Il razionalismo di Ratzinger

Il razionalismo di Ratzinger si riduce in soldoni a questo: «la mia particolare volontà di potenza non è come le altre volontà di potenza perchè coincide con la ragione assoluta in cui dio consiste». E la dimostrazione di questo? Non la potrà mai dare, ovviamente. Si tratta in realtà di credergli per fede. Come gli obietta da sempre Severino che ripete la semplice domanda: «L’identificazione tra fede e ragione è *atto di fede* o *atto di ragione?* Se è atto di ragione deve essere dimostrato per via di ragione… Altrimenti è fede, arbitraria come tutte le fedi, e basta». La volontà di potenza di Ratzinger non è limitata da alcuna ragione esterna alla sua volontà perchè la ragione è per lui tutt’uno con la sua volontà, identificata con quella di dio… Qualsiasi ragione che gli desse torto sarebbe definita *non corretta*, *in errore* a priori… Quindi la sua volontà non accetta alcun vincolo dato nè dalla pretesa ragione universale (che non sia da lui stesso definita e decisa) nè dalle concrete ragioni degli altri. In Ratzinger abbiamo il manifestarsi del peggior tipo di dogmatismo razionalistico, quello che non si riconosce più come una volontà di potenza particolare, come una volontà tra le altre. E questo è il tratto tipico di tutti i totalitarismi, compreso quello islamico e compreso quello cristiano. Non c’è pericolo islamico che mi impedisca di vedere questo o che mi induca a simpatizzare per questo. Qui c’è una volontà potenzialmente altrettanto fanatica e totalitaria di quella islamica che denunciamo tutti i giorni.

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Notizia inserita da Raffaele Carcano

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Questo articolo è stato pubblicato martedì, 26 settembre 2006 alle 17:28 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.