Treviso: carne agli alunni in Quaresima, scuola in rivolta

Rispetto massimo per la religione musulmana, ci mancherebbe, con tanto di scrupoli sulla realizzazione del presepe nelle scuole. Per non parlare della mensa scolastica, che prevede un’apposita casella da barrare per evitare di incappare in una fettina di prosciutto o in una costata di maiale. Poi succede, come è successo venerdì scorso, primo venerdì di Quaresima, che alla maggioranza cattolica degli alunni della scuola media di Ponzano Veneto (in provincia di Treviso) venga servito un succulento piatto di spezzatino di manzo con polenta, senza che nessuno abbia fatto un plissé.
Due pesi e due misure, insomma. Perché se ai musulmani viene usata l’accortezza di preparare un menù adeguato con i dettami alimentari del Corano, per i cattolici simili premure non sono neanche ipotizzate. D’accordo, la laicità dovrebbe essere il principio guida delle scuole di Stato, per quanto un crocifisso o un presepe, ormai simboli laici di una tradizione consolidata, non dovrebbero neanche essere presi in considerazione quali possibili oggetti del contendere. Ma se ognuno è libero, ci mancherebbe, di praticare e rispettare i precetti della propria religione, qualsiasi essa sia, forse non sarebbe male ricordare che in Quaresima i cattolici dovrebbero mangiare di magro, ovvero niente carne.

Fonte: ilGiornale.it

Notizia inserita da Barbara M.

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 5 marzo 2007 alle 19:39 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

37 Commenti a “Treviso: carne agli alunni in Quaresima, scuola in rivolta”

  1. Gio scrive:

    Se il crocefisso e il presepe sono simboli laici allora io sono Brad Pitt.

  2. Daniela scrive:

    che spelndido esempio di disinformazione, ce ne propongono sempre tanti

  3. Damiano scrive:

    Che imbecilli, e sono pure miei vicini… sono zone infestate da leghisti. Il prossimo venerdì mi faccio na bistecca alla fiorentina oppure uno stinco di maiale…

  4. Damiano scrive:

    In realtà a casa manginao la bistecca come tutti gli altri giorni, solo che l’occasione era ghiotta per fare un po’ di cagnara…

  5. civis romanus sum scrive:

    E er venerdì santo se magnamo ‘n pretaccio ala brace .

  6. Micky scrive:

    condivido l’analisi di Damiano

  7. Franco Siccardi scrive:

    Ma Il Giornale crede ancora che gli italiani siano cattolici????

  8. cartman666 scrive:

    Vorrei sapere quali cattolici rispettano la quaresima, e poi onestamente sono dalla parte dei gestori delle mense, gia’ che hanno i musulmani che rompono, se devono tenere conto pure degli ormai strasecolarizzati cattolici, preparare un pranzo diventa complicato come fare parole crociate.

  9. Kaworu scrive:

    ma non ho capito dove stia il problema… i genitori hanno protestato, forse?

  10. † Requiem Aeternam Deo † scrive:

    E’ Natale e tutto tace, c’è qualcosa sulla brace, non è il pollo non è il tacchino, porco *** è Gesù bambino. Volevo tenermela per il 25 dicembre, ma data la notizia penso sia il caso di anticipare l’arrosto. [Sono stato appena censurato perché ho scritto porco *** per esteso, voglio che lo sappiate]

  11. † Requiem Aeternam Deo † scrive:

    censori disutili

  12. Johnny Golgotha scrive:

    Chi ha redatto l’articolo, sicuramente, ha dato per scontato che “nella scuola a maggioranza cattolica” non ci fossero alunni atei, che ovviamente, secondo Il Giornale, non hanno il diritto di mangiare carne se i loro compagni credenti ne sono in astinenza per motivi di religione

  13. Damiano scrive:

    GLi atei, o coloro che non sanno che farsene della quaresima, hanno diritto di mangiare solo ciò che è consentito dall’unione dei menù cattolico e musulmano.

    Se conosco le bestie che abitano dalle mie parti staranno finendo di scofanarsi i cotechini prima il caldo li mandi in malora… sono tutti bravi in “teoria”, quando però gli toccano il piatto (sempre che non ci sia un prete nei paraggi, l’immagine prima di ogni altra cosa….)

  14. Enrico Greco scrive:

    Vorrei narrarvi un fatto che mi è capitato proprio il primo venerdì di quaresima per farvi capire quanta gente imbecille c’è ancora in giro:
    ero uscito tranquillamente di casa intenzionato a farmi una pizza. vado in pizzeria e chiedo una pizza col prosciutto crudo. la pizzaiola mi dice: “Ma oggi è il primo venerdì di quaresima! non si mangia carne!” ed io: “a me non interessa, la mangio lo stesso” alla fine mi rispose “mi dispiace ma per oggi la carne non vogliamo neppure toccarla…
    mi sa che non mi rivedranno più…

    P.S.: siete tutti invitati venerdì sera per un barbecue a casa mia..

