Articolo di Gian Luigi Soldi

Una studio internazionale effettuato dai ricercatori Vani Borooah dell’università dell’Ulster e John Mangan dell’università Queensland ha evidenziato un dato che merita senz’altro una adeguata riflessione: l’Italia è il paese più bigotto del mondo.

Bigotto, nella sua radice etimologica, è fondamentalmente indirizzato “verso soggetti che dimostrano una religiosità eccessiva e puramente esteriore” (De Mauro/Paravia) e non quindi legata da impliciti e/o autentici valori morali.

Qualcosa sostanzialmente di non molto lontano da ciò che potremmo chiamare ipocrisia-ignoranza elevati all’ennesima potenza.

A questo punto mi viene spontaneo evidenziare che questo atteggiamento “esasperato” condiziona senz’altro l’essenza stessa della vita degli italiani, i quali, volenti o nolenti sono calati tutti in una realtà moralmente ricattatoria e che assoggetta senz’altro ogni tipo di comportamento sociale.

Un poco come dire che lo strapotere teocratico in questa nazione è legato direttamente – e forse quasi esclusivamente – a quella massa enorme di persone irrazionalmente inamovibili nella gestione di quel Loro presunto “Pensiero” che forse non è mai stato veramente tale.

La forgiatura di una non coscienza legata a timori di ogni sorta è, in conclusione, la garanzia della continuità nel tempo di qualcosa che a mio avviso per molto ancora non saremo assolutamente in grado di sovvertire.

Lettera pervenuta a ultimissime@uaar.it

Notizia inserita da Nicola Iacovone

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 12 marzo 2007 alle 19:47 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.