Gli anglicani aprono all’eutanasia

La pietà cristiana contempla – in alcuni casi – l’eutanasia. Lo dice la Chiesa anglicana, che per la prima volta si apre alla possibilità dell’eutanasia passiva se si tratta di neonati con gravissimi e irrimediabili handicap. E spiega che è possibile che “ci siano situazioni in cui per un cristiano la compassione debba prevalere sul principio secondo cui la vita va preservata a tutti i costi”. La questione è diventata di nuovo di scottante attualità in Gran Bretagna una settimana fa, quando una prestigiosa associazione di ginecologi e ostetrici britannici – il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists – ha proposto l’eutanasia (in qualche caso persino attiva) per i bambini che vengano alla luce con devastanti invalidità e che siano quindi condannati ad una vita vegetativa e spesso di grande sofferenza. [...] Poi, a sorpresa un vescovo anglicano di spicco, il reverendo Tom Butler, a capo della diocesi di Southwark, ha fatto sue parecchie delle preoccupazioni e delle raccomandazioni del Royal College, che da più parti è stato accusato di avere una visione nazistoide della vita e di voler sopprimere i portatori di handicap. In una lettera a una commissione indipendente di bioetica che deve pronunciarsi su questa delicatissima e controversa materia e formulare nuove direttive per i medici (il ‘Nuffield Council on Bioethics’), l’alto prelato afferma che “in alcune circostanze può essere giusto fermare o togliere una cura, sapendo che è possibile, probabile o anche certo che ciò provocherà la morte”.Il vescovo formula quest’approccio non a titolo personale, ma a nome della chiesa anglicana. [...]

La notizia completa è raggiungibile sul sito di Repubblica

Notizia inserita da Barbara

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Questo articolo è stato pubblicato domenica, 12 novembre 2006 alle 20:13 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.