Coppie di fatto, ecco la bozza del ddl

In attesa del ddl del governo che la mozione approvata oggi contribuisce a determinare, si conoscono già le linee guida della bozza sulla quale stanno lavorando i ministri Barbara Pollastrini e Rosy Bindi. Saranno 15 articoli, mentre ancora non si conosce il nome del documento. Ma il nodo del confronto non è sul titolo. Piuttosto la disputa è sulla durata che deve avere la convivenza per essere considerata “stabile” e garantire così ai “conviventi” diritti e doveri reciproci: 15 anni per l’ala cattolica; 5 invece per il fronte laico e la sinistra.

Conviventi. La legge disciplina i rapporti tra “due persone, anche dello stesso sesso, legate da reciproci vincoli affettivi e che convivono stabilmente”.

Dichiarazione anagrafica. Per avvalersi di diritti e doveri indicati dalla legge i ‘conviventi’ devono presentare una dichiarazione congiunta all’anagrafe del Comune dove hanno la residenza. La dichiarazione è annotata nella scheda anagrafica. Da quel momento decorrono gli effetti della legge. Stessa dichiarazione si presenta all’anagrafe se la convivenza cessa.

Doveri. I conviventi sono tenuti a prestarsi “reciproca assistenza e solidarietà materiale e morale nel rispetto dei principi di eguaglianza e pari dignità”. Nullità della dichiarazione. E’ nulla la dichiarazione di convivenza se è resa da persone sposate; vincolate da un’altra dichiarazione di convivenza; con condanne (o rinvio a giudizio) per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra o sulla persona con la quale l’altra era ‘convivente’; legate da rapporti di lavoro che obblighino ad abitare insieme, da vincoli di parentela o affinità, di adozione o affiliazione.

Sanzioni. La falsa dichiarazione di convivenza è punita con la reclusione da 1 a 3 anni e la multa da 3000 a 10.000 euro.

Assistenza. In caso di malattia o ricovero del convivente, l’altro ha il diritto di visitarlo ed accudirlo secondo le regole di organizzazione degli ospedali o delle cliniche private.

Decisioni su salute e morte. Ciascun convivente può designare l’altro come suo rappresentante, in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e volere, per le decisioni in materia di salute; e, in caso di morte, per la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e i funerali.

Permesso di soggiorno. La legge regola, sulla base della normativa comunitaria, la concessione del permesso di soggiorno allo straniero convivente con un cittadino comunitario.

Alloggi pubblici. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tengono conto delle convivenze per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare o residenziale pubblica.

Affitto. In caso di risoluzione anticipata del contratto di affitto della comune residenza da parte del convivente locatario, l’altro può succedergli nel contratto, purchè la convivenza duri da almeno 3 anni o, se ci sono figli comuni, da almeno un anno.

Sede di lavoro. La bozza del ddl fa un rinvio a legge e contratti collettivi di lavoro per regolare i trasferimenti e le assegnazioni di sede dei conviventi dipendenti pubblici e privati per mantenere la comune residenza. La condizione è che siano trascorsi almeno 5 anni (ma altri propongono 3) dall’inizio della convivenza.

Pensioni di reversibilità. Il testo provvisorio rinvia al riordino della previdenza per disciplinare limiti e modalità dell’estensione dei relativi trattamenti al convivente da almeno “15 anni”. Ma anche qui laici e sinistra vorrebbero 5.

Diritti di successione. Sono ancora due le tesi che si confrontano. Da un lato si propone che quando i beni ereditari di un convivente vengono devoluti all’altro, l’aliquota fiscale sia il 5% del valore complessivo oltre 100.000 euro. Dall’altra si vorrebbe che, dopo 10 anni di convivenza, il convivente concorra alla successione legittima dell’altro.

Successione. Il convivente ha diritto alla metà dell’eredità se alla successione concorre un solo figlio e ad un terzo se concorrono due o più figli. Se non ci sono figli (nati nel matrimonio o fuori), ascendenti, fratelli o sorelle, al convivente si devolve l’intera l’eredità.

Alimenti. E’ previsto se la convivenza dura da almeno 5 anni, “con precedenza sugli altri obbligati”, per un periodo stabilito “in proporzione alla durata della convivenza”.

Dal sito Repubblica.it

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 1 febbraio 2007 alle 16:37 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.