Scuola: i conti non tornano

Vi prego di leggere attentamente questo dettagliato articolo di Reginaldo Palermo sul nuovo regime fiscale previsto da Fioroni per le scuole. Pare che il provvedimento sia ormai legge: i privati potranno effettuare donazioni in favore delle scuole, considerate alla pari di Fondazioni. Tali enti donatori avranno in cambio sgravi fiscali; e qui viene il bello: il costo che deriva da tali sgravi sarà pagato con la riduzione degli stanziamenti per le scuole statali stesse! Diversa è la situazione per le scuole paritarie (come sappiamo per lo più cattoliche), i cui fondi non saranno toccati… Infatti scrive Palermo: [...] una parte della retta pagata dalle famiglie potrà essere infatti trasformata in donazione; su questa “fetta” le famiglie otterranno un beneficio fiscale che lo Stato pagherà riducendo gli stanziamenti alle scuole statali. Ci auguriamo che qualcosa, nel nostro ragionamento, sia sbagliato, perché se così fosse davvero, ci sarebbe da dire che i conti non tornano. Speriamo che il fondo perequativo scongiuri questo effetto paradossale. Per ora ci limitiamo a constatare come Reginaldo Palermo che i conti non tornano. La trasformazione di scuole in Fondazioni è discutibile non solo per l’inevitabile intromissione dei donatori privati nelle scelte d’Istituto, ma anche per l’effetto boomerang sul bilancio economico delle scuole stesse.

L’intervento di Teresa Celestino è stato pubblicato sul blog “A scuola di bugie”

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 29 gennaio 2007 alle 15:35 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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2 commenti a “Scuola: i conti non tornano”

  1. L’articolo 33 della Costituzione dice “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.”.
    Va bene che la norma si interpreta, ma a me pare che la trasformazione delle scuole in fondazioni vada contro questo articolo.

  2. zumpappa scrive:

    Giusto: chiudano questa scuola statale che ormai sta solo rovinando. Tutto per colpa degli insegnanti che si sono inchinati alla politica e ai suoi interessi. Chiudiamo la baracca, non “equipariamole qualcosa”. Chiudiamola proprio.