Storia della Lega italiana per il divorzio

Domenico Letizia
Europa Edizioni
2014
ISBN: 
9788868541392

Testo sintetico ma ricco di illustrazioni con riproduzioni di articoli, manifesti e foto degli anni ‘60 e ‘70. L’Introduzione del testo si apre con una citazione tratta dal glorioso settimanale anticlericale “Don Basilio” ed infatti il libro è pieno di riferimenti laicisti, sia dal lato della polemica denuncia delle ingerenze clericali sia dal lato tecnico-legislativo.

La vera svolta del fronte divorzista si ha con la fondazione della Lega Italiana per l’Istituzione del Divorzio (LID) nel 1966: furono i radicali e il socialista Loris Fortuna a muoversi in tal senso contro «una concezione anacronistica e coercitiva del matrimonio e della famiglia». Ai primi dibattiti promossi dalla LID partecipò anche la comunista Luciana Castellina e qualche socialproletario.

Il testo sottolinea il ruolo promotore di iniziative divorziste del settimanale “ABC”, molto diffuso fra gli anni sessanta e settanta: questo periodico era caratterizzato da un indirizzo anticonformista e anticlericale. Allora come oggi alle manifestazioni laiciste si contrapposero veglie di preghiera e campagne di stampa clericali: “L’Osservatore Romano” ribadì con durezza le sue tesi rifacendosi al Concordato clericofascista del 1929 ma i costituzionalisti italiani sostennero che, in caso di conflitto, era la Costituzione a prevalere sui Patti lateranensi.  La legge sul divorzio non finì affossata al Senato per soli due voti: DC e MSI cercarono di respingere in toto il progetto di legge divorzista Fortuna-Baslini. Alla Camera la legge passò con 319 voti contro 286 nel 1970. Questa sconfitta del fronte clericale dimostra che, se Togliatti avesse fatto votare il PCI contro il Concordato nel 1947, forse per pochissimi voti si sarebbe potuto vincere in quanto i rapporti di forza fra laici e cattolici erano più o meno gli stessi.

Il tentativo di sfruttare l’ondata laicista in funzione anticoncordataria tramite referendum fu bocciato dalle questure, allora come oggi piene di elementi clerico-fascisti: «la raccolta delle firme per il referendum abrogativo del concordato prevista dal 13 al 31 dicembre 1970 fu impedita dalla questura». Allora come oggi sull’Italia si estende l’ombra oscurantista del Vaticano che respingeva questo diritto di libertà già presente da decenni in tutti i paesi democratici avanzati.

Pierino Giovanni Marazzani
da L’Ateo n. 105