Lettere dalla Terra
Mark Twain. Lettere dalla Terra (Letters From The Earth, 1962). A cura di Romolo Giovanni Capuano. 1ª ed. italiana Editori Riuniti, Roma 1982. Nuova edizione Liberilibri, Macerata 2004, pp. 88, € 10,00. ISBN 8885140637
Il nome di Mark Twain, qui in Italia, richiama subito alla mente opere come Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn e forse pochi sanno che il grande scrittore americano ha prodotto una ricca serie di racconti, romanzi, saggi filosofici e morali e riflessioni di una forza tale da non poter essere facilmente pubblicati. Perché questo? È presto detto: i suoi scritti lasciano defluire da ogni parte la sua irriverenza nei confronti delle religioni rivelate, arrivando alla blasfemìa e alla derisione di certi fenomeni chiamati “miracoli”.
Il libro in questione, Lettere dalla Terra, originariamente scritto nel 1909, fu pubblicato in America solo nel 1962, per volontà della figlia, anche se lo scrittore aveva disposto la sua diffusione solo a partire dal 2006, proprio perché temeva che, durante la sua epoca, un libro simile avrebbe messo a dura prova la propria vita e quella dei suoi eredi.
Questo libro di poche decine di pagine è diventato, in poco tempo, il baluardo di molte organizzazioni atee e umanistiche ed è stato contestato dai “benpensanti” conservatori.
Ricco di esilaranti frecciate satiriche e ironiche rivolte ai contenuti biblici, racchiude in sé tutto il pensiero scettico e dissacratorio di Twain su Dio, sull’uomo, sull’universo; una sorta di liberazione, di “vomito” verbale per eliminare parole indicibili perché non accettate dalla “morale” del tempo.
L’autore, influenzato dal pensiero di Johnn J. MacFarlane, di T. Paine e di C. Darwin, fa scrivere queste lettere ad un Satana “poco diabolico, un po’ monello e come monello disposto a dire la verità senza peli sulla lingua”. Un Satana che, esiliato sulla Terra, si meraviglia dell’irrazionalità, dell’incoerenza, dell’ipocrisia degli uomini e della loro presunta superiorità rispetto agli altri animali, un Satana che è vicino alle donne, che si indigna per le ingiustizie e per le inutili sofferenze inflitte agli esseri viventi, che si accorge delle crudeli contraddittorietà del Dio creatore, un Satana che sa anche strappare qualche sonora risata al lettore con eleganza e raffinatezza linguistica.
Insomma, un faro nell’oscurità che si chiama ignoranza, in quel buio della ragione che religioni e testi sacri di vario genere hanno saputo alimentare fino ai nostri giorni.
L’introduzione, curata da Romolo Giovanni Capuano, fornisce al lettore alcuni cenni sulla vita dello scrittore, di come le sue idee antireligiose fossero attribuite, principalmente, alle sventure familiari ed economiche che Twain dovette affrontare negli ultimi anni della sua vita. Sebbene non sia stato possibile etichettare le idee di Twain in termini di agnosticismo, teismo, ateismo, etc., Capuano polemizza, a tale proposito, sul luogo comune che molti religiosi utilizzano per «sbarazzarsi delle convinzioni degli atei. Gli atei, cioè, sarebbero tali non per una matura, consapevole, meditata riflessione ed elaborazione delle questioni religiose, ma in reazione a un trauma che impedisce loro di cogliere tutta la profondità delle credenze del divino (…) In altre parole non si è atei per libera scelta – cosa impossibile dal momento che credere è naturale e sano - ma perché qualcosa viene a contaminare e rendere impura quella fondamentale credenza».
Dopo aver letto Lettere dalla Terra vi assicuro che potrete dedurre l’esatto contrario di questo luogo comune: tutte le argomentazioni di Twain, per “bocca” di quel diavolo di un Satana, sono proprio il frutto di un maturo e sistematico ragionamento intorno alle bizzarrie di ciò che per secoli è stato fatto passare per l’Unica Verità.
Un libro da non perdere.
Rosalba Sgroia,
Circolo UAAR di Roma
Dicembre 2006


