Introduzione alla storia delle religioni

Angelo Brelich
Edizioni dell’Ateneo
2006
ISBN: 
9788884760432

Angelo Brelich (1913-1977) fu a lungo docente di Storia delle religioni presso l’Università di Roma. Il suo approccio alla materia era rigorosamente scientifico e laico: Brelich ebbe anche a criticare il «fervore ecumenico» di certi congressi di studiosi della religione, trasformati «in un’orgia di comunione interconfessionale». L’Introduzione è stata, ed è ancora, l’opera su cui hanno studiato migliaia di studenti romani: nonostante gli anni, la funzione esclusivamente didattica e la veste grafica ridotta all’osso (è la riduzione delle dispense di quattro corsi universitari), conserva ancora una sua validità. «Qui si trattava», scrive Brelich nell’Avvertenza, «di far comprendere - a costo di disuguaglianze e di parzialità nella scelta degli argomenti, il genere dei problemi e il metodo della storia delle religioni».

Sono soprattutto i problemi a ripresentarsi imperterriti a chi voglia studiare una qualsiasi religione: questioni che occupano interamente la prima parte del testo. I miti, gli esseri sovrumani, i riti, la credenza, l’organizzazione di una comunità di fede: Brelich cerca di sviscerarne l’origine e la funzione, mantenendo costante il suo metodo assolutamente storico. Un prodotto storico, per l’autore, è il concetto stesso di “religione”. E simile è la sua opinione sulle organizzazioni religiose, di cui si può parlare solo dove esiste una distinzione tra sacro e profano: «Nell’osservare tutto ciò che nelle varie civiltà tende a distinguersi come “religioso” da quanto, correlatamente, si distinguerà come “profano”, in realtà noi riusciamo a renderci conto - a differenza del soggetto religioso stesso che non vi riesce (perché, riuscendovi, distruggerebbe la propria religione) - delle ragioni per cui certe cose assumono un carattere religioso. Dovunque si tratta dello sforzo di un gruppo umano di proteggersi da ciò che, con altri mezzi, esso non è capace di dominare».

Le altre tre parti del testo sono dedicate a interessanti riflessioni sulle religioni dei «c.d. popoli primitivi», su quelle delle «c.d. civiltà superiori» e su quelle «nuove», nate per trasformazione da altre religioni.

Per chi volesse approfondire il pensiero di Brelich, nonché la possibilità di un insegnamento scientifico e laico della materia, si consiglia la lettura di Storia delle religioni: perché?, Liguori 1979, pp. 257).

Marzo 2005