  15. mstatus scrive:

    Per quanto mi riguarda, il problema non me lo pongo: è una questione che riguarda i credenti, in questo caso cattolici. Per la scuola pubblica di uno stato laico non c’è problema: la scuola non deve adeguarsi alle singole religioni, ma le singole religioni si adeguino alla scuola, e si portino del cibo alternativo consentito da casa (se tenuti all’astinenza o digiuno).

    Faccio un esempio: se uno vuole usare il cilicio lo usi pure su di sé, mica per quello lo Stato deve rederlo obbligatorio per tutti?

    Ho approfondito l’aspetto canonico in questo post: http://mstatus.splinder.com/post/11232505/
    Se a qualcuno può interessare ci faccia un giro

  16. statolaico scrive:

    Il Giornale perde il pelo ma non il vizio! Belpietro poi, con quel mento che si ritrova, mi ricorda uno di quei personaggi de”I Griffin” ed è odioso allo stesso modo.

  17. Enrico Greco scrive:

    In uno stato laico (che abbia quindi pure una scuola laica) dovrebbe essere così, lo stato italiano però tende sempre troppo verso il religioso… rispetto si, ma entro i limiti…

  18. Soqquadro scrive:

    Basterebbe spiegare ai ragazzi musulmani come è fatto un prosciutto e dirgli (a casa) di non ordinarlo. I cattolici che dovrebbero già sapere com’è fatta una bistecca sanno altrettanto ordinare il formaggio (o i bastoncini findus o quello che possono mangiare)

  19. Stefano scrive:

    E da quando in qua i cattolici si lamentano quando gli si da da mangiare, anzi…..

  20. Wirtak scrive:

    Nel proseguo dell’articolo tal Stefano Lecca, membro del comitato mensa della scuola (di cui cmq ammiro la voglia di partecipazione) sostiene di essere stato contattato da diversi genitori (quanti in particolare? e in che percentuale rispetto al totale dei genitori degli iscritti?) sconcertati per la disattenzione dimostrata dalla scuola verso i riti cattolici.
    Prendiamo per buono tutto quanto dichiarato.
    Da quel poco che ho visto non sono tantissimi i genitori che partecipano alle riunioni scolastiche, tantomeno quelli che conoscono il numero telefonico del membro del comitato mensa mensa della scuola.
    Pochi, pochissimi, e per la maggior parte di provenienza cattolica. Perché loro, i cattolici, certi posti li presidiano. Dalla loro presenza capillare nascono le iniziative del tipo “scuola-oratorio-territorio”, doposcuola e quant’altro che sono l’unica offerta extrascolastica nel quartiere.
    Il don che organizza la festa di carnevale, il sabato sera, con tanto di Bob Sinclair e il karaoke sulle canzoni del Liga attorniato da 12/15enni scatenati (facciamoci una bell’esame di coscienza: quanti di noi lo farebbero?)
    Però così loro, i cattolici, si pigliano i finanziamenti che ci sono, e noi atei no. E non sono cifre indifferenti, ci si possono fare belle cose.
    A mio parere manca una presenza atea/agnostica in queste sedi, così come mancano proposte operative da parte nostra. Certo il progetto dell’ora alternativa alla religione cattolica è molto interessante, ma ha bisogno del sostegno di una rete di genitori forte, che vi dedichi tempo e capacità.
    Io sarei interessata a discutere con altri genitori di queste esperienze e delle possibili proposte già attivate sui territori.

  21. Ema scrive:

    ….ma a che so io i ragazzi fin che sono minorenni non sono soggetti a questa regola, secondo il catechismo cattolico….e nn crede ce ne fossero….cmq in caso fanno mejo, è quaresima…digiunano completamente…….e nn rompono i cojoni…così chi nn segue queste idiozie mangia di più……

    …viva le bistecche di Venerdì!!!…a me piacciono al sangue….

  22. Skystorm87 scrive:

    Io propongo sconto per gli affettati e le carni in genere il venerdì!!! Sulle locandine potrebbero scrivere: Prosciutto divino o roba del genere per invogliare le compere

  23. UR scrive:

    Come sempre sono gli atei che devono insegnare ai credenti i precetti della loro religione…
    Leggete qua e scoprirete come il divieto di mangiare carne riguarda solo i fedeli di età compresa tra i 21 e i 60 anni.

    http://www.fisicamente.net/portale/modules/news/article.php?storyid=887

  24. Sergio, Webmaster UAAR scrive:

    Mi sembra una questione di lana caprina. Non credo che nelle scuole ci sia il menu unico. Per esempio qui a Roma so per certo che le scuole hanno il menu di carne (e non mi risulta che – specie alle elementari – si largheggi in carne di maiale ai bambini, almeno io non ricordo di averla mai mangiata prima dei 10-12 anni), quello bianco e quello vegetariano (ci sono anche i figli dei vegetariani), quindi un bravo bimbetto cattolico può anche non mangiare la carne in quaresima anche se intorno a lui si stanno inforchettando la fiorentina. Se l’hanno mangiato vuol dire che piaceva loro e se ne sono – giustamente – fregati della quaresima.

