Il registro di Padova scatena l’Osservatore Romano

Una decisione presa per favorire la famiglia alternativa, ovvero quella omosessuale. L’iscrizione delle coppie di fatto nell’anagrafe del comune di Padova rappresenta una “iniziativa inaccettabile che mira in realtà all’accreditamento culturale di queste forme di convivenza”. Lo scrive l’Osservatore Romano, per il quale si tratta di una linea non coerente con le leggi vigenti. “Delle due, l’una – spiega la nota vaticana – queste operazioni o si fanno per gestire questioni legate a presunti diritti dei cittadini, ed allora si torna a parlare in sostanza di Pacs, o servono come segnali di altrettanto presunti e censurabili cambiamenti del costume”. Colpa di un “consigliere comunale presidente della locale Arcigay” (Alessandro Zan, ndr), continua l’Osservatore, aggiungendo che “è stucchevole che si presentino queste iniziative come risposte ad una società caratterizzata da convivenze eterosessuali quando i promotori di queste iniziative sono quasi sempre i rappresentanti piuttosto delle esigenze delle coppie omosessuali. E’ di questo ultimo fenomeno – conclude la nota – che in verità si parla, di questo i politici stanno parlando dietro l’ipocrisia delle loro sottigliezze dialettiche”. [...]

Fonte: Repubblica.it

Notizia inserita da Raffaele Carcano

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 6 dicembre 2006 alle 17:47 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.