Catania: ultrà, guerriglieri e devoti

Lui c’era, lui c’è. Allo stadio e al Duomo. “Sono devoto”. Lui ha fede: nel Catania, anzi nella curva nord, e in Sant’Agata, patrona della città. Calcio e chiesa, una religione che non si discute. Se tifi quando c’è da combattere ti fai avanti. Via il passamontagna, avanti con il sacco, l’abito tradizionale di chi tira il fercolo. Lui oggi va in processione, porterà i ceri, farà penitenza. Onora la tua squadra e la sua santa. Doppio ultrà. Pazienza per la puzza di morte e di lacrimogeni. Per una celebrazione ormai decapitata e un po’ assurda: sì alle bancarelle con lo zucchero filato, no ai fuochi d’artificio. Si tradisce la vita e poi ci si batte il petto. La città ci tiene alla sua messa: “Non è giusto privarci della nostra festa”. Già, Sant’Agata. Occhi azzurri, volto non molto beato. Insidiata, imprigionata, torturata. Si ribellò al governatore romano Quinziano, che le fece tagliare i seni. Come scrisse Giovanni Verga: “Il gran veglione di cui tutta la città è teatro”. [...] Sei un giovane ultrà? “Sarò pure giovane, ma io curva nord ci vado da 12 anni. La squadra è tutto, ma Sant’Agata è ancora di più, chi viene da fuori non può capire. Io se vado in America per la festa della nostra santa tornerò sempre. Io stamattina mi sveglierò alle cinque, perché non voglio perdere la messa dell’Aurora e quando portano fuori Sant’Agata sarò lì a tirare il cordone lungo 120 metri. Faccio vedere?”. Cosa? “Il tatuaggio sulla gamba: Nofaquie. Significa: non offendere la patria di Agata in quanto essa è vendicatrice delle offese ricevute. La frase è scritta sull’abside del Duomo. Io stanotte mica torno a casa. Sto fuori per la santa. Sono devoto”. [...] Il cappellino nero sul saio bianco. Tutti peccatori, tutti redenti. Sant’Agata prega per noi. Per questa città che festeggia e seppellisce, che fa prendere aria ai santi e la toglie ai vivi.

Il testo integrale dell’articolo di Emanuela Audisio è stato pubblicato sul sito di Repubblica

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Questo articolo è stato pubblicato domenica, 4 febbraio 2007 alle 16:36 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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13 commenti a “Catania: ultrà, guerriglieri e devoti”

  1. giulio scrive:

    garibaldi cosa ai fatto…

  2. emel scrive:

    …per la serie i giovani devoti di oggi.

    :) :(

  3. Kaworu scrive:

    ribadisco: ma come si può non provare schifo di fronte a certe cose?

    del resto anche pinochet era un cattolico devoto…

  4. ettore alfieri scrive:

    giulio scrive:
    4 Febbraio 2007 alle 16:49
    garibaldi cosa ai fatto…

    Cosa ha fatto Garibaldi?

    Giulio hai omesso un’acca.

  5. davide scrive:

    tanto per dire quanto la loro ipocrisia sia enorme e quanto sia falsa la religione delle processioni e dei riti mi viene in mente quando nel vangelo di Matteo si dice:”Se quando presenti la tua offerta ti ricordi che un tuo fratello ha qualcosa contro di te, abbandona l’offerta e và prima a riconciliarti con lui poi torna e ripresenta la tua offerta. Ti assicuro che non ne sarai uscito finchè non avrai pagato fino all’ultimo centesimo”. Del resto anche Nietzsche affermava di come ci sia stato un solo cristiano morto 2000 anni fa. Riguardo allo schifo (dire schifo è molto riducente) concordo con Kaworu

  6. statolaico scrive:

    Io spero che il governo metta davvero in atto un piano in grado di regolare una volta per tutte questi ambienti pseudo-calcistici da un lato, quindi, intensificando i controlli e gli accessi ai campi di calcio e vigilando severamente affinchè le norme (che pare ci siano), vengano rispettate ma dall’altro capendo che non si puo’ più prescindere da un costante monitoraggio da parte delle forze dell’ordine delle varie tifoserie organizzate (alcune delle quali sono dei veri e propri covi di delinquenti). Mi sento anche di aggiungere, in relazione all’articolo, che la festa del patrono non c’entra un tubo e neanche la chiesa o la religione: questi sono solo balordi violenti. Lui probabilmente si, c’era, col suo abito tradizionale. Ma ci sarebbe stato comunque anche se ci fossero state le giostre. E domani sarà in coda all’ufficio postale o al bar. Spero che lo prendano presto. Bastardo.