  25. archibald.tuttle scrive:

    @Enrico Greco:
    http://www.uaar.it/news/2007/01/20/pizzaiolo-musulmano-licenzia-per-non-dover-stare-alle-dipendenze-una-donna/

    mi chiedo dove andremo a finire se i musulmani si rifiutano di servire carne di maiale ai non musulmani, i cattolici si rifiutano di servire carne ai non cattolici il venerdi di quaresima ecc ecc ecc….

  26. Damiano scrive:

    Mi sembra una questione di lana caprina. Non credo che nelle scuole ci sia il menu unico

    ..primo, secondo i menù scolastici sono programmati con largo anticipo (lo so con certezza perchè mia madre lavorava nel settore) quindi non mi vengano a dire che non sapevano nulla, evidentemente qualche furbacchione ha aspettato al varco sfregandosi le mani nell’attesa dell’agguato.
    Se vi fosse stata una esplicita richiesta da parte dei genitori affinchè la mensa preparasse un menù alternativo la mensa lo avrebbe fatto esattamente come lo fa per i musulmani, evidentemente questa richiesta non c’è stata e questo porta a due possibili conclusioni:

    - La prassi del mangiare di magro è ormai in disuso anche tra i cattolici tanto che si dimenticano di fare richieste esplicite alle mense

    - I genitori cattolici, con l’arroganza che li contraddistingue, hanno la pretetsa che sia la scuola (pubblica!!) a dare per scontate le prassi gastronomiche cattoliche.

    Ovviamente in questa cosa ci vedo solo malafede, il fatto stesso che si siano rivolti al Giornale la dice lunga…probabilmente questo Lecca era uno dei furbacchioni in agguato, dopotutto come membro del comitato mensa sapeva con largo anticipo che venerdì sarebbe stato servito in normale menu di tutti i giorni.

  27. Carlo scrive:

    Lo spezzatino con la polenta, che bonta’! E si stanno anche a lamentare, mi ricordo ancora oggi certi orrendi pasti alla scuola materna. Vuol proprio dire gonfiare polemiche inutili.

  28. raphael scrive:

    Se si andrà al multiconfessionalismo bisognerà scardinare il sistema dall’interno e pretendere che si rispetti la nostra peculiarità come quella degli altri….
    Insomma scassare le palle su ogni cosa per andare in tilt: le nostre campane, le nostre processioni, i nostri cibi, le nostre letture sui testi di scuola ecc ecc

  29. raphael scrive:

    per quanto un crocifisso o un presepe, ormai simboli laici di una tradizione consolidata, non dovrebbero neanche essere presi in considerazione

    ai cattolici: il fatto che mi abbiate imposto tutto il possibile non fa di me un cattolico; il fatto che abbiate estorto con la forza ai miei avi la loro conversione non ha fatto di loro dei cattolici. Si tratta di vostre tradizioni, consolidate da voi e non dagli altri

  30. Francesca scrive:

    Concordo con chi dice (Sergio e Damiano) che la questione sembra un pò montata.
    Le mense scolastiche offrono di solito possibilità di scelta tra più alternative. Se poi i bambini non sono in grado di resistere alla tentazione, i genitori li porteranno la domenica a confessarsi.

  31. Paolo C scrive:

    Ora, io vorrei sapere quali capacita’ bisogna avere per fare il giornalista presso il Giornale.
    Sicuramente non quella di essere informati sugli argomenti di cui si scrive.
    Altrimenti l’autore di questo articolo saprebbe che il digiuno riguarda i maggiorenni e l’astinenza i maggiori di 14 anni.

  32. Chiara P. scrive:

    @Enrico Greco
    E’ successo anche a me un episodio simile.
    Questa volta era il venerdì santo. Ero fuori a pranzo con il mio ragazzo e, quando è stato il momento di ordinare lui ha chiesto una bracciola ai ferri. Il cameriere è rimasto impietrito e l’ha guardato con gli occhi fuori dalle orbite.
    Dato che non volevamo fare polemiche (ma soprattutto avevamo il sospetto che ci avrebbero sputato nel piatto) alla fine si è rassegnato a ordinare altro…

  33. Damiano scrive:

    @Chiara:

    Sono i casi come questo che fanno uscire il “bastardo” che è in me!!

  34. Enrico Greco scrive:

    @Chiara
    Io sinceramente sarei andato via anche perchè il sospetto che abbiano sputato nel piatto rimane lo stesso…

  35. civis romanus sum scrive:

    Enrico vengo al barbecue solamente se lo fai venerdì santo e se fai rosolare allo spiedo un pretino … di quelli teneri e dolci .

  36. Gérard scrive:

    Quaresima ! Dovrebbe essere vietato nelle mense della cattolicissima Italia servire ai bambini delle scuole il primo giorno di questo periodo di astinenza carne ma invece gamberoni allo sguazzo e orate alla catalana . Cosi da veri bambini cristiani imparebbero a fare penitenza e capire la fame nel mondo !!

  37. Enrico Greco scrive:

    @civis romanus sum

    Per il venerdì santo non ci sono problemi, per il pretino devo chiedere al mio macellaio di fiducia, ti faccio sapere :D