Torino, assessore salvo, ma sotto tutela

«Da quando ho questa delega ho esaminato nove casi di minorenni intenzionate ad abortire. Per uno di questi mi ero convinto ad esprimere l’assenso, ma poi non si è rivelato necessario». Sono le 18,20 di ieri quando l’assessore ai Servizi sociali Marco Borgione rivela alle commissioni Sanità e Pari Opportunità riunite per discutere della sua presunta «obiezione di coscienza» che, anche nei fatti, «non si è mai comportato in maniera pregiudizialmente ostile nei confronti delle minorenni intenzionate ad interrompere la gravidanza». Parlerà per mezz’ora, anche se le conclusioni concordate con i capigruppo di maggioranza e il sindaco Chiamparino, in un vertice convocato poco prima, arriveranno soltanto a fine commissione. La sintesi è che Borgione resterà in giunta (anche se, realisticamente, neanche l’opposizione aveva mai immaginato di vederlo uscire), ma per quanto riguarda la delega sulla tutela dei minori ammette che «si dovrà rivedere la formula». Come anticipato già lunedì dal sindaco Chiamparino il nuovo assetto di chi deciderà sul destino delle minorenni straniere incinte sarà concordato insieme con il giudice. Magari si creerà un pool di tecnici oppure si adotteranno le procedure di Roma o Genova dove comunque non c’è un politico lasciato solo a decidere. [...]

Il testo integrale dell’articolo di Emanuela Minucci è stato pubblicato sul sito della Stampa

Notizia inserita da Raffaele Carcano

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 13 dicembre 2006 alle 17:44 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.