Non si gioca a dadi con la fede

[...] Mentre indagini e inchieste di ogni tipo ci fanno sapere che gli italiani (ma non solo loro) sono sempre più divorati dalla febbre del gioco (va tutto bene: dal superenalotto al gratta e vinci, dalle scommesse alle slot machine, fino alle semitruffe via internet), le Edizioni Dehoniane di Bologna mandano in libreria un’opera intitolata Il gioco dei dadi (pagg. 148, euro 15), con la quale l’autore – forse un vescovo africano della seconda metà del III secolo, a lungo erroneamente identificato col celebre apologeta cartaginese Cipriano – condanna in modo chiaro e inequivocabile il gioco d’azzardo. [...] Dall’insistenza con la quale l’autore richiama le gravi responsabilità dei vescovi riguardo al problema trattato, qualcuno ha dedotto che egli abbia di mira anche qualche prelato caduto preda del demone del gioco. [...] Trascorrere il proprio tempo al tavolo ove si gettano i dadi viene considerato un peccato gravissimo, un gesto di autentica ingratitudine nei confronti di Dio,indegno di un buon cristiano. Il gioco d’azzardo è visto come un frutto perverso dell’azione ingannatrice del diavolo che attraverso di esso spinge gli uomini verso l’idolatria [...]

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Notizia inserita da Barbara

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 25 settembre 2006 alle 9:03 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.