Serra contro Trujillo: ‘Il Vaticano è ormai un’autorità locale’

Nel corso di una lunga intervista al vaticanista del “Corriere”, nella quale ribadisce tutto il ribadibile, il cardinale Trujillo tiene a precisare di essere «il responsabile dei problemi della famiglia in tutto il mondo». Sinceramente: ce ne eravamo dimenticati, parendoci il Vaticano, ormai, una tipica autorità locale, una specie di authority etica, con sede a Roma, che si occupa delle leggi italiane. Naturalmente, noi capiamo bene che per il cardinale Trujillo questa specializzazione nazionale costituisce un ripiegamento. Se si occupa ogni minuto secondo di noi, e dibatte su ogni singolo codicillo delle nostre leggine locali, è solo perché in qualunque altro paese le sue opinioni (qui salutate da titoloni sui giornali) sono considerate una tra le tante curiosità dello scibile umano: comunque ininfluenti ai fini della vita legislativa e politica. Per solidarietà con Trujillo, e soprattutto con noi stessi, ci permettiamo però di suggerirgli di non demordere. Non sta bene che un’autorità planetaria si concentri solo su una così trascurabile Nazione, che sul mappamondo, fateci caso, è grande appena come una mosca su un cocomero. È giusto che Trujillo faccia presente il corretto assetto familiare anche all’estero. Per noi sarà una vacanza, e probabilmente anche per lui.

L’intervento di Michele Serra è stato pubblicato oggi su Repubblica

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Questo articolo è stato pubblicato martedì, 12 dicembre 2006 alle 22:35 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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3 commenti a “Serra contro Trujillo: ‘Il Vaticano è ormai un’autorità locale’”

  1. Umberto scrive:

    Peccato, cardinale trujillo che al di fuori che in Italia e forse in polonia nel resto del mondo civile te e il tuo degno capo b16 manco vi cagano.

  2. I gay pagano per farsi insultare, non di propria volontà ovviamente. Lo Stato italiano usa anche i soldi dei gay per sovvenzionare la Chiesa. Occorrerebbe da parte dei gay una seria azione di disobbedienza civile.

  3. marco musy scrive:

    Hai ragione. In fondo se non ricevi diritti dallo stato civile perche’ dovresti pargarne le tasse?