Stupidario eutanasia

Anonimo (Testamento biologico battistrada dell’eutanasia, la Padania, 29 novembre 2006):

Chi può stabilire, in un caso concreto, se una determinata e particolare cura costituisca accanimento terapeutico e non estremo tentativo di salvataggio? Non certo il paziente. E nemmeno il giudice. Ma il decorso del malato. Se sopravvive, non è stato accanimento terapeutico. Se muore, lo è stato. In ogni caso, la decisione spetta al medico e non può essere presa da nessun altro.
[…]
Questo liberalismo individualista [la vita è solo mia] non tiene alcun conto del bene comune, in base al quale io mi appartengo solo nella misura in cui la mia sparizione non pregiudichi altri. Chi si sottrae al dovere di vivere (che non è solo un diritto) è paragonabile a colui che abbandona il tetto coniugale o non ottempera all’obbligo del mantenimento.
[…]
Mentre gli esperti litigano al suo capezzale, il paziente muore. Ma forse è proprio questo che i teorici del sovraffollamento vanno cercando.

Il post di Chiara Lalli è stato postato sul blog Bioetica

Notizia inserita da Raffaele Carcano

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 30 novembre 2006 alle 17:18 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.