  7. steno.z scrive:

    ……….e poi sui Tg ci fanno vedere reportage da chissà quale luogo mediorientale con fanatici religiosi dell’Islam poveracci e sbraitanti che sparano fucilate a caso in mezzo a strade circondate da fatiscenti baraccopoli come se fossero distanti da noi anni luce,
    ma guardiamo in casa nostra!
    Con che occhi pensate che il mondo ci possa guardare ? vabbè se alla maggior parte va bene così……..comunque io mi vergogno d’essere Italiano, con l’aggravante d’essere cittadino di un paese SCHIFOSAMENTE religioso ed ipocrita
    Signori il mix POLITICO-MAFIOSO-RELIGIOSO ha in pugno il ns.destino da anni e la colpa è nostra, siamo fatti così…….chi più chi meno quando arriva ad avere un minimo di potere è coinvolto o si fa coinvolgere dal sistema e pensa al suo conto in banca, punto e basta, non c’è un cazzo da fare! Figuriamoci se qualcuno si possa effettivamente sbattere per risolvere il problema del “violenza nel calcio”, signori il problema non è il calcio, lo sport è solo un sistema per dar modo alla massa di sfogare le proprie frustrazioni, una vera e propria valvola di sfogo, che tutto sommato da effettivamente la possibilità di tenere isolati e sotto controllo gli eccessi della plebe, se non ci fosse il calcio ci sarebbe il basket, la pallavolo, il rugby ecc.ecc. rassegnamoci il campionato starà fermo 1,2, 3 giornate ? ma che bello, che bello che bello, è il solito “contentino” per tener buona l’opinione pubblica e poi ? tra 1 mese ce ne saremo tutti dimenticati, “the show must go on ” e così sia !

  8. Il calcio è rimasta l’unica vera religione ufficiale d’Italia. E come tale ha i suoi riti, le sue guerre di religione e i suoi morti. La laica Inghilterra ha risolto il problema emarginando i facinorosi. In Italia i pasdaràn li mandiamo al Parlamento, non ci stupiamo poi se i loro emuli li troviamo nelle curve degli stadi.

  9. franz scrive:

    bravo steno.z. ANCH IO MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO!!!!!!!!!!

  10. # Sergio, Webmaster UAAR scrive: Il calcio è rimasta l’unica vera religione ufficiale d’Italia. E come tale ha i suoi riti, le sue guerre di religione e i suoi morti. La laica Inghilterra ha risolto il problema emarginando i facinorosi. In Italia i pasdaràn li mandiamo al Parlamento, non ci stupiamo poi se i loro emuli li troviamo nelle curve degli stadi.
    ———

    Tra religione e calcio io vedo una grande similitudine. Sia nell’una che nell’altro le tifoserie si azzuffano tra loro fregandosene di cosa avviene “in campo”. Insomma la partita al pari della dottrina religiosa non ha molta importanza. L’unica cosa importante è il tifo (la fede).

    I cattolici farebbero meglio a dire “Io tifo per la Chiesa Cattolica”. Sarebbe più onesto.

  11. I cattolici farebbero meglio a dire “Io tifo per la Chiesa Cattolica”. Sarebbe più onesto.

    Sottoscrivo.

  12. Carlo scrive:

    Orrore!! Ma questa gentaglia quando la mandiamo a cavare sale? O magari zolfo essendo in Sicilia?? Poi per la festa del patrono possono anche tornare se vogliono. In questi momenti mi vergogno di essere italiano…

  13. Devoto scrive:

    Che Sant’Agata li fulmini tutti ipocriti e bestie!