, l’attesa della grazia in questa vita con la speranza del paradiso. Si contò su Dio per ottenere quella giustizia che in questa vita non si può avere. In altri termini si accettò di ricevere il premio meritato, non in questa vita ma in quella spirituale che sarebbe venuta. Un uomo che sia convinto di tutto ciò può continuare fino alla morte a osservare il codice morale e a sacrificarsi per il gruppo. Un gruppo costituito di tali individui ha maggiori probabilità di sopravvivere. La presenza, poi, di una gerarchia di emissari di Dio che contribuisce attivamente alla “selezione naturale”, eliminando “i peccatori” cioè coloro che non accettano la morale della vita imposta da Dio, ulteriormente favorisce il fissarsi di questo tratto culturale nella popolazione.
    Il percorso che abbiamo ipotizzato mette in evidenza come molte religioni si siano evolute come strumenti genetico/culturali della morale della vita. Esse, più o meno consciamente, si prefiggono la sopravvivenza del gruppo che le pratica utilizzando la spiritualità individuale come strumento per raggiungere l’obbiettivo materiale collettivo. La religione e Dio svolgono, quindi, una doppia funzione: sono una bandiera che identifica il gruppo (se Dio prevale il gruppo prevale); sono lo strumento che impone e fa accettare agli individui il sacrificio necessario per raggiungere la meta. “

  30. dv64 scrive:

    Che differenza c’è fra una Wanna Marchi & figlia che auguravano disgrazie a chi non seguiva le loro indicazioni per sconfiggere il malocchio ed un papa che prospetta l’inferno a chi non segue le fantasiose direttive di un dio del tutto immaginario, di cui ovviamente è lui il privilegiato portavoce?
    Più ci penso e più non la trovo…

  31. Ely scrive:

    @DV64
    La differenza è che mentre Wanna Marchi viene processata, la Chiesa i processi li conduce contro gli altri :)

  32. dv64 scrive:

    Thanks Ely, mi hai illuminato! ;-)

  33. Marja scrive:

    L’Inferno esiste, ma non è ciò che vuole farci credere Ratzinger.
    L’ Inferno è essere prigionieri della materia ostile. Lo spirito per sua natura è salvo e quando è libero(non necessariamente dalla materia, anche soltanto dalla sofferenza e dai fastidi che questa arreca) non può mai soffrire. L’ Inferno è vivere in un corpo paralizzato, mantenuto da un macchinario, mentre la tua anima vorrebbe andare altrove. L’Inferno era per esempio ciò che stava vivendo Welby. Forse per questo la Chiesa è contraria all’eutanasia, l’Inferno deve essere eterno…
    http://misoprostol.blogspot.com/

  34. DV64:

    Wanna Marchi è una piccola artigiana della fuffa, Ratzinga un grande industriale.

    Wanna ruba tanto a pochi (e solo a quelli che ci cascano), Ratzi poco a tantissimi (anche a quelli che non ci cascano).

    E questo è l’humus in cui affondano le “radici” ;-) di quell’altra differenza fatta osservare da Ely.

  35. civis romanus sum scrive:

    Chiarissimo intervento della Tadolini … tanto di cappello prof .
    Anche per il commento alle tesi di Hauser sulla “grammatica morale universale” ( micromega ).

  36. paolino scrive:

    Scusate se vado un po’ OT, ma secondo me l’idea dell’inferno con le fiamme è venuta a chi ha osservato fenomeni geologici come i vulcani.
    La Genna, invece, era semplicemente una valle, un po’ distante da Gerusalemme, dove gli ebrei erano soliti bruciare i rifiuti. L’inferno sarebbe semplicemente la visione di… un’immondezzaio? :shock:
    Razionalismo innanzitutto. Sempre! ;-)

  37. miro scrive:

    mi congratulo con voi tutti, siete ILLUMINANTI .
    sono ateo e vivo in un mondo cattolico devo tenermi tutto dentro, non posso condividere con nessuno il mio fortissimo odio per le religioni in genere.
    Quindi leggere i vostri commenti mi fa sentire vivo e meno solo,……GRAZIE
    Tra l ‘altro sono commenti molto acculturati (bellissimo quello di EPICURO )grazie ancora
    continuate cosi’.

  38. Il Filosofo Bottiglione scrive:

    Maggiolini dice che senza paradiso ed inferno il bene ed il male sarebbero la stessa cosa, che la vita non avrebbe senso, che non resterebbe che spararsi un colpo.

    i casi sono due: o maggiolini parla così solo per far contento il papa e qualche suo padrone.
    oppure maggiolini è un invasato frenato dal commettere omicidi (o nella migliore delle ipotesi suicidarsi) solo dalle sue deliranti paure: in questo caso speriamo che non si accorga mai che dio non esiste.

  39. Antonio scrive:

    Rispondendo a Epicuro:
    La mancanza di libertà è male. Vietare all’uomo di fare male non significa togliere il male, ma fare male. Dare all’uomo la libertà di fare è bene. L’impossibilità può essere quindi nell’uomo che non sa far fruttare la libertà. La libertà si dona per amore. Talvolta amore non ricambiato.

  40. Ria scrive:

    La religione, quale strutturazione di pensieri, regole, ordini e istituzioni, gerarchie, potere, è la morte dello Spirito. Lo Spirito vive della libertà, la libertà è nella conoscenza, la conoscenza è dentro ognuno, al di là del proprio io. Ma l’io non vuole mettersi da parte e lasciar posto alla Verità. Così l’uomo continua a pensare con il suo piccolo io e ad immaginare la Verità occupandosi solo della conoscenza di ciò che appare. Dio? Sarà meglio nemmeno citarlo, perché non sappiamo nulla di noi stessi, immaginiamo di Lui. :)
    Ciao. Ria