Gerusalemme, italiano ucciso, forse per una birra

“Un ragazzo solare, di pace, impegnato nel sociale e studioso”. Angelo Frammartino, il volontario 24enne ucciso ieri a coltellate a Gerusalemme da un palestinese, viene descritto così da chi lo conosceva a Monterotondo, il suo paese di origine. E non a torto: “Bisogna imparare ad amare daccapo, a tornare ad amare, ogni giorno”, è infatti la conclusione dell’ultima e-mail che Angelo ha inviato al circolo di Rifondazione comunista di Monterotondo, in cui era responsabile del settore giovanile. La notizia della sua morte si è diffusa ieri sera: Angelo, che era partito per il campo il primo di agosto, sarebbe tornato a casa domenica con gli altri quindici ragazzi. Oggi pomeriggio, i giovani volontari suoi amici, ripartiranno per Roma senza di lui. “I ragazzi sono piuttosto scioccati” ha detto il responsabile del gruppo Sergio Bassoli. […] Ora le quattro ragazze che ieri sera passeggiavano con lui lungo le mura della Città Vecchia di Gerusalemme provano a ricostruire la scena. “C’erano poche persone, qualche vecchietto, non abbiamo avuto l’impressione che ci seguisse nessuno – ricordano – non ci siamo accorte di nulla prima, abbiamo visto spuntare quell’uomo d’improvviso e poi lo abbiamo solo scorto mentre scappava”. Forse, però, è stata la birra a tradirli: “Il gruppo di occidentali è stato notato”, ha avanzato in un’ipotesi Renzo Caddeo, responsabile della spedizione italiana al campo “Torre dei fenicotteri”, gestito da Arci e Cgil a cui partecipava Angelo. “La birra – ha aggiunto – non si vende dentro le mura di Gerusalemme. Il fatto che Angelo fosse stato al tavolo con quattro ragazze a bere una bevanda ‘proibita’ dalla religione musulmana in quanto alcolica, può aver urtato la suscettibilità di qualcuno”. […]
Fonte: Repubblica.it

Archiviato in: Generale