È vita umana? Ai posteri l’ardua sentenza

Dalla lettera di alcuni studenti di Comunione e Liberazione a Elena Cattaneo.

C’è qualcosa che sta più in profondità di qualsiasi brevettabilità futura, che è più originale di qualunque possibile applicazione, pur importante che sia: è l’oggetto del nostro studio, che detta sempre il metodo al nostro lavoro. Per questo siamo usciti molto preoccupati, forse anche un po’ sconcertati, dal convegno pubblico che lei ha organizzato nella nostra Facoltà. È possibile fare ricerca, senza porsi la domanda principale: che cosa ho di fronte? Nella fattispecie: che cosa è l’embrione? È vita umana?

Inutile che i sostenitori di questa iniziativa (nonché gli stessi firmatari) si ostinino a dire che domandare è lecito, che questa missiva è un buon esempio di espressione democratica, che i fanciulli sono alla ricerca di un dialogo. Certo che domandare è lecito e certo che è possibile: sarebbe tuttavia augurabile non inciampare in goffe dichiarazioni (seppure seguite dal punto di domanda). Se si vuole essere presi sul serio bisogna formulare correttamente le domande. Passi la frase iniziale, in cui serve un fine esegeta per capire che secondo loro esiste qualcosa di profondo e originale che si pone come ostacolo e brevetti e a applicazioni (il sacro come muro contro la tecnologia e la sua arroganza). Ma la domanda centrale è del tutto fuori bersaglio. Avranno mai letto qualche cosa di diverso dalle dichiarazioni di Scienza & Vita? Perché saprebbero che la questione non è questa. Perché la risposta alla suddetta domanda non è affatto controversa: l’embrione umano (andrebbe messo qui l’aggettivo umano) è umano, banale no? Appartiene alla specie umana, sfido io qualcuno che abbia un po’ di sale in zucca e dire il contrario. Che cosa avrebbero dovuto domandare allora i nostri ciellini? Se questo embrione umano che è vita umana è anche qualche altra cosa: ovvero una persona. Suggeriamo pertanto di riformulare la domanda. (La mia risposta dovrebbe essere immaginabile, ma sono disponibile a ripeterla e a offrire argomenti a sostegno).

L’intervento di Chiara Lalli è stato pubblicato sul blog Bioetica 

Notizia inserita da Raffaele Carcano

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Questo articolo è stato pubblicato sabato, 3 marzo 2007 alle 15:36 